Livio Moiana – Shapes (of freedom)

Milano - 16/10/2014 : 18/10/2014

Si tratta di una ricerca fotografica intrapresa da Livio Moiana per esplorare le potenzialità e i linguaggi di una nuova estetica di comunicazione che si avvale del corpo umano e delle sue linee, espresse tramite il bianco e nero.

Informazioni

  • Luogo: FONDAZIONE LUCIANA MATALON
  • Indirizzo: Foro Buonaparte 67 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 16/10/2014 - al 18/10/2014
  • Vernissage: 16/10/2014 ore 18
  • Autori: Livio Moiana
  • Curatori: Nello Taietti
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: dal martedì al sabato orario continuato 10-19 domenica e lunedì chiuso
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Il Museo Fondazione Luciana Matalon è lieto di ospitare dal 16 al 18 ottobre la mostra fotografica Shapes (of freedom) di Livio Moiana, a cura di Nello Taietti.

Si tratta di una ricerca fotografica intrapresa da Livio Moiana per esplorare le potenzialità e i linguaggi di una nuova estetica di comunicazione che si avvale del corpo umano e delle sue linee, espresse tramite il bianco e nero.
Il movimento posturale è la lingua comune a queste immagini che diventano un dizionario inesplorato nel quale possiamo scoprire un alfabeto rimasto nell'ombra

Lo spazio è una pagina bianca da riempire, le linee corporee inchiostro. A noi resta la libertà di scegliere quali siano le lettere capaci di esprimere al meglio le nostre emozioni. Nessun titolo, né volti, nessuna spiegazione, ma libertà di interpretazione. Le emozioni e gli stati d'animo prendono vita nelle anse del corpo, nelle sue linee e nella penombra creata dal movimento.

Livio Moiana, nato nel 1969 a Como, lavora da 20 anni come fotografo pubblicitario e ritrattista. Amante delle sfide in campo professionale ha scelto di spaziare in più settori tenendo come punto focale la persona e le sue emozioni. Da oltre 15 anni si dedica alla realizzazione di immagini in bianco e nero in cui il corpo umano è fonte di creazione per raccontarsi ed esprimere emozioni che ognuno è libero di interpretare. Le foto infatti non hanno titoli né descrizioni.
Nella progettazione delle sue immagini è determinante l'amore per la cura del dettaglio.