Luciano Ventrone – La perfezione dell’immagine

Milano - 20/10/2011 : 28/01/2012

Una mostra dedicata ai dipinti di Luciano Ventrone, uno dei maggiori esponenti della pittura figurativa italiana. L’esposizione costituisce la prima presentazione completa in Italia della ricerca dell’artista degli ultimi cinque anni.

Informazioni

  • Luogo: CARTIERE VANNUCCI
  • Indirizzo: Via Atto Vannucci 16 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 20/10/2011 - al 28/01/2012
  • Vernissage: 20/10/2011 ore 18 Interviene Luciano Ventrone
  • Autori: Luciano Ventrone
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da martedì a sabato: 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Cartiere Vannucci - Magazzini dell’Arte è lieta di presentare la mostra dedicata ai dipinti di Luciano Ventrone, uno dei maggiori esponenti della pittura figurativa italiana. L’esposizione costituisce la prima presentazione completa in Italia della ricerca dell’artista degli ultimi cinque anni



A un anno di distanza dalla grande mostra antologica presso lo State Russian Museum di San Pietroburgo, a cura di Edward Lucie - Smith, l’esposizione che si terrà dal 20 ottobre 2011 al 28 gennaio 2012 presso Cartiere – Vannucci Magazzini dell’Arte propone una selezione di circa venti opere di medie e grandi dimensioni, in gran parte inedite, significative della più recente produzione dell’artista.

Luciano Ventrone (1942-) è conosciuto sia in Italia che all’estero. Dagli anni ottanta in poi, in un periodo in cui l’attenzione della critica era rivolta soprattutto a linguaggi non figurativi, la pittura di Ventrone si è distinta per la sofisticata esecuzione, per la luce che emana dalla tela e per la fedeltà con la quale sono riprodotti gli oggetti reali. Per questo non di rado la sua arte è stata riconosciuta come “iperrealista”. Federico Zeri è stato il primo studioso ad occuparsi della sua ricerca, cui hanno fatto seguito importanti critici e intellettuali tra i quali Giorgio Soavi, Achille Bonito Oliva, Vittorio Sgarbi, Duccio Trombadori e il critico inglese Edward Lucie - Smith.

I dipinti sono realizzati attraverso un complesso procedimento pittorico in cui la lentezza dell’esecuzione, che prevede la stesura dei colori sulla tela procedendo per “innumerevoli velature”, fa sì che la “stesura irradi luce come dal di dentro, da dietro il quadro e acquisti un che di inalterabile” (M. Di Capua). In Ventrone l’ossessività della ricerca della perfezione dell’immagine, si traduce in composizioni in cui i soggetti, immortalati su un fondo neutro, sono illuminati da una luce fredda, “siderica” (F. Zeri), tanto da indurre lo spettatore a chiedersi se essi appartengano al dominio della realtà o a quello dell’illusione. Come ha scritto Duccio Trombadori: “L’immagine è dunque messa al vaglio di un dispositivo telescopico magistralmente affinato come il suo occhio […]. Nell’arte di Ventrone si manifesta una volontà costruttiva che impegna il pensiero nell’esperimento visivo nell’intenzione di stabilizzare un’immagine, coltivare un ‘tipo’, celebrare la pittura al di là delle oscillazioni del gusto, in omaggio a un valore immutabile conseguito al termine di una tenace sfida tra l’idea e la sua esecuzione”.

Saranno esposte circa venti opere tra nudi e nature morte, genere cui l’artista si è dedicato sin dagli esordi della sua carriera, completa l’esposizione una “Marina” inedita.


Biografia:
Luciano Ventrone nasce a Roma nel 1942, dove vive e lavora. La sua infanzia è segnata dai tragici avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale. A cinque anni trascorre un periodo in Danimarca: questa esperienza e il confronto con una realtà diversa da quella italiana sarà fondamentale per la sua formazione. Tornato in Italia frequenta il Liceo Artistico di Roma e, una volta conseguito il diploma, si iscrive alla facoltà di Architettura per poi dedicarsi esclusivamente alla pittura a partire dal 1968. In questi anni collabora con i suoi disegni dal vero a un progetto scientifico dell’Università Cattolica di Roma, la stesura del testo universitario Sistema nervoso centrale di anatomia umana. Negli anni ottanta, dopo essersi cimentato in un grande affresco (Cassino, Aula della Corte d’Assise) e aver sperimentato diversi “stili” pittorici, inizia le prime composizioni “realistiche”. Nel 1983 un articolo scritto da Antonello Trombadori su "L'Europeo" induce lo storico dell'arte Federico Zeri ad interessarsi alla ricerca dell’artista, suggerendogli altresì di affrontare il tema delle nature morte. E' qui che inizia la lunga e ancora non completa ricerca sui vari aspetti della natura, catturando particolari sempre più dettagliati e quasi invisibili ad "occhi bombardati da milioni di immagini" quali sono quelli degli uomini della nostra epoca.

Tra le ultime mostre personali si segnalano: Xenia. Ovvero il gioco degli occhi (2004), Studio Forni, Milano, Luciano Ventrone and the eternal present (2005), Albemarle Gallery, Londra, Luciano Ventrone (2008), Bernarducci & Meisel Gallery, New York, La verità della forma (2010), Palazzo del Broletto, Como, Luciano Ventrone (2010), State Russian Museum, San Pietroburgo, Luciano Ventrone, Beyond the Veil (2010), Hollis Taggart Galleries, New York, Io cerco (2010), Fondazione per i ragazzi del mondo Ibrahim Kodra, Melide (Svizzera, 2010), C.I.G.E., Art Bejing Contemporary Art Fair (2011), Pechino. Una sua opera è attualmente esposta alla Biennale d’Arte di Venezia.
Hanno scritto delle sue opere Federico Zeri, Vittorio Sgarbi, Duccio Trombadori, Giorgio Soavi, Roberto Tassi, Achille Bonito Oliva, Marco Di Capua, Enzo Siciliano, Sergio Zavoli, Edward Lucie- Smith.
I suoi dipinti sono attualmente conservati in importanti collezioni private e pubbliche, in Italia e all’estero. Tra queste, la Collezione d’Arte Moderna del Senato Italiano, la Collezione della National Gallery of Art di Washington e la Collezione dello State Russian Museum di San Pietroburgo.