Maddine Insalaco / Joe Vinson – Binario

Roma - 22/11/2018 : 13/12/2018

Utilizzando la metafora del “binario”, o delle rotaie ferroviarie, le opere presentate in questa mostra riflettono i rispettivi interessi pittorici che i due artisti nutrono nei confronti della pittura.

Informazioni

Comunicato stampa

Binario – Due rotaie che avanzano insieme.

Utilizzando la metafora del “binario”, o delle rotaie ferroviarie, le opere presentate in questa mostra riflettono i rispettivi interessi pittorici che i due artisti nutrono nei confronti della pittura. Due linee d’indagine separate e distinte, che procedono parallele.

Le radici condivise che contraddistinguono la produzione di entrambi gli artisti sono rappresentate dal comune interesse nel significato intrinseco del colore



Le astrazioni eleganti di Vinson traggono ispirazione dai contrasti cromatici osservati in natura come nel caso della pittura en plein air realizzati attraverso l’uso della sola e pura sostanza materica della pittura.

Mentre, le grandi opere di Insalaco, sebbene si rifacciano alla tradizione dell’arte figurativa, si concentrano su pennellate di colore decise da cui emergono quelle forme e quegli effetti cromatici che sottintendono alla percezione dell’esperienza visiva.



I due artisti Maddine Insalaco e Joe Vinson vivono e lavorano da tempo tra New York e la Toscana, dove tengono da oltre vent’anni di corsi di pittura del paesaggio. Esperti di pittura italiana en plein air dalle sue origini fino all’influenza che questa ha esercitato sul Modernismo, i due hanno tenuto lezioni, pubblicato articoli e curato mostre in questo ambito in varie realtà espositive sia negli Stati Uniti che in Italia, come al Museo di Palm Springs, al Museo delle Arti e delle Scienze di Macon, alla casa d’aste Sotheby’s e al Museo del Forte Sangallo di Civita Castellana. Hanno inoltre contribuito all’identificazione di opere d’arte appartenenti alle collezioni di alcuni importanti poli espositivi come il Victoria and Albert Museum di Londra, il Musée des BeauxArts di Orléans e il Museo della Morgan Library di New York.