MAD on paper fotografia – Tommaso De Massimi

Latina - 03/02/2013 : 03/03/2013

Sulle pareti rosse della scala de “La Feltrinelli” saranno esposte alcune fotografie di reportage di Tommaso De Massimi, che illustrano la festa dei serpari che ha luogo nel piccolo comune abruzzese di Cocullo il 1° maggio, mentre prima si svolgeva il primo giovedì di maggio.

Informazioni

  • Luogo: LIBRERIA LA FELTRINELLI
  • Indirizzo: Via A. Diaz 10 - Latina - Lazio
  • Quando: dal 03/02/2013 - al 03/03/2013
  • Vernissage: 03/02/2013 ore 18
  • Autori: Tommaso De Massimi
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: Lunedì 13,00 – 20,30 Martedì – Sabato 09.30 – 20.30 Domenica 10,00/13,30 – 16,30/20,30
  • Biglietti: ingresso libero
  • Email: eventi@madarte.it

Comunicato stampa

Primo appuntamento del 2013 con la rassegna MAD ON PAPER fotografia incisione e pittura – su “la scala rossa de La Feltrinelli”, curata da Fabio D’Achille per MAD, domenica 3 febbraio alle ore 18,00. Sulle pareti rosse della scala de “La Feltrinelli” saranno esposte alcune fotografie di reportage di Tommaso De Massimi, che illustrano la festa dei serpari che ha luogo nel piccolo comune abruzzese di Cocullo il 1° maggio, mentre prima si svolgeva il primo giovedì di maggio

La festa è in onore di San Domenico, particolarmente venerato a Cocullo, dove sono presenti due reliquie del santo (un suo molare e un ferro della sua mula). Tommaso De Massimi, autodidatta, in un lasso di tempo che va dal 1990 a oggi, si è approcciato a questo rito con un atteggiamento curioso di documentare i vari aspetti della festa e le sue modificazioni nel corso degli anni, ponendo l’accento sulla commistione tra sacro e profano che si realizza in questa processione. Il simbolo del serpente, infatti, tradizionalmente associato al demoniaco, è qui riscattato da un’interpretazione cristiana: secondo una tradizione locale, San Domenico, cavandosi il dente e donandolo alla popolazione di Cocullo, fece scaturire negli abitanti del paese abruzzese una fede che andò a soppiantare il culto pagano della dea Angizia, protettrice dei veleni, tra cui quello dei serpenti. Il dente di San Domenico, con probabile allusione al dente avvelenatore del serpente, diede, forse, l’idea che fece scaturire la fede che portò alla festa in onore del santo.
Tommaso De Massimi documenta quest’antica processione attraverso più di venti stampe digitali inkjet su carta cotone hanhemuele baryta di 3,50 mg, frutto di scatti eseguiti con una Nikon FT II e con una Leica MP4. Le stampe sono inquadrate nel bellissimo passo par tout sapientemente lavorato da Bracchi Art.