Leonardo Petrucci – Blow the Flow

Tellaro - 30/06/2017 : 14/07/2017

Lavorando sul confine permeabile in cui si fondono realtà e finzione, l'artista reinterpreta la leggenda locale realizzando un lavoro in cui questa ibridazione si concretizza a livello estetico e concettuale.

Informazioni

Comunicato stampa

Il 30 giugno, nello spazio di Fuorteen ArTellaro, si terrà l'inaugurazione di Blow the Flow, la mostra di Leonardo Petrucci a cura di Emanuele Riccomi. L'evento si inserisce all'interno di Eppur si muove, la cornice ideata da Gino D'Ugo per la seconda stagione espositiva del piccolo spazio in provincia di La Spezia.
In questa occasione, Petrucci presenterà un'opera ispirata alla tradizione popolare di Tellaro. Lavorando sul confine permeabile in cui si fondono realtà e finzione, l'artista reinterpreta la leggenda locale realizzando un lavoro in cui questa ibridazione si concretizza a livello estetico e concettuale




Leonardo Petrucci
Grosseto, 1986. Vive e lavora a Roma.

Si forma all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove si laurea nel 2009 con una tesi sul rapporto tra arte e alchimia, ambito che ancora caratterizza la sua ricerca. Dal 2012 lavora nel suo studio presso il Pastificio Cerere a Roma. Ha esposto presso numerosi spazi espostivi, prendendo parte a mostre personali e collettive: The light Hides The Lights (Fondazione Baruchello, Roma, 2016); Melancolia (Una vetrina, Roma, 2015); Where is Dawn now? (Pastificio Cerere, Roma, in collaborazione con NASA, ASI, INAF); There Is No Place Like Home (Via di Valle Aurelia, Roma, 2015); In che senso Italiano? (Ancora!) (Bibo’s Place, Todi, 2015); You are here (Accademia di Romania, Roma, 2015); Accesa - arte illuminata (Palazzo Parissi, Monteprandone (AP), 2014); Antropofagia Simbiotica (Operativa Arte Contemporanea, Roma, 2014); Il peso della mia luce (Operativa Arte Contemporanea, Roma, 2013); Resolve et Scoagula, unconventional twins #1 (Studio d’Arte Pino Casagrande, Roma, 2011).
Nel 2016 e nel 2017 ha partecipato a Arte Fiera di Bologna con la galleria Bibo’s Place.


Emanuele Riccomi
Roma, 1989. Vive e lavora a Roma.

Si è laureato in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università La Sapienza di Roma con una tesi di magistrale sulle Biennali di Istanbul, città dove ha studiato per un anno. Completati gli studi, si è trasferito a Berlino lavorando alcuni mesi presso Galerie Neu. Tornato a Roma, ha collaborato per più di un anno con la Fondazione Baruchello. Al momento, oltre a occuparsi dell’archivio di Daniele Puppi, frequenta Campo 16, il corso per curatori promosso dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.
Tra le mostre curate: Inner Resistance (Andreas Zampella, Casa Cicca, Milano, 2017); The light hides the lights, (Leonardo Petrucci, Fondazione Baruchello, Roma, 2017).