Luisa Gardini – Aspecifici. Lavori anni ’60 e ’70

Milano - 21/05/2019 : 20/07/2019

Aspecifici, Lavori anni ’60 e ’70, seconda mostra personale di Luisa Gardini (Ravenna, 1935) presso la galleria in cui sono presentati lavori mai esposti prima d’ora dall’artista.

Informazioni

  • Luogo: FEDERICA SCHIAVO GALLERY
  • Indirizzo: Via Barozzi 6, 20122 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 21/05/2019 - al 20/07/2019
  • Vernissage: 21/05/2019 ore 18
  • Autori: Luisa Gardini
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: su appuntamento

Comunicato stampa

Federica Schiavo Gallery è lieta di presentare Aspecifici, Lavori anni ’60 e ’70, seconda mostra personale di Luisa Gardini (Ravenna, 1935) presso la galleria in cui sono presentati lavori mai esposti prima d’ora dall’artista.

Negli anni ’50 Luisa Gardini frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma dove conosce Toti Scialoja, figura centrale di collegamento tra l’arte di New York e quella italiana. Grazie a lui si avvicina agli espressionisti astratti americani come Rothko, De Kooning e soprattutto Cy Twombly che frequenta con assiduità in quegli anni



Così la Gardini, spinta dalla volontà di diventare un’artista, intraprende il suo lungo cammino nell’arte: “un’arte che non ha regole, perché ogni quadro ha le sue - come lei stessa dichiara - perché l’insegnamento di Scialoja è stato prima di tutto un atteggiamento, un pensiero nei confronti dell’arte, volto all’attenzione continua per le novità espressive”.

L’artista racconta che, seguendo Matisse, scopre l'energia insita nel suo segno-forma, da Cy Twombly la velocità del segno-scrittura mentre da artisti come De Kooning e Pollock, impara a lavorare sulla tela rendendola materica e viva fino a migrare dalla superficie della carta alla tridimensionalità dell’oggetto attraverso suggestioni neo-dada. È così che le realtà del suo quotidiano entrano nelle sue opere e riemergono con una forma nuova, la loro immanenza contrasta con la levità e la precarietà delle forme.

In questa costante ricerca della forma per occupare lo spazio, sempre astenendosi dalla rappresentazione, la Gardini crea disegni, collage, quadri e sculture che, grazie all’energia che emanano, suggeriscono emozioni e stati d’animo mentre il suo segno diventa assolutamente personale e l’uso dei diversi media sembra quasi sovrapporsi fino a mescolarsi.

Una palette molto ridotta di colori, soprattutto neri, bianchi e rossi, l’uso dell’acrilico e le colature di Caolino, le pennellate corpose e l’uso diretto delle sue dita, le stratificazioni sulla tela o sul legno, diventano tutte tracce dello scorrere dell’esistenza e del suo carattere effimero.
OPENING:
TUESDAY MAY 21st, 2019, 6-9 PM


MAY 22 - JULY 20, 2019
FEDERICA SCHIAVO GALLERY MILANO
VIA MICHELE BAROZZI 6


Federica Schiavo Gallery is pleased to present Aspecifici – Lavori anni ’60 e ’70 the second personal show by Luisa Gardini (Ravenna, 1935). The Gallery has the honour to show works that have never been exhibited before.

In the 1950s, Luisa Gardini attended the Academy of Fine Arts in Rome where she met Toti Scialoja, a central figure who bridged the New York art world to the Italian one. Thanks to him she drew near the American abstract expressionists such as Rothko, De Kooning and especially Cy Twombly, whom she frequented regularly over the years.

Luisa Gardini, driven by her desire to be an artist, embarked on her long journey through art: "an art with no rules, since each painting has its own rules - as she stated - because Scialoja's teaching was first of all an attitude, a thought directed towards art, aiming to the continuous attention towards expressive novelties ".

The artist stated that she discovered in Matisse the energy embedded in his sign-form, while, in Cy Twombly the speed of sign-writing. Furthermore from artists such as De Kooning and Pollock she learned how to work the canvas in such a way that it became “material” and alive and she eventually moved from the surface of the paper to the three-dimensionality of the object also inspired by neo dada’s suggestions. Such are the ways through which her daily life, objects and fragments of emotions, enter her work and re-emerge with new forms. Their immanence counteracts with the levity and precariousness of their forms.

Through the constant search of form that conquers space, always refraining from representation, Gardini creates drawings, collages, paintings and sculptures that, thanks to the energy they emanate, evoke emotions and instinct while her sign becomes highly personal, the use of a variety of media overlaps and mixes.

A very small palette of colours, mainly black, white and red, the use of acrylic and Kaolin drips, the broad brush strokes and the direct use of her fingers, the layers and accumulation on the canvas or on wood, all become traces of the flow of existence and its ephemeral nature.