Lee Porter – Can you see what i see

Firenze - 20/07/2013 : 08/08/2013

Una pittrice animalier di rara sensibilità, il cui tratto grafico, delicato, femminile, preciso, testimone di una raggiunta maturità creativa, è ormai inconfondibile.. Come diceva il poeta inglese Lord Byron: "i cani hanno le virtù degli uomini, ma non i loro vizi".

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA360
  • Indirizzo: Via il Prato 11/r 50123 - Firenze - Toscana
  • Quando: dal 20/07/2013 - al 08/08/2013
  • Vernissage: 20/07/2013 ore 19
  • Autori: Lee Porter
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da martedì a domenica compresa con orario continuato 10:00 - 19:00.

Comunicato stampa

L’arte di Lee Porter artista australiana con una carriera ventennale alle spalle e visibile presso la Galleria 360 di Firenze dal 20 Luglio al 8 Agosto è tutta incentrata sull’amore verso la sua terra e la curiosità verso il mondo animale.

L’ultima serie dei sui dipinti ispirata dall’osservazione di una lucertola nel cortile di casa sua porta alla riflessione che oggi gli animali hanno acquisito tratti quasi umani

Ispirata dall’arte antropomorfa la più antica forma di arte nella storia della Sfinge egizia e dei miti greci, come centauri e le icone religiose come Angles (forme umane con ali di uccelli).

Una pittrice animalier di rara sensibilità, il cui tratto grafico, delicato, femminile, preciso, testimone di una raggiunta maturità creativa, è ormai inconfondibile.. Come diceva il poeta inglese Lord Byron: "i cani hanno le virtù degli uomini, ma non i loro vizi". E' una indiscussa verità! Può sembrare sciocco, a chi non ama gli animali o non li conosce, pensare di fare un investimento affettivo su un animale, ma chi li ama sa cosa vuol dire.

Nei suoi ritratti c’è un gran rispetto per gli animali e la volontà di esaltarne la dignità.
La stessa attenzione posta nel ritrarre un essere umano, Lee Porter la sottolinea nel ritrarre un animale cercando di captare nel suo sguardo, la sua anima. Sembra paradossale ma è come se l’artista attraverso il loro sguardo captasse i loro sentimenti. Per ritrarre un animale, non è sufficiente saper dipingere, è necessario conoscerne perfettamente la morfologia, le origini, il temperamento, le attitudini, ma soprattutto saperne osservare lo sguardo. Esattamente come si dovrebbe fare per ritrarre un volto umano: si desidera conoscere personalmente il soggetto, parlare con lui, osservare i suoi occhi, le sue smorfie, leggere nel suo sguardo... Non è sufficiente conoscere l’anatomia o le tecniche pittoriche. Si può ritrarre l'anima del soggetto in questione, solo attraverso il suo sguardo.

Se si considerano le opere come “Concentrate” o “Just look into my eyes” vengono ritratti animali selvaggi in tutta la loro bellezza e che destano curiosità. Siano maestose tigri o regali aquile, siano timide rane o leopardi in agguato , è sempre il loro sguardo ad attrarre l’attenzione dell’artista. Questi animali non sono ritratti in movimento, ma in posizioni statiche, dove lo sguardo annulla ogni altro elemento. Ecco che ancora una volta il denominatore comune dei lavori di Lee Porter è, inconsapevolmente, "lo sguardo”.

La caratteristica principale di questa eccellente pittrice sta in una pittura che si costruisce a partire da un processo percettivo, sospeso fra rappresentazione reale ed immaginazione, dove il risultato estetico che cerca di raggiungere, è sempre e soltanto un'emozione visiva. Ogni traccia di paesaggio e la descrizione degli sfondi vengono annullate consentendo di dare ancor più rilevanza ai soggetti.