Luca Grechi – Un sasso sul mare #2

Roma - 14/01/2016 : 22/01/2016

L’installazione di Luca Grechi “Un sasso sul mare #2” concepita per la Sala Santa Rita, è la rivisitazione del progetto presentato per la prima volta nel gennaio 2015​ ​presso la Chiesa dei Bigi a Grosseto.

Informazioni

Comunicato stampa

L’installazione di Luca Grechi “Un sasso sul mare #2” concepita per la Sala Santa Rita è la rivisitazione del progetto presentato per la prima volta nel gennaio 2015 presso la Chiesa dei Bigi di Grosseto in occasione di Comete, progetto espositivo dedicato all'arte contemporanea, ideato dal “Cedav della Fondazione Grosseto Cultura”.
Nel suggestivo spazio della Sala Santa Rita le opere di Grechi sono messe in luce nella loro leggerezza verticale, dunque nella loro "ascensione", e si rivelano nuovamente attraverso il prolungamento orizzontale e pesante della loro ombra


“Un sasso sul mare” diventa così una sorta di evocazione in cui si vuole esprimere la visione di un corpo nella sua leggerezza, nella sua essenza. Ognuno di questi oggetti cilindrici e monocromi ha una propria vita ed uno specifico percorso creativo, ma tutti s'incontrano hic et nunc, in un presente dove inevitabilmente riecheggia un quid del passato.
Raccolte in questa dimensione sacrale, le singole opere assumono l'aspetto d'installazione e si trasformano in un “insieme", cadenzato dal suono che Grechi ha concepito e realizzato in collaborazione con l'artista Marco Affaitati. Così modulato, il suono traduce e scandisce l'unicità di ogni opera nel suo insieme e ne celebra, assieme alla luce, la leggerezza dell'essenza racchiusa nella sua corporeità.


Luca Grechi
Nato a Grosseto nel 1985. Attualmente vive e lavora a Roma
Consegue nel 2010-11 il diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma

Selezione mostre:
2009-2008 Dia-Logos, progetto ideato da Enzo Orti, residenze, site specific e interventi ambientali sul territorio italiano
2010 Divina Proporzione, Museo Diocesano e Capitolare, Terni
2010 Primaverile Romana, “ I Maestri e le Margherite”, Museo Crocetti, a cura di Carmine Siniscalco
2010 Il Cantiere delle Culture, Ex Convento degli Agostiniani, ideazione di E. Orti, Melpignano (Le)
2011 Aleterazioni, a cura di ARTQ, Castello Aldobrandesco, Arcidosso(Gr)
2011 Etruschi Contemporanei, Ex Scuola L.Radice, a cura di Lapo Simeoni, testi di Mauro Papa, Porto ercole (Gr)
2012 Appunti e contrappunti visuali, PDAC, a cura di Andrea Romoli Barberini, Maierà
2012 L’Acqua, Premio Basi, a cura di Silvia Petronici, Cassero Senese, (Gr)
2012 Add and remove, Luca Grechi ¬- Lapo Simeoni, Galleria Art.Lab Arte Contemporanea, Testo di Isabella Vitale, Grosseto
2012 Walls Surfaces and Storytellers, Galleria Art Lab, a cura di Lapo Simeoni, Grosseto
2012 Spam!, Pastificio, a cura di sguardo contemporaneo, Roma
2013 Inside out, Luca Grechi - Daniele Cestari, Cassero Senese, a cura di Arci e Comune di Grosseto, Testi di I. Vitale e M. Scuffiotti, Grosseto
2013 Sinkhole, Artothèque de Rome, a cura di Isabella Vitale, Roma
2013 Un’idea di bellezza, Festambiente, a cura di Mauro Papa, Rispescia (Gr)
2013 Censured, Visiva, Città dell’immagine, con il contributo curatoriale di Giorgio de Finis, Ilaria Caravaglio e Chris Fuzzy, organizzazione: Auronda Scalera, Marta Cipriani, Andrea Bezziccheri, Roma
2014 Petit Bijoux, Babylon gallery, a cura di A. Romoli Barberini, Roma
2014 Ginkgo, un progetto resilienza artistica, a cura di Valentina Fiore, Roma
2014 Antekum, Luca Grechi - Marco Affaitati , Museo d'arte Moderna e Contemporanea Scuola d'Arte e Tecniche pittoriche, Anticoli Corrado, a cura di Maurizio e Francesco Borghi, Anticoli Corrado (Rm)
2014 The Grass Grows, a cura di Art Lab Gallery, Basel
2015 Un sasso sul mare, Premio Progetto “Fuori”, mostra a cura di Claudia Gennari e Marta Paolini, Chiesa dei Bigi, Grosseto
2015 Iconologia Onirica, Galleria La Linea, a cura di Isabella Vitale, Montalcino




La Sala Santa Rita è un suggestivo spazio polifunzionale dell'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale dedicato all’arte contemporanea, che ospita mostre site specific, in cui gli artisti dialogano con la seducente architettura di Carlo Fontana dando vita a progetti che ne valorizzano l’originale struttura, ma anche installazioni sonore, performance, concerti, dibattiti sull’arte e la cultura in generale.
La gestione dello spazio e le attività realizzate sono curati dal Dipartimento Attività culturali e Turismo e dalla Sovrintendenza Capitolina in collaborazione con Auser Lazio-Associazione per l'autogestione dei servizi e della solidarietà, che garantisce l’apertura della Sala grazie ai volontari, e con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.
La Chiesa di Santa Rita da Cascia, sorta nei pressi della scalinata dell'Aracoeli sul luogo della medievale chiesa di "S. Biagio de Mercato" o "de Mercatello", è una chiesa barocca a pianta ottagonale sita di fronte al Teatro di Marcello.
Fu realizzata intorno al 1653 su progetto dall'architetto Carlo Fontana, che per la sua facciata studiò particolari accorgimenti prospettici per una percezione diagonale anziché frontale. Sotto Papa Alessandro VII Chigi (1655-1667) l'edificio divenne sede di una confraternita denominata della "S. Spina della Corona di Nostro Signore Gesù Cristo", cui poi si aggiunse il nome di Santa Rita da Cascia.
Nel 1928, durante i lavori per la costruzione della Via del Mare, la piccola chiesa venne smontata e solo nel 1937-40 fu ricostruita nello spazio attuale.
A seguito della ricostruzione la chiesa si mostrava isolata con il fianco sinistro scoperto, integrato poi ripetendo gli elementi architettonici della facciata.
Questa mantiene l'aspetto originario su due ordini di paraste corinzie raccordati dai monti, alludenti lo stemma Chigi, posti agli angoli, al posto delle più tradizionali volute.
L'ordine inferiore presenta tre arcate cieche con archi prospettici, quello superiore, con frontone, presenta arcate dello stesso tipo, di cui una centrale e due angolari.
L'interno è a pianta ottagonale preceduta da un piccolo atrio fiancheggiato da due vani rettangolari. La volta a botte lunettata con cornici in stucco e le paraste corinzie alle pareti ne rifiniscono le superfici.
L'esterno del complesso religioso venne, dopo la ricostruzione, totalmente restaurato nel 1950.
Nel 1952 l'edificio fu affidato alla congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza fondata da Don Orione, ed infine, nel 1990, tornò nel patrimonio disponibile del Comune di Roma e venne utilizzato per mostre ed eventi culturali fino alla chiusura nel 2001 per opere di restauro e consolidamento.