Lucy Jochamowitz – Verso Casa

Fano - 14/02/2013 : 14/03/2013

La 2.18 Gallery ospita nuovamente un’artista donna la quale trasformerà la bacheca in una galleria un pò più “ tradizionale “. La Jochamowitz, non curante dello spazio esiguo a sua disposizione presenterà 6 opere di formato e tecniche diverse.

Informazioni

  • Luogo: 2.18 GALLERY
  • Indirizzo: Corso Matteotti, 170, - Fano - Umbria
  • Quando: dal 14/02/2013 - al 14/03/2013
  • Vernissage: 14/02/2013 ore 19
  • Autori: Lucy Jochamowitz
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Giovedì 14 Febbraio alle ora 19:00 presso la 2.18 Gallery verrà inaugurata la personale “ Verso Casa “ di Lucy Jochamowitz. La 2.18 Gallery ospita nuovamente un’artista donna la quale trasformerà la bacheca in una galleria un pò più “ tradizionale “. La Jochamowitz, non curante dello spazio esiguo a sua disposizione presenterà 6 opere di formato e tecniche diverse. Tre dipinti a olio su tela e tre figure su carta

Le sei opere legate tra di loro da un filo rosso ( elemento ricorrente nella produzione dell’artista ) fanno riferimento, alla massima “ Dove siete diretti? “, “ Sempre verso casa “ del Novalis, pseudonimo di Georg Friedrich Philipp Freiherr von Hardenberg, poeta, teologo, filosofo e scrittore tedesco.
Ancora una volta Lucy Jochamowitz nota per le sue opere con figure femminili simili a bambole dalle gonne ampie di dimensioni e materiali vari, saprà ispirare stupore, commozione e ammirazione.
Come di consueto l’artista sarà presente al cocktail inaugurale.
BIOGRAFIA
Lucy Jochamowitz Garibaldi è nata a lima in Perù nel 1955. Dopo gli studi alla Facoltà d’arte della Pontificia Università Catòlica del Perù vince una borsa di studio dell’Istituto Italo Latinoamericano per L'Accademia di Belle Arti di Firenze , laureandosi nel 1983. Seguono due anni di specializzazione d'incisione presso la Scuola Internazionale Il Bisonte di Firenze. La sua prima mostra personale la realizza nel 1983 alla Galleria Ivonne Briceno a Lima dove presenta una serie d’incisioni in bianco e nero sul tema del dio greco Pan. Nel 1989 Espone a Palazzo dei Vescovi di Pistoia e in Giappone a Hammatzu-shi nella Galleria Yamatsumi dove presenta opere su carta. Invitata alla XIX Biennale di Lubljanna , a Casa de America en la Habana 1991; Nel 1995 Invitata a rappresentare il Peru nella XLVI Biennale di Venezia con l’istallazione di Umbris idearum dove realizza un’affresco di grandi dimensioni con la proiezione di un cono luce che sarà poi la gonna piramide che esplora nel lavoro successivo. Nel 2000 partecipa alla mostra La parola e l’immagine al Museo Pecci di Prato con il libro d'arte Passio insieme a Luca Raganin , ed. Canopo, Incisori per il Bisonte - Museo Marino Marini a Firenze. Alla gallerìa degli uffizi per 30 anni di Bisonte. Nel 2004 presenta Palabra Rossa al Salone di Villa Romana di Firenze e al Museo Santa Marìa della Scala a Siena nell’ambito della mostra Ipermercati dell’arte curata da Omar Calabrese: una grande gonna di rami di biancoespino. Torna in Perù con la mostra A flor de piel alla I Biennale d’arte di Lima. Nel 2005 Espone alla Tessilform di Prato A contraviento una barca di carta circondata da rami di biancoespino. Al Museo Rodolfo Siviero a Firenze nel 2008 presenta L’ospite , dialogo con le opere della collezione. Perder la cabeza alla galleria Grafio di Prato nel 2010 e partecipa a La Luna e L’altro a Palazzo Pretorio a Certaldo. Ha esposto Perder la testa nel 2012 Alla gallerìa Forum di Lima una serie di lavori sul tema dell’iniziazione come rito contemporaneo.
2.18 Gallery nasce da un'idea di Tommaso Mei e Andrea Belacchi. Lo spazio, di 114x64 cm, è una bacheca precedentemente utilizzata per annunci immobiliari e pubblicitari. L'idea nasce dall'esigenza di rispondere alla domanda: quanto spazio serve per contenere un'idea?
Occupare uno spazio per sua natura commerciale e farlo diventare una galleria d'arte contemporanea, diventa un modo per interpretare il concetto di trasformazione.
Una metamorfosi non solo dello spazio, che acquista un altro valore, ma anche dello stesso termine "galleria". Infatti, questa sarà la linea curatoriale, dove ogni artista sarà tenuto a realizzare formule ed idee differenti per questo minuscolo spazio, affacciato sul corso di una città di provincia, in cui l'opera, proprio per la singolarità del luogo sarà fruibile ventiquattro ore su ventiquattro.