Manuel Felisi – Dialogo Muto
Per questa mostra Felisi si propone di creare un dialogo muto con la storia dell’arte italiana: da Giulio Paolini e ai suoi ribaltamenti della tela, ad Uncini, di cui Felisi riprende l’uso del cemento.
Comunicato stampa
Glenda Cinquegrana Art Consulting è lieta di presentare la prima mostra personale di Manuel Felisi (Milano, 1976) intitolata Dialogo muto. Dell’artista milanese la galleria, presenta una selezione limitata di opere dal ciclo della Vertigini, ovvero opere nelle quali l’artista lavora con le consuete pratiche ibride che mischiano la stampa fotografica, la pittura e supporti quali materiali industriali come il cemento e il feltro.
Per questa mostra Felisi si propone di creare un dialogo muto con la storia dell’arte italiana: da Giulio Paolini e ai suoi ribaltamenti della tela, ad Uncini, di cui Felisi riprende l’uso del cemento, a Gilberto Zorio e alle pelli con impresse le parole e le stelle, fino a Joseph Beuys e al suo uso del feltro. Questi materiali, che per gli artisti poveristi erano carichi di energia, per Felisi sono pregni di lavoro manuale e memoria legata al lavoro: se pure strappati al contesto ordinario, restano carichi di significato legati e all’impatto che il gesto quotidiano ha nel nostro spazio vitale. Come sempre accade nell’opera di Felisi su questi supporti pregni di significato irrompono gli alberi le cui cime si irradiano verso il cielo e dentro il quadro come veri e propri sistemi nervosi: l’immagine dell’albero è come un organismo vitale che si propaga e cresce dentro la materia viva del quadro.
L’albero è elemento che rappresenta una visione ribaltata sulle cose: per Felisi la vertigine è tutto il contrario dello sguardo che guardo l’abisso, ma è l’occhio che dal basso verso l’alto, come se fossimo distesi su un prato, si immerge e si perde nel tutto della natura. Il punto di vista di Felisi espresso a partire dall’immagine del quadro non è di distacco dal mondo, ma opposto: l’immagine nasce dal comprendere intimamente il nostro ruolo nel cosmo, immersi e circondati dalla vita dalle cose, dalla memoria, dal lavoro e dalla natura.