Lucio Garofalo – Il tempo dell’immagine

Tivoli - 23/11/2011 : 04/03/2012

Ad alcuni mesi dalla riapertura della Sala R. Tosatto, presso lo storico Palazzo Santa Croce di Tivoli, l’Angolino di Mirko prosegue l’attività espositiva inaugurando una nuova mostra, dedicata all’artista Lucio Garofalo, a conferma del proprio impegno nei confronti dell’arte contemporanea.

Informazioni

Comunicato stampa

Ad alcuni mesi dalla riapertura della Sala R. Tosatto, presso lo storico Palazzo Santa Croce di Tivoli, l’Angolino di Mirko prosegue l’attività espositiva inaugurando una nuova mostra, dedicata all’artista Lucio Garofalo, a conferma del proprio impegno nei confronti dell’arte contemporanea.
L’EVENTO
L’esposizione resterà aperta dal 23 novembre 2011 al 22 gennaio 2012 e sarà visitabile al pubblico nei seguenti orari: tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 9.30 alle ore 21.00, con ingresso libero a richiesta

Le opere esposte saranno la cornice privilegiata di una serie di eventi, primo tra i quali, il 26 novembre p.v., la cena di gala organizzata per l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2011-2012 dell’Accademia del Desco d’Oro.
LA MOSTRA
Nel corso della lunga carriera Lucio Garofalo è entrato in contatto con gli esponenti delle principali correnti artistiche dell’ultimo cinquantennio, condividendone in parte la ricerca visiva e la sperimentazione di nuove tecniche pittoriche. Ciò nonostante, gli esiti della sua pittura sono del tutto originali, trovando essenzialmente nella musica la propria fonte d’ispirazione.
In questa mostra sono presentate alcune principali opere storiche dell’artista (Beethoven, del 1975, la tela più esposta in assoluto) e lavori più recenti.
Tutto ha un tempo nell’opera di Lucio Garofalo: sia esso il tempo del ricordo, dal quale le immagini riaffiorano frammentarie come una reliquia sepolta nel profondo dell’io e appena visibile (Beethoven, 1975), sia quello della musica, in cui lo spartito prende possesso della tela e ne solleva i lembi (La Fontana di Danae, 2000), laddove la forza dirompente di un crescendo sembra prendere vita davanti a chi sa leggere. Sia infine il tempo delle cose, che non sono mai uguali a sé stesse, quando la luce le colpisce con le sue infinite angolature.
Questo implica una trasfigurazione del concetto stesso dell’immagine, che in Garofalo non è mai concepita come immobile, ma sempre in movimento. Il tempo dell’immagine si pone appunto come vera e propria immagine del tempo, un tempo sacro e inesorabile dal quale l’artista si sente invaso e che con forza lo costringe a sfrondare attraverso ripetuti tagli verticali l’illusorietà che il comune senso visivo ci presenta; perché l’arte è proprio questo andare oltre la natura per carpire l’essenza delle cose.
Nell’ambito della mostra, interessante infine è la sezione dedicata a Sergio Leone e al film C’era una volta in America, che abbiamo voluto inserire in segno di omaggio al grande cinema italiano (si è recentemente concluso a Roma il Festival Internazionale del Film) e ad uno dei suoi più illustri registi, che personalmente – un anno prima della scomparsa - commissionò a Garofalo una serie di lavori ispirati al suo ultimo capolavoro.
L’ARTISTA
Lucio Garofalo (1938) compie gli studi classici, artistici e musicali tra Napoli e Roma. Esordisce con stile verista, già mediato dalla coesistenza di figurazione e simbolo, nelle sale del Circolo Mediterraneo (1959) e di S. Sebastiano (1963) a Napoli, sua città natale, in una forma abbinata di mostra di pittura e concerto.
Un vasto arco di anni proficui trascorsi tra esposizioni e concerti nelle maggiori città italiane, Spagna, Francia, URSS, lo vede attento alla linea materica del Gruppo Origine, fondato nel ’51 da Burri, Capogrossi e Consagra e destinato a costituire un riferimento internazionale per lo studio e la diffusione dell’arte astratta, tra i cui aderenti ricordiamo Emilio Vedova, Giulio Turcato, Toti Scialoja. In tale ambito Garofalo, seguendo la propria originale linea di ricerca, concentrerà l'attenzione soprattutto su temi musicali. Tra le opere di questo periodo, tecniche miste ed oli su sacco, si ricordano La Madre Terra, Genesi, Barocco.
Negli anni settanta Garofalo sviluppa una nuova tematica, in cui il referente ritmico-musicale, il segno sul pentagramma e quello citazionistico trovano coesione con il motivo pittorico.
Nel 1982 egli collabora con tre incisioni, insieme ad altri 33 artisti, all’illustrazione della Divina Commedia. Promossa da Mons. Giovanni Fallani e coordinata da Agostino Ghilardi, l’edizione è a cura della Casa di Dante e pubblicata dall’Istituto Poligrafico dello Stato.
Nel 1986 assieme a Malfanti, Masotti, Piccolo e Romagnoli, Lucio Garofalo dirige la S.I.P.A., Sezione Internazionale Pittori Associati. Con essi fonda il Nuovo Immaginismo, movimento artistico che propone l'immagine come valore emblematico storico-romantico e nello stesso tempo simbolico-surreale. E' tra i fautori dell'Umanesimo nella pittura contemporanea.
Segue il periodo delle Sequenze, del ciclo dedicato al cinema, immagini meta realistiche ispirate al film C’era una volta in America di Sergio Leone (1987-88), degli affreschi sulle pareti e sulla volta della chiesa seicentesca della Madonna del Castagno, S. Silvestro a Montecompatri (1988-89).
Tra l’inizio degli anni 90 e il i primi anni successivi al 2000 l’artista continua ad esporre in Italia e all’estero ed a soddisfare committenze specifiche di rilievo, come le pitture sacre in ceramica sulla Via Crucis e Resurrezione, realizzate per la Chiesa di S. Carlo Borromeo a Rende (CS).
Lucio Garofalo ha realizzato varie opere pubbliche e le sue opere sono presenti in raccolte museali istituzionali, oltre che private. Egli ha conseguito premi e riconoscimenti nel corso della lunga carriera artistica. Attualmente vive e lavora in provincia di Roma.
L’artista LUCIO GAROFALO è rappresentato dalla curatrice