Le tre anime della città

Pietrasanta - 03/07/2015 : 03/08/2015

Le tre anime della città alla galleria Arte Totale di Pietrasanta in collaborazione con la Barbara Frigerio Contemporary Art.

Informazioni

  • Luogo: ARTE TOTALE
  • Indirizzo: via Barsanti 34 - Pietrasanta - Toscana
  • Quando: dal 03/07/2015 - al 03/08/2015
  • Vernissage: 03/07/2015 ore 19
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: Tutti i giorni dalle 18.00 alle 24.00

Comunicato stampa

Le tre anime della città da venerdì 3 luglio (vernice ore 19) alla galleria Arte Totale di Pietrasanta in collaborazione con la Barbara Frigerio Contemporary Art.

Le opere sono di Daniele Cestari, Valerio D'Ospina, Jeremy Mann

Come i vedutisti del Settecento, che immortalavano piazze e viali colmi di vita o completamente deserti; come gli impressionisti, i primi a riconoscere il ruolo della città nella vita concreta e quotidiana e quindi a farne il simbolo dell'uomo moderno

Così, con il passare del tempo, abbiamo visto rivivere, attraverso vedute di strade o edifici, le paure, le angosce, ma anche attimi di gioia e di contemplazione che ci accompagnano nella nostra vita e che continuamente si rinnovano nelle opere degli artisti contemporanei. Tra questi, Daniele Cestari (1983), Valerio D’Ospina (1980) e Jeremy Mann (1979): tre pittori accomunati non soltanto dal tema metropolitano, ma anche da una comune visione sul “mestiere” della pittura – l’importanza di una padronanza e conoscenza dell’arte e degli autori del passato – ma assolutamente contemporanei: in grado di riprodurre ed esprimere appieno ciò che ci circonda e si respira.

Daniele Cestari, ferrarese, ha girato il mondo, osservando e immortalando scorci urbani, nella ricerca pittorica e conoscitiva della “città” in senso platonico: osservando le sue opere, infatti, comprendiamo il superamento e la probabile inutilità di singole descrizioni particolareggiate atte a ricondurci a una specifica realtà urbana. La città è vissuta da chi guarda e da chi si ritrova a camminare per le sue vie, come un qualcosa di più grande che avvolge e ingloba il singolo e questo avviene, con le medesime modalità, in ogni luogo del mondo. Guardando i dipinti di Cestari vediamo che la meticolosa descrizione di palazzi e finestre, marciapiedi e manti stradali, a poco a poco lascia il posto alla materia pittorica che come “la nebbia che strofina la schiena contro i vetri” ricopre e modifica il tutto, donandogli una nuova identità.

Una visione quasi apocalittica, postmoderna, con i colori smorzati, ridotti a una quasi totale monocromia è, invece, la città dipinta da Valerio D’Ospina, autore tarantino trasferito da anni negli Stati Uniti. Le sue pennellate, veloci e dinamiche, riscrivono i profili di edifici e grattacieli, sottolineandone la verticalità. Giochi prospettici, visioni dall’alto o dal basso che creano in chi guarda sensazioni di vertigini o quasi soggezione, come quella provata di fronte alle grandi cattedrali gotiche del passato. Una città “monumento”, spesso New York, che incombe sull’uomo, che lui stesso desidera dominare, abbracciandola con lo sguardo, ma che rimane distante, impassibile e imperscrutabile. Uno scenario di pietra, ferro e cemento, dove l’uomo è sempre assente, nascosto o perso in questo moderno labirinto.

Nei dipinti di Jeremy Mann, pittore statunitense residente a San Francisco, invece, la città è lì, alla portata dell’uomo, che deve soltanto aprire una finestra per ritrovarsi pienamente immerso nella sua atmosfera. Una metropoli, spesso New York e San Francisco, da contemplare e da vivere come era la Parigi di Pissarro e Renoir, descritta soprattutto con la luce, protagonista indiscussa. Dal chiarore aranciato dell’alba al viola del crepuscolo, dai caldi e avvolgenti raggi solari, ai mille bagliori e riverberi della notte: Mann decide di immortalare e raccontare il tutto, tornando spesso nello stesso luogo per vivere i cambiamenti, le sensazioni, mutate col mutare delle ore. Parallelamente a questi lavori l’autore si dedica anche a ritrarre delle figure femminili, indugiando su dettagli di abiti e gioielli, come un novello Boldini.

Arte Totale è un esperimento che mescola pittura, scultura e tappeti. Una cultura millenaria fatta di icone e simboli in dialogo con i temi dell'arte moderna. Uno spazio all’interno del quale opere e linguaggi diversi si contaminano per creare un racconto, una storia; dove colori, immagini e forme dialogano e si amalgamano per offrire allo sguardo e all'anima nuovi orizzonti.