Long live the revolution

Roma - 02/12/2017 : 20/01/2018

Per la prima volta in mostra alla galleria Wunderkammern di Roma le opere di grandi maestri che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea, grazie alla loro volontà di uscire fuori dagli schemi.

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Comunicato stampa

Per la prima volta in mostra alla galleria Wunderkammern di Roma le opere di grandi maestri che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea, grazie alla loro volontà di uscire fuori dagli schemi: Tomaso Binga (Salerno, Italia, 1931); Paolo Buggiani (Castelfiorentino, Italia, 1933); Keith Haring (Reading, USA, 1958-1990); Richard Hambleton (Vancouver, Canada, 1954-2017) e Ken Hiratsuka (Shimodate, Giappone, 1959). Art revolution: così recita il motto che Paolo Buggiani ha fatto suo fino a imprimerlo indelebilmente sulla pelle con un tatuaggio

Per l’artista toscano, la rivoluzione è un atto necessario per cambiare una situazione stagnante, è un gesto dirompente che ha come scopo quello di portare progresso. La ribellione, intesa come sovvertimento di un ordine statico, è il motore del lavoro di tutti gli artisti in mostra. Le opere esposte in Long live the revolution sono connesse tra di loro da uno schema che si ripete con modalità differenti: sono pensate per stupire lo spettatore, sorprenderlo per catturarne l’attenzione fino a condurlo alla riflessione e, in maniera auspicabile, a una sentita e profonda consapevolezza della necessità di un cambiamento.

Tomaso Binga è il nome d’arte di Bianca Pucciarelli in Menna, un’artista che ha deciso di cambiare il proprio nome di battesimo in un nome maschile come atto provocatorio, ad indicare gli innumerevoli privilegi che definivano il mondo maschile in un momento in cui le donne erano in gran parte discriminate e i movimenti femministi nascevano.

Paolo Buggiani, nato a Castelfiorentino (Firenze), nel cuore della Toscana, ha trascorso una parte considerevole della sua attività artistica a New York, diventando un artista riconosciuto a livello internazionale per le sue installazioni di sculture infuocate e per la sua attività all'interno del movimento della street art.

Richard Hambleton, chiamato anche “il padrino della street art” insieme ai suoi contemporanei Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, è conosciuto per la serie “Shadowman”, silhouette umane dipinte a grandezza naturale, realizzate dall’artista schizzando vernice nera su centinaia di edifici newyorkesi e pensate per sorprendere i passanti.

Keith Haring è un artista americano che ha iniziato ad avere un grande importanza nel mondo dell’arte sin dai primi anni '80, con i suoi disegni di graffiti fatti nelle metropolitane e sui marciapiedi di New York. Durante tutta la sua carriera, Haring ha dedicato gran parte del suo tempo a progetti pubblici, spesso portatori di importanti messaggi sociali.

Ken Hiratsuka, nato a Shimodate City, in Giappone, vive a New York dal 1982. Guidato dalla sua visione di un’arte che trascende le differenze di nazioni e di lingue, ha iniziato a creare opere caratterizzate da disegni labirintici di infinite variazioni.