Lo sguardo vergine una fuga d’amore…

Informazioni Evento

Luogo
SPAZIO GIALLO INTERIORS
Piazza de' Ricci, Roma RM, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
10/06/2026

ore 18,30

Generi
arte contemporanea

“Lo sguardo vergine, una fuga d’amore…per un’esperienza della luminosità della cosa in sé, delle cose così come sono” è la nuova installazione immersiva, una polifonia di voci di artisti, con progetti inediti e site-specific presentati da Spazio Giallo.

Comunicato stampa

SPAZIO GIALLO

presenta

“Lo sguardo vergine, una fuga d'amore…”

Roma, 10 Giugno 2026

Piazza de’ Ricci 126c

“Lo sguardo vergine, una fuga d'amore…per un’esperienza della luminosità della cosa in sé, delle cose così come sono” è la nuova installazione immersiva, una polifonia di voci di artisti, con progetti inediti e site-specific presentati da Spazio Giallo

Roma, 10 Giugno 2026 - “Lo sguardo vergine, una fuga d'amore…” presentata dal 10 Giugno fino al 30 Novembre 2026 è la nuova installazione immersiva presentata da Spazio Giallo. Se chiudi gli occhi, cosa vedi?
Lo sguardo vergine nasce da una riflessione congiunta (Carolina Levi, Petra Faldini e Giovanna Massoni) e si insedia in uno spazio giallo. “I colori sono azioni della luce, azioni e passioni, e il giallo ne incarna una manifestazione diretta”, diceva Goethe. Questo luogo eclettico nel cuore di Roma è una camera delle meraviglie: irriverente, frivola, sensuale, libera da dettami, canoni e regole. La sua collezione, gli eventi ma soprattutto la sua sregolatezza lo rendono unico: Spazio Giallo è in sé forma e contenuto della nostra riflessione.

“Il titolo è un invito a guardare. Lo sguardo vergine invita a lasciare accadere la sorpresa, l'imprevisto, ciò che sfugge alla conoscenza acquisita; a instaurare un dialogo sensuale e sensoriale con le superfici, le forme, gli odori, la fisicità degli oggetti. Vagando tra arte, fotografia, oggetti funzionali e non, performance, sospendiamo il giudizio, guardiamo col corpo, accarezziamo le tracce dei gesti, ascoltiamo le forme. Guardare diventa un atto di attenzione, di coscienza, di cura, di coraggio” raccontano Carolina Levi, Petra Faldini e Giovanna Massoni.

Le mura che oggi accolgono Spazio Giallo ospitavano originariamente una chiesa. Per questa occasione, Spazio Giallo ne rievoca la memoria simbolica, attraverso un’architettura che richiama l’interno di una chiesa, non in chiave nostalgica, ma come dispositivo percettivo.

Lo spazio viene trasformato radicalmente in ambiente esperienziale: la scenografia, ideata da Victoria Salomoni, set designer attiva tra moda e arte, costituisce lo strumento attraverso cui si invita il pubblico a fruire dell’arte, senza filtri, lasciandosi guidare dai sensi.

Una navata simbolica guida il visitatore in un percorso fatto di apparizioni e risonanze. L’esperienza si sviluppa attraverso tre stanze, che richiamano i tre modi di guardare: la Sospensione, il Perturbante e il Giardino della catarsi.

L’ingresso nel primo atto della mostra, “la Sospensione”, si configura come un altare laico ideato da Paolo del Gallo, in collaborazione con Galleria Sospesa, un progetto site-specific che accoglie e raccoglie lo sguardo creando un punto focale: la sua arte si sviluppa in una dimensione immersiva e quasi rituale, intrecciando antiquariato e pittura e diventando un dispositivo atmosferico e simbolico, capace di trasformare l’ambiente in un luogo sospeso tra memoria, natura e immaginazione, invitando lo spettatore a sospendere il giudizio, pronto ad accogliere ciò che verrà. Ad ornare l’altare l’allestimento del verde curato da Eugenia Lecca.
Il trittico di Romina Bassu, courtesy di Studio Sales di Norberto Ruggieri, dedicato all’archetipo di Demetra, si dispone come una presenza centrale, evocando per analogia una struttura di contemplazione e di racconto. La serie trae ispirazione dagli archetipi femminili individuati da Jung in diversi miti e culture, i quali sussistono al di là delle differenze individuali e culturali, come espressione di un inconscio collettivo.

A celebrare l’inizio dell’esperienza, accogliendo il visitatore davanti all’altare, sarà la cantautrice e attrice italiana Marianne Mirage, nota per uno stile intimista e una forte dimensione performativa, tra musica e immaginario cinematografico. Il suo intervento sonoro introduce a una dimensione immersiva, accompagnando l’ingresso in un mondo emotivo e percettivo: la mostra non si limita ad accadere nello spazio, ma si attraversa, si ascolta e si abita come un’esperienza sensibile in divenire.
Percorrendo la navata si accede alla sala centrale, “il Perturbante”, dove si incontrano nuove opere, oggetti e presenze che convivono in un equilibrio sospeso, tra perturbazione e armonia.
Dipinti d’antiquariato emergono come tracce di una memoria visiva stratificata, mentre gli specchi Artichokes di Lola Montes spiccano su tendaggi morbidi insieme alle fotografie inedite di Niccolò Berretta, che articola una fuga d’amore in due immagini. La prima ritrae una coppia, Fabio D’Innocenzo e Carlotta Gamba, in un momento di evasione al crepuscolo, mentre si allontanano su un barchino lungo il Tevere, con Castel Sant’Angelo sullo sfondo, in una scena sospesa tra intimità e dissolvenza del paesaggio urbano. La seconda opera reinterpreta la fuga d’amore attraverso un collage fotografico che stratifica più livelli di realtà: la relazione tra i due protagonisti, il contesto da cui si distaccano e le ossessioni visive dell’autore. Una sequenza di scatti, alternando cromie accese e bianco e nero morbido, si ricompone in un’immagine finale che richiama il monoscopio televisivo.
Roberto di Alicudi costruisce, attraverso delicate pitture su vetro e materiali recuperati, un universo poetico e visionario ispirato ai miti mediterranei, alla spiritualità popolare e alla vita sospesa dell’isola di Alicudi, luogo di vita e di ricerca dell’artista.
Sono presenti inoltre opere pittoriche di Giulio Rigoni, tra allegoria, immaginazione e un costante registro giocoso; la bolla in ceramica e resina rosa di Guglielmo Maggini, della seconda edizione di Multipli “Bye Gaetano 2” prodotta da Spazio Giallo, che come un abbraccio si aprono al mondo, generano nuove espressioni, nuove possibilità di esistere.
Le brocche e i bicchieri di Ginny Sims evocano atmosfere sospese, ispirate a un immaginario antico e narrativo vicino alle sensibilità di Jane Austen, in cui l’oggetto domestico diventa veicolo di racconto e memoria.
Il percorso culmina in un ambiente immersivo, dove le opere emergono da una quinta teatrale che evoca una foresta ispirata al film Hamnet di Chloé Zhao. In questa terza sezione, “il Giardino della Catarsi”, si intrecciano linguaggi e materiali. L’ Affresco su cartone di Sofia Cacciapaglia, la cui pittura, figurativa e simbolica tra il contemporaneo e l’arcaico, si distingue per atmosfere sospese, figure femminili eteree, colori morbidi e polverosi ed elementi dal carattere introspettivo. Attraverso l’uso di materiali riciclati, che richiamano l’arte povera italiana, e immagini poetiche, l’artista crea una tensione tra spiritualità, memoria e attenzione per la fragilità delle cose.
Il candelabro e i fiori realizzati in vetro da Pia Glasswork, sospesi nello spazio come presenze leggere, disposti singolarmente o in piccoli gruppi, creano un ritmo discreto che si attiva con la luce e con il passaggio dei visitatori. Il lavoro di Pia costruisce un’atmosfera sospesa, fatta di trasparenze. Lo spazio viene abitato senza essere saturato, lasciando emergere una percezione calma e attenta.
L’installazione di ccontinua+mamt indaga, attraverso la ceramica, la transitorietà della forma e il profondo legame tra l’essere umano e il mondo naturale. Attraverso vasi e sculture della serie Swan, modellati a mano, spinti fino ai limiti estremi di ciò che il materiale può sopportare, la durezza della ceramica assume forme morbide e quasi nuvolose, dando vita a creature piumate che si trasformano in corpi femminili. Come i cigni, creature mistiche dall’apparenza silenziosa, le opere evocano un mondo in cui luce e ombra, superficie e profondità si intrecciano.
I vasi in ceramica di Sasha Court, il dipinto Artemide di Romina Bassu, insieme a elementi decorativi come gli specchi antichi ornati da Paolo del Gallo completano la stanza.
In occasione del vernissage, completa il percorso l’esibizione di danza del duo Sorelle di damiano (fondato da Sofia Pazzocco e Simona Tedeschi) a cura di Eleonora Tempesta.
“Lo sguardo vergine, una fuga d'amore…” è, dunque, un invito radicale a riconsiderare il nostro modo di vedere. Verso cosa si orienta oggi lo sguardo? In un presente saturo di immagini e narrazioni, spesso irrigidite in forme e identità precostituite, formalismi e astrazioni isolate, emerge il desiderio di uno
sguardo “vergine”: non come paradossale ritorno all’innocenza, ma come tensione verso un vedere che precede il sapere. Uno sguardo che nasce dalla meraviglia, vulnerabile e disponibile a lasciarsi trasformare da ciò che incontra, aperto all’esperienza e alle possibilità. Questa mostra non è. Accade.

La mostra riunisce le opere e gli interventi artistici di: Riccardo Amorese (soundtrack), Romina Bassu, Sara Basta, Niccolò Berretta, Sofia Cacciapaglia, Luigi Campi, Alice Casana, Ccontinua + mamt, Sasha Court, Roberto d’Alicudi, Paolo del Gallo, Pia Glasswork, Francesca Guarini, Stephan Hamel,Eugenia Lecca (allestimento del verde), lessico familiare, Guglielmo Maggini, Marianne Mirage, Lola Montes, Giulio Rigoni, Victoria Salomoni, Ginny Sims, SoniaQQ, Sorelle di Damiano.

INFORMAZIONI

Titolo: Lo sguardo vergine, una fuga d’amore..
Luogo: Spazio Giallo, Piazza de’ Ricci 126, Roma
Durata: 10 Giugno - 30 Novembre 2026
Vernissage: 10 giugno ore 18.30
ABOUT SPAZIO GIALLO
“Tutto al mondo deve essere coloratissimo” - Giò Ponti
Spazio Giallo è un hub multidisciplinare di arte, design e antiquariato. Nato dal desiderio di superare i confini tra le discipline, si è affermato come spazio libero e rifugio culturale nel cuore di Roma. Sin dalla sua apertura, Spazio Giallo ha dato forma a una costellazione di mostre, installazioni e performance. Un luogo in continua evoluzione, un atelier dove colore, poesia e pezzi unici si incontrano. Spazio Giallo non è solo una galleria, ma anche un laboratorio creativo, un cabinet de curiosités dove gli oggetti custodiscono memoria e ogni angolo racconta una storia. Ci consideriamo narratori attraverso la materia: curatori di atmosfere, creatori di connessioni, alla ricerca di quella vibrazione sottile in cui l’arte e la vita si confondono. I colori sono "azioni di Luce, azioni e passioni", e il giallo ne incarna una manifestazione diretta, diceva Goethe. Questo luogo eclettico e intimo è una camera delle meraviglie: irriverente, frivola, sensuale, libera da dettami, canoni e regole. La sua collezione, gli eventi ma soprattutto la sua sregolatezza lo rendono unico.
Le parole di Elisa Massoni su Interni N°10 / Ottobre 2024 colgono perfettamente la nostra essenza: “Un hub creativo dove le mostre sono il risultato di un pensiero laterale che necessita dell'abbandono di strutture e categorizzazioni, in una prospettiva che non chiede di essere solo alternativa, ma anche ascoltata come un linguaggio, una possibilità diversa di trattare l'arte con occhi diversi.”

CAROLINA LEVI

Carolina Levi è una creativa e ideatrice multidisciplinare. Imprenditrice culturale, dopo aver lavorato da oltre vent’anni a contatto con l’immagine e il mondo del cinema, sviluppa una sensibilità filmica che la contraddistingue nei suoi progetti espositivi e spaziali. Il progetto di Spazio Giallo si fonda sul desiderio di mettere in dialogo linguaggi diversi, intercettare l’attualità e tradurla in forme accessibili, sensibili e condivise. Attraverso micro-festival, installazioni e ambienti immersivi, Carolina Levi costruisce Spazio Giallo come una casa che accoglie e rispetta i codici degli artisti coinvolti, senza imporre letture univoche, lasciando che le opere coesistano in un equilibrio spontaneo.