Luigi Vollaro – Germinazioni archetipe

Ravello - 02/07/2016 : 31/07/2016

Mostra di Luigi Vollaro “Germinazioni archetipe”, a cura di Pasquale Ruocco.

Informazioni

Comunicato stampa

Sabato, 2 luglio 2016, alle ore 19,00, presso il sito archeologico del Monastero della SS. Trinità di Ravello si inaugura la mostra di Luigi Vollaro “Germinazioni archetipe”, a cura di Pasquale Ruocco


L’evento apre il calendario di attività legate all’arte contemporanea previste all’interno del progetto di studio e recupero del sito archeologico promosso e gestito dall’associazione temporanea di scopo costituita dall’Associazione culturale Ravello Nostra, ente capofila, dal Comune di Ravello, dall’Università degli Studi di Salerno e dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, e finanziato con fondi del Ministero della Gioventù nell’ambito del Piano Azione Coesione “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici”.
Le opere di Luigi Vollaro dialogheranno con le emergenze archeologiche del sito, dando la possibilità ai visitatori di approfondire lo studio e la conoscenza delle espressioni artistiche anche attraverso visite guidate, incontri con l’artista e il curatore.
«La mostra di Luigi Vollaro - illustra Pasquale Ruocco - raffinato esponente della scultura, sia a livello regionale che nazionale dagli anni Sessanta ad oggi, prevede l’installazione di una serie di opere realizzate in rame e piombo tra il 2000 e il 2015, tra le quali si segnalano Arpa, Fuochi Fatui, Metamorfosi, presentate in occasione del Padiglione Campania, allestito per la 54ª Biennale di Venezia del 2011. Al centro del percorso - continua il curatore - che si muove tra implicazioni antropologiche e riflessioni naturalistiche, la costante meditazione dell’artista sul valore della scultura, cioè sul valore tradizionale del lavoro, sulle materie, soprattutto metalli, sui processi di generazione della forma e sul suo sviluppo nello spazio, meglio nell’ambiente come possibilità data all’artista di offrirsi alla collettività, confrontandosi con i luoghi, con le sue memorie e le sue prospettive».

La mostra sarà visitabile fino al 31 luglio durante l’orario di apertura del sito (11-17).
Per informazioni 089857669 - +39329 2066731


LUIGI VOLLARO, (Scafati, 1949). Diplomatosi in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, allievo di Umberto Mastroianni e di Augusto Perez, comincia ad esporre giovanissimo nel 1966 nella Mostra a tre, tenutasi presso il Circolo Universitario di Scafati. Negli anni della formazione sperimenta materie quali il gesso e il legno. Del 1972 è la partecipazione alla VII Rassegna d’arte del Mezzogiorno, tenutasi al Museo di Villa Pignatelli di Napoli, mentre un anno dopo tiene la prima personale, ospitata dal Centro Arte Incontri di Nola, occasione nella quale espone alcune opere in cartapesta. Del 1979 è l’esordio all’estero, con la presenza ad Exibition Images, organizzata a Great Yarmouth in Gran Bretagna. Dell’inizio degli anni Ottanta sono due personali: la prima al Centro Sud Arte di Scafati e la seconda al Centro Zero di Angri e sarà fra gli artisti selezionati per la I Biennale Internazionale di Grafica, allestita al Museo Civico di Riva del Garda. Qualche anno più tardi è a Helsinki nella rassegna Weapons of Art, organizzata dalla Vanaham Gallery, nonché a Salerno, nel 1983, ove espone alla Galleria Etruria alcune incisioni tratte dal ciclo Macchineacchiappanuvole. Sempre nello stesso anno è presente alla mostra Materia di Scultura, promossa dalla Galleria Arte come Arte di Napoli. Le prime esperienze in terracotta sono della fine degli anni Settanta, materia che segnerà la sua esperienza per quasi un decennio. A seguire nel 1985 è dapprima alla Expo Arte di Bari e successivamente alla collettiva Pastello Oleoso, organizzata dalla Galleria il Campo di Cava de’ Tirreni. Faranno seguito le personali tenute, la prima a Torino allo Studio Caruso, la seconda al Centro di Sarro di Roma; più tardi sarà invitato a Nebeneben, rassegna organizzata a Monaco di Baviera. Nel 1986 è invitato alla “XI Quadriennale d’Arte” di Roma, anno nel quale con Angelo Casciello, Franco Cipriano, Luigi Pagano e Gerardo Vangone, darà vita all’esperienza dell’Officina di Scafati. Nel settembre del 1987 è a Torino ove espone nella rassegna UCRONIA.
Nel 1989 tiene una personale a Palazzo di San Galgano promossa dall’Università degli Studi di Siena. A cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta l’argilla lascia lo spazio al piombo, cambiamento che coincide oltretutto con l’apertura del nuovo atelier al centro di Scafati. Numerose le mostre personali promosse in questo periodo, nelle quali a fianco alle terrecotte trovano posto i piombi: nel 1990 è all’Istituto Grenoble di Napoli, mentre l’anno seguente è allo Spazio Temporaneo di Milano, nonché all’Abazia di Realvalle di Scafati. Del 1997 è la personale allo Spazio Temporaneo a Milano, ove espone i piombi, mentre del 1998 la grande antologica promossa ed organizzata dalla Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Scafati. Nel 1999 gli viene assegnato il Premio internazionale di scultura Costantino Nivola. Nel 2004 è invitato dapprima ad Agliè alla rassegna Scultura Internazionale, nonché al FRAC-Baronissi a “Corpi & Materie. Aspetti della scultura in Campania negli ultimi vent'anni”. Dai primi anni del Duemila entra in scena, tra le materie usate dall’artista, il rame: nel 2007 una sua grande scultura in rame è acquisita nella collezione del Museo Arte Ambientale di Giffoni Sei Casali e collocata nella piazza del casale Sieti, mentre Grande fiore viene installata nella piazza del Centro Commerciale La Plaza di Scafati. Dello stesso anno 2007, ancora è l’invito dall’Università Cattolica di Milano ad esporre nella rassegna “Arte spiritualità nel chiostro”. Nel 2009 il Museo Frac di Baronissi gli dedica la grande personale “Sculture e disegni” mentre nel 2011 è tra gli invitati della “54ª Biennale di Venezia”. Nel 2014 partecipa a “REWIND” arte a Napoli 1980 – 1990, tenutosi a Castel Sant’Elmo di Napoli.
Vive e lavora a Scafati.