Make a wish lil fish (Sugar 3)

Roma - 12/06/2019 : 05/07/2019

Label201, portando avanti la missione di favorire collaborazioni con artisti e gallerie internazionali, è lieta di presentare con White Pearl Gallery di Praga, la mostra Make a wish lil fish (Sugar 3) curata da Caterina Antonaci.

Informazioni

Comunicato stampa

MAKE – A – WISH
LIL’ FISH (SUGAR3)

Julius Reichel
Matyas Malac
Namor Ynrobyv


A cura di Caterina Antonaci

Inaugurazione mercoledi 12 Giugno - ore 19
12 Giugno – 5 Luglio 2019


Label201, portando avanti la missione di favorire collaborazioni con artisti e gallerie internazionali, è lieta di presentare con White Pearl Gallery di Praga, la mostra Make a wish lil fish (Sugar 3) curata da Caterina Antonaci, con le opere di Julius Reichel (1981), Matyas Malac (1997) e Namor Ynrobyv (1988) e la supervisione del loro “curatore immaginario” Kazimir Yusufovich


La mostra, attraverso uno sguardo meditativo verso la società contemporanea, prende come punto di partenza il decadimento individuale, culturale e ambientale della società odierna, la quale risulta profondamente monopolizzata da internet e dalla tecnologia, che svolgono ormai un ruolo così determinante da costituire, organizzare, inquinare, estetizzare e anestetizzare il mondo. Un mondo che non è solo saturato dai media, ma è dentro e fra i media, che è sostanzialmente costruito attraverso immagini e suoni che lo ampliano e che fanno trascendere la fisicità, la realtà e la concretezza dei luoghi. Il caos e “l’inquinamento mentale” che derivano dall’enorme quantità di input digitali che riceviamo ogni giorno, costituiscono il fulcro centrale dei lavori degli artisti.

Presupposto fondamentale sul quale la mostra si basa, è un graduale tracollo che emerge non solo dall’inquinamento provocato da internet e dal sovraccarico di informazioni mediatiche che plasmano le nostre vite, ma anche da un inquinamento ambientale, assai più concreto e visibile. La contaminazione e alterazione del pianeta come crescente fenomeno globale che trova le radici nell’attuale era geologica denominata Anthropocene, incoraggiano gli artisti ad immaginare delle circostanze libere da tali manifestazioni problematiche. Ispirandosi allo scenario apocalittico del racconto fantascientifico di James Graham Ballard Il mondo sommerso, pubblicato nel 1961, il quale presenta un pianeta in cui le temperature sono così roventi da sciogliere ghiacci polari ed innalzare le acque a livello planetario, causando, di conseguenza, la sommersione di intere città e paesi, la mostra simula un’epoca caratterizzata da una grottesca fine del genere umano, in cui gli unici superstiti sono pesci, animali acquatici ed una lussureggiante vegetazione, che si adattano gradualmente alle condizioni naturali del nuovo mondo.

E così Make a wish lil fish può essere letta come un apologo, una favola allegorica anti-tecnologica, che narra il declino della civiltà delle macchine e la rivincita della natura selvaggia, nonché l’esito dell’antropizzazione del pianeta.


Direzione e organizzazione - Alexandra Karpuchina, Manuela Tognoli
Consulenza tecnica - Jaroslav Zuran

Prodotto da White Pearl Gallery