Looking for Utopia

Venezia - 09/05/2019 : 08/07/2019

Una mostra che mette in scena le utopie degli artisti, i progetti mai realizzati, i sogni di opere che non vedranno mai la luce o destinate per loro costituzione a trattare il tema dell’incompiuto e dell’impossibile. L’anima più nascosta e preziosa del pensiero dell’artista.

Informazioni

  • Luogo: NOVECENTO
  • Indirizzo: San Marco 2683/84 - Venezia - Veneto
  • Quando: dal 09/05/2019 - al 08/07/2019
  • Vernissage: 09/05/2019 ore 18,30 su invito
  • Curatori: Bianca Cerrina Feroni, Melania Rossi
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: 10 maggio - 8 luglio 2019, tutti i giorni 11.00-19.00

Comunicato stampa



LOOKING FOR UTOPIA

A cura di Bianca Cerrina Feroni e Melania Rossi



Francesco Arena - Jean Bedez - Hans Bellmer - Elisabetta Benassi - Gérard Berréby - Elvio Chiricozzi - Félicie d’Estienne d’Orves - Jan Fabre - Sophie Ko - Damien MacDonald - Maud Maffei - Simone Pellegrini - Cécile Reims - Pietro Ruffo - Delphine Valli - Antonello Viola



Novecento, San Marco 2683/84, zona Campo San Maurizio, Venezia



Opening alla presenza degli artisti: 9 maggio 2019 ore 18.30, ingresso su invito

Mostra: 10 maggio - 8 luglio 2019, tutti i giorni 11.00-19.00, ingresso libero

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Jan Fabre, Vallnord, Pyrenees, Andorra (1989). © Angelos Bvba

“I progetti migliori di un artista sono quelli non realizzati.”

Jan Fabre



Una mostra che mette in scena le utopie degli artisti, i progetti mai realizzati, i sogni di opere che non vedranno mai la luce o destinate per loro costituzione a trattare il tema dell’incompiuto e dell’impossibile. L’anima più nascosta e preziosa del pensiero dell’artista.



Una dimora suggestiva e intima nel cuore di Venezia, nascosta dalla folla e dai consueti itinerari, che svela le sue meraviglie e suoi segreti poco alla volta, accogliendo i visitatori in saloni eclettici, tra tessuti preziosi, arredi etnici e richiami che rimandano allo stile unico di Mariano Fortuny.

Su questi elementi nasce il progetto espositivo "Looking for Utopia", in collaborazione con l'Institut français e curato da Bianca Cerrina Feroni e Melania Rossi, che si snoda attraverso gli spazi comuni del piano terra e del piano nobile di Novecento.
Una mostra composta quasi integralmente da opere inedite, talvolta site specific, che apre le porte nei giorni di Biennale e permette di accedere ad uno degli interni più autentici e di carattere della laguna, di proprietà di Heiby e Gioele Romanelli, già conosciuti per Hotel Flora e Casa Flora.

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Una delle sale di Novecento

Disegni, collage, fotografie, maquette e piccoli bozzetti scultorei sono alcuni dei mezzi di cui gli artisti selezionati per la mostra “Looking for Utopia” si sono serviti per “fermare” e “formare” un’idea. Il fil rouge che lega i lavori in mostra è l’aspetto progettuale e l’ispirazione che precede la genesi delle opere, il mondo parallelo in cui queste hanno il grado massimo di sublimazione possibile: la non concretezza, il non compiuto, l’idea pura e libera perché ancora appartenente all’universo delle infinite possibilità della creazione.



Nello spazio utopico, e dunque in questa mostra che intende esplorarlo, si collocano anche alcune opere finite che mostrano il tema dell’utopia declinandolo nelle sfide della contemporaneità: i confini, le migrazioni, la trasmissione del sapere, la fugacità delle immagini nell’epoca dell’istantaneità ne sono esempi.



Un piccolo nucleo di opere moderne provenienti da collezioni private aggiunge valore al progetto, ampliando l’orizzonte di riflessione e creando un ponte tra le rivoluzioni culturali del Novecento e i giorni nostri. Tra le opere storiche ritroviamo le incisioni di Hans Bellmer che mostrano la volontà paradossale di dar forma al desiderio e le incisioni di Cécile Reims che immagina dei corpi in mutazione.

Lo slancio alla base di questi progetti utopici mostra allo stesso tempo la possibilità e l'impossibilità di una nuova relazione con il mondo. Luoghi utopici in cui riflettere sulla nostra società in piena ridefinizione, che danno impulso all’azione e al confronto con la realtà per immaginare nuove strade.