Linee d’Umbria

Umbertide - 06/06/2020 : 28/06/2020

Mostra d'Arte Contemporanea.

Informazioni

  • Luogo: ROCCA
  • Indirizzo: Piazza Braccio Fortebraccio - Umbertide - Umbria
  • Quando: dal 06/06/2020 - al 28/06/2020
  • Vernissage: 06/06/2020 ore 17
  • Curatori: Giorgio Bonomi
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: dal Martedì alla Domenica, compresi festivi (10.30 / 12.30 - 16,30 / 18.30); Lunedì chiuso.
  • Patrocini: L'evento è organizzato dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Umbertide, con il contributo di Regione Umbria.

Comunicato stampa

LINEE D’UMBRIA
di Giorgio Bonomi

Riprendo per questa mostra il titolo di un’altra esposizione da me curata nel lontano 1987 presso il Palazzo dell’Unesco a Parigi.
Ora ho scelto una selezione abbastanza ampia di artisti “umbri”, per nascita o per residenza, con molti dei quali ho già lavorato mentre con altri mi confronto per la prima volta.
Sono presenti varie tendenze stilistiche, varie modalità tecniche, varie generazioni anagrafiche: ecco perché parlo di “linee” al plurale

Nell’insieme viene documentata la pluralità delle diverse esperienze artistiche presenti nel territorio che è una “terra di maestri”, come forse un po’ esageratamente anni fa furono intitolate una serie di mostre sull’arte del Novecento umbro, cioè una regione piena di artisti di grande livello e spessore, documentati dai loro successi, in Italia e all’estero.
Abbiamo, così, opere di artisti già molto affermati, quali Giuliano Giuman, l’artista del vetro e del fuoco; Bruno Ceccobelli con un lavoro fortemente simbolico; Graziano Marini invece con un’astrazione dai colori lirici e Mario Consiglio che presenta un’opera composta con vari materiali. Allo stesso tempo sono presenti artisti, altrettanto bravi ma che, per ragioni anagrafiche o biografiche, hanno un’altra visibilità. Si presentano pittori dalle forti cromie come Ferruccio Ramadori, l’unico presente anche alla mostra nel Palazzo dell’Unesco; Sergio Cavallerin con la sua ironia “estroflessa”; Massimo Diosono con la sua nera cenere, Danilo Fiorucci con il nero del bitume accanto al colore. Diversa è la poetica di David Pompili che riprende, su un piano engagé, la pop art; e sulla stessa linea è il simbolico lavoro di Massimiliano Poggioni. Un altro tipo di “pittura” è quella di Laura Patacchia che sostituisce colori e tela con spilli e velluto; mentre pongono al muro l’opera anche lo scultore Marino Ficola e Lucilla Ragni che è pittrice, testimonianze, queste, dell’odierno superamento dei generi tecnici nell’arte.
Abbiamo poi una serie di scultori che operano con vari materiali: Eraldo Chiucchiù presenta una porcellana invetriata che appare come marmo; come l’opera, in calce solidificata, di Toni Bellucci; Tonina Cecchetti espone una sua “bambina” che se non è proprio cinica è certo ironica e inquietante. I due fratelli gemelli Auro e Celso Ceccobelli che lavorano assieme hanno creato un’opera che risente del ready made e di quello che Argan chiamava “bricolage”. Il duo, costituito dai coniugi Sandford&Gosti che lavorano a quattro mani, mostra una scultura “aerea” che pende dall’alto del soffitto, mentre Vittoria Mazzoni e Stefano Bonacci posizionano davanti a una loro scultura un loro disegno. Infine abbiamo le opere di tre giovani artisti: una poetica fotografia di Flavia Antoniazzi; una pittura “neoromantica” di Edoardo Cialfi e un “disegno” costruito con il filo di ferro di Gabriele Verducci.