Luca Rubegni – Poco prima subito dopo

Informazioni Evento

Luogo
FRANCESCA ANTONINI ARTE CONTEMPORANEA
Via Capo Le Case 4 00187 , Roma, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Martedì | Tuesday - Venerdì | Friday 12.00 - 19.00

Sabato | Saturday 10.30 - 13.00

Vernissage
14/10/2026

ore 18

Artisti
Luca Rubegni
Generi
arte contemporanea, personale

Francesca Antonini Arte Contemporanea è lieta di presentare Poco prima, subito dopo, la prima personale di Luca Rubegni (Roma, 1993) in galleria. La mostra sarà accompagnata da un testo critico di Gaia Bobò.

Comunicato stampa

Luca Rubegni
Poco prima, subito dopo con un testo di Gaia Bobò opening 14 ottobre 2026, ore 18.00
fino al 9 gennaio 2027

Francesca Antonini Arte Contemporanea è lieta di presentare Poco prima, subito dopo, la prima personale di Luca Rubegni (Roma, 1993) in galleria. La mostra sarà accompagnata da un testo critico di Gaia Bobò.
La ricerca dell’artista prende forma in una pittura degli oggetti d’uso quotidiano, che trae diretta ed esplicita ispirazione dalla realtà che lo circonda. Il punto di partenza è una raccolta quasi spasmodica di materiali visivi, legati ai contesti urbani e familiari vissuti in prima persona e successivamente rielaborati in pittura. Nei suoi lavori emergono i “topoi” della città moderna e industriale - le insegne pubblicitarie, i loghi vintage, i segnali stradali - accanto a quelli degli interni domestici, come le stoffe ed i tessuti. Ciascun elemento viene preso in prestito in maniera eclettica dalla realtà - guardando spesso anche alla pittura del Novecento - per combinare le singole immagini in composizioni nuove, contemporanee ed inattese, animate da uno slancio giocoso e leggermente irriverente.
Nei lavori in mostra la presenza umana è assente o solo citata, ma viene ricordata attraverso gli oggetti, ora grandi - ora piccoli, che si impongono nello spazio della composizione. I suoi dipinti infatti si configurano come close-up inseriti in scene d’interno mai completamente definite: spazi ristretti, talvolta autobiografici. Queste immagini sfumano il confine tra memoria e immaginazione, trasformando motivi familiari in nuove narrazioni e invitando lo spettatore in una dimensione in cui realtà e fantasia si dissolvono silenziosamente.
Luca Rubegni restituisce una percezione sospesa e frammentata della realtà, in cui gli elementi riconoscibili si dissolvono in composizioni che interrogano il nostro modo di osservare e interiorizzare il mondo visivo. È proprio questa tensione tra osservazione diretta e rielaborazione mentale a conferire al suo lavoro una particolare profondità.

Nato a Roma nel 1993, attualmente vive e lavora a Parigi. Si è formato all’Accademia di Belle Arti di Firenze ed in seguito ha proseguito gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Tra le sue mostre personali: SCÈNES, Davide Jais Collection, Milano (2024); Tutto è già stato fatto perché manca l’ultima cosa da fare, Osservatorio Futura, a cura di Federico Palumbo, Torino (2021); In Fabula, Galleria La Linea, Montalcino (2020); Le parole che non ti ho detto, Galleria La Linea, a cura di Matteo Scuffiotti con un testo di Omar Galliani, Montalcino (2019). Tra le collettive: Dopo le sei di sera. Derive del realismo magico, a cura di Gaia Bobò, Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma (2026); FRINGE, LABS Gallery, a cura di Marta Orsola Sironi, Bologna (2025); Le cose che non sappiamo, Galerie Romero Paprocki, a cura di Rossella Traverso, Parigi, Francia (2025); Matisse e la luce del mediterraneo, Centro Culturale Candiani, a cura di Elisabetta Barisoni, Mestre (2024); Gran Turismo, Museo Civico di Asiago, a cura di Camillo Langone, Asiago (2024); Salon d’été #1, T&L Galerie, a cura di Tancredi Hertzog, Parigi, Francia (2023); Artefici del nostro tempo, organizzato dal Museo Civico Ca’ Pesaro di Venezia e dalla Città di Venezia, Padiglione Venezia, XVIII Biennale Architettura (2023); Buona Fortuna Ribelli, Lunetta11, Alta Langa (2022); The Town Mouse and The Country House, The Balcony & Susan Bites, a cura di Valentino Russo & Arthur Cordier, The Hague, Danimarca e Rochefort, Belgio (2020). Nel 2023 vince il Premio Artefici del Nostro Tempo, categoria Pittura, entrando a far parte della collezione della Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna.