Lorenzo Alessandri

Torino - 19/09/2014 : 11/10/2014

La sua fantasia è macabra e sfrenata. Come pochi artisti dopo Bosch, Alessandri ci racconta le sue ossessioni in descrizioni mostruose e straordinarie. Inventando situazioni e episodi impensabili, comici e tragici.

Informazioni

  • Luogo: SB ART
  • Indirizzo: via della Rocca 37 f - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 19/09/2014 - al 11/10/2014
  • Vernissage: 19/09/2014 ore 18,30
  • Autori: Lorenzo Alessandri
  • Curatori: Willy Darko
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: mercoledi , giovedi, venerdi e sabato dalle 16,00 – alle 19,00 - e su appuntamento

Comunicato stampa

“La sua fantasia è macabra e sfrenata. Come pochi artisti dopo Bosch, Alessandri ci racconta le sue ossessioni in descrizioni mostruose e straordinarie. Inventando situazioni e episodi impensabili, comici e tragici. Alessandri libera e descrive i suoi incubi e i suoi turbamenti, spesso in forma di tormenti, e si candida a primo surrealista italiano. Un puro visionario […]


Riscoprire Alessandri, oggi, vuol dire restituirgli il posto che non gli è stato dato nell’arte della seconda metà del Novecento, militarmente occupata da alcuni artisti obbligatori, spesso ripetitivi e poveri di idee, compiaciutamente (e non cristianamente) «poveri», adatti a un tempo senza anima e senza spirito.
Alessandri rischiò (e patì) l’isolamento per mantenersi fedele al suo sentimento e alla sua febbre. E oggi continua a parlarci e a stupirci”.
(Vittorio Sgarbi, ‘Ciò che resta di noi dopo aver attraversato le “camere” di Alessandri’, Hotel Surfanta, a cura di C. Leto, SKIRA, Milano, 2013)

“Per l’Arte Alessandri sacrificherà anche gli affetti più cari e inizierà una ricerca inusuale che lo condurrà verso un mondo magico e cifrato, fatto di simboli e misteri insondabili trasferiti anche nei suoi dipinti. Prima con l’esperienza della Soffitta Macabra e del periodico La Candela, poi con il movimento Surfanta, l’artista propone, nella Torino magica degli anni Sessanta, un’arte fantastica e visionaria volta a rappresentare un universo fitto di allegorie e metafore, contraddizioni e nonsenso visti, a volte, con crepitante energia satirica. Della sua pittura si sono cercate spesso le ascendenze in Bosch, Bruegel, nella tradizione fiamminga, romantica e surrealista: pur non negandone una lontana parentela, rimane indiscutibile l'originalità della produzione che fa di lui uno fra i più grandi pittori italiani del '900”.
( Conceta. Leto (a cura di), Lorenzo Alessandri, Zorobabel, Memorie, SKIRA, Milano, 2012)