Màntica è un festival di teatro che la Socìetas Raffaello Sanzio propone per il sesto anno nella sua città, presso il Teatro Comandini, sua sede.

Informazioni

  • Luogo: TEATRO COMANDINI - SOCIETAS RAFFAELLO SANZIO
  • Indirizzo: Corte del Volontariato 22 - Cesena - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 18/10/2013 - al 27/10/2013
  • Vernissage: 18/10/2013 ore 18
  • Generi: performance – happening, serata – evento, teatro
  • Patrocini: Màntica è realizzato da Socìetas Raffaello Sanzio con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cesena/Assessorato ai Servizi e alle Istituzioni Culturali e la collaborazione di Area Sismica, Conservatorio Statale di Musica “Bruno Maderna”, Istituto dei Musei Comunali/Fondazione Culture Santarcangelo, Santarcangelo •12•13•14 Festival Internazionale Teatro in Piazza, La Bottega del Teatro, Cinema Eliseo il sostegno di Regione Emilia Romagna, Teatro Bonci/Emilia Romagna Teatro Fondazione, CTS Cesena nell’ambito di Ravenna 2019 Prove Tecniche media partner Rai Radio 3, Radio Città del Capo, Alias, e20romagna si ringrazia Scarpellini Garden Center

Comunicato stampa

Màntica è un festival di teatro che la Socìetas Raffaello Sanzio propone per il sesto anno nella sua città, presso il Teatro Comandini, sua sede.
Rispetto ai numerosi festival che si svolgono in Romagna Màntica si distingue per una linea guida –tracciata da Chiara Guidi che lo dirige– che risponde a una logica artistica, piuttosto che a una generale, tipica della rassegna. La composizione in tre sezioni del festival risponde a questa linea, moltiplicando contenuti e percezioni: Spettacolo, con teatro e concerti e proiezioni, Studio, con corsi e laboratori, e Critica, con tre analisi aperte alla discussione



Màntica è anche l’unica occasione dell’anno che vede riuniti i tre fondatori: Romeo Castellucci, recentemente insignito del Leone d’Oro alla Carriera dalla Biennale di Venezia, Chiara Guidi, recentemente insignita del Premio ai Maestri intitolato a Nico Garrone e Claudia Castellucci. I tre, impegnati con opere e formazioni che girano tutto il mondo, ritagliano questo tempo per rappresentare nella loro città d’origine le opere più recenti del loro lavoro e per condurre laboratori.
Per la direzione di Chiara Guidi quest’anno è forte il tema della riscoperta del luogo, e tutto ciò che comporta in termini di occupazione e abbandono, tradizione e invenzione, decorazione e arte.

Il luogo, la località, è oggi un problema planetario, impilato su numerosissimi e disparati livelli. Un festival come Màntica può riflettere su quelle pulsioni che, riferite alla località, generano quelle insofferenze e insorgenze che producono arte e arrangiamenti. Oppure registrano l’opera del tempo, sui paesaggi e sui volti; oppure eleggono la geografia come una storia più profonda, che plasma anch’essa, con i suoi paesaggi assai più impassibili delle vicende politiche, voci e volti che convengono al profilo dei monti e alla loro aria vitrea e rarefatta. Tutte queste operazioni possono avere un sapore struggente, ma sono tutte temperate da uno sguardo oggettivo e pacato, lontano dalla retorica “sul dolore degli altri”, come diceva Susan Sontag.


Spettacolo. Gli spettacoli si concentrano nei due fine settimana.

1°fine settimana: 18, 19, 20 Ottobre
Giudizio, Possibilità, Essere, anteprima, di Romeo Castellucci, variazione da “The Four Season Restaurant”, che recita nel sottotitolo Esercizi di ginnastica su “La morte di Empedocle” di Friederich Hölderlin da eseguire in una palestra. Il trasloco del teatro in una palestra ha il sapore di uno sbaragliamento, a favore di un luogo più adatto e guardingo per la poesia.
Voicescapes, prima assoluta, proiezione acustica di Renato Rinaldi con le percussioni dal vivo di Enrico Malatesta. Un paesaggio montano descritto dalle voci degli ultimi abitanti dei monti più isolati, voci che condividono con la montagna la sua storia di stratificazioni e di frane, lucentezze diurne e stellate.
7 ways, per la prima volta in Italia, la danzatrice coreana Geumhyung Jeong agita il mondo ricostruendo un proprio habitat con i soli e semplici oggetti che trova a disposizione, a riprova del fatto che, come i bambini, si possono reinventare le regole, soprattutto se si è pertinaci e metodici.
Concerto del sassofonista Colin Stetson, lo strepitoso musicista polistrumentista e maestro della respirazione circolare, dopo il concerto per Màntica si sposta ad Area Sismica di Forlì per una jam session con Peter Evans.

2°fine settimana: 25, 26, 27 Ottobre
Tifone, prima assoluta, di Chiara Guidi che, in un altro incontro con la scrittura e con la musica, offre la propria voce come mediatrice portatrice delle due diverse forze. Qui, quella di Joseph Conrad, alle prese con la potenza tifonica che lo sfida nella scrittura, e quella delle musiche originali di Fabrizio Ottaviucci, impegnato a resistere tra gli estremi dell’inerzia e del caos, concentrati nell’occhio del tifone.
Or, di Habillé d’eau, una coreografia di Silvia Rampelli, di rinuncia al discorso e di spoliazione, a favore dei soli elementi della danza: corpo e tempo, qui interpretati da una delle più acuminate e profonde compagnie di danza italiane.
Urban Edge, una proiezione del fotografo Alessandro Scotti, con scatti fatti in cinque hinterland di megalopoli del mondo, cresciute dalla pressione dell’abitare, secondo uno spasmo che non può attendere alcuna regola, né aspettarsi alcun soccorso.
Concerto, la giapponese Junko Ueda in duo con Wil Offermans, esala nel soffio un’aria appena fonica, accompagnata dal satsuma-biwa, un antico liuto giapponese che sa suonare con maestria.
Le giovani parole, di Mariangela Gualtieri del Teatro Valdoca, che dà voce ai suoi versi, riportando la poesia alla sua arcaica dimensione corporea e magnetica.
Everyone Gets Lighter|All!, di Kinkaleri, performance che in una durata di 30 minuti presenterà e svilupperà, attraverso un perfomer, tutti gli elementi costitutivi di un alfabeto corporeo. Due sono le opzioni: contemplare l’esecuzione nelle varie fasi o partecipare all’apprendimento.
24 Portraits, del cineasta francese Alain Cavalier (il suo Thérèse vinse la Palma d’Oro a Cannes). Una selezione di questi densissimi ritratti di donne con gli strumenti del loro lavoro, farà da basso continuo per tutti e due i fine-settimana, con proiezioni quotidiane della durata di 12 minuti.

Studio.
Le proposte, quattro in tutto, sperimentano un modo di entrare dentro una disciplina; il fare parte di un’altra abitudine; l’accesso a un altro ordine di idee; il disporsi a pratiche sconosciute. Sono tutti atti di conoscenza e di bellezza che si compiono, a dimostrazione del fatto che ogni disciplina ha un approccio alternativo rispetto a quello del professionismo o del passa-tempo: un modo compatto, preciso e brillante.
Accademia Drammatica. Il monologo, è un corso di recitazione di Chiara Guidi, basato sui “testi marittimi” di Joseph Conrad.
Scuola Cònia, di Claudia Castellucci, è un corso di drammaturgia.
La natura dell’atto, laboratorio di Silvia Rampelli, costruito sul movente e il pensiero della danza.
Tendai-Shomyo. Il soffio, laboratorio della giapponese Junko Ueda, costruito sull’espirazione fonica tradizionale giapponese, propone alcuni canti melodici in coro.
Le iscrizioni e i modi di partecipazione sono differenti. Confrontare il sito www.raffaellosanzio.org

Critica.
Simone Menegoi, critico d’arte e curatore, risponde al tema proposto: Décadence. La lunga pagina dell’arte, basata sul rozzo meccanismo causa-effetto. Critica della decadenza (18 Ottobre)
Angelo Torre, storico, professore dell’Università del Piemonte Orientale interviene sul tema: Località. Ormai tutti saranno costretti a inventarsi il loro posto e una propria tradizione (20 Ottobre)
Lucia Amara, docente di Lettere a Bologna risponde al tema proposto: Utopie vocali. Un luogo da cui parlare (25 Ottobre)
Silvia Rampelli, coreografa, risponde al tema proposto: Il movimento volontario. Atletica e danza come esempi di opposizione e oltrepassamento della realtà. (27 Ottobre)