Le lacrime di Dio

Bologna - 28/01/2017 : 26/02/2017

Una installazione che compie un ulteriore passo sulla via del dialogo interreligioso e allo stesso tempo vuole testimoniare l’autentico volto di Dio lavato dall’infamia di ogni violenza e restituito agli occhi dell'umanità quale origine di ogni misericordia.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO EBRAICO
  • Indirizzo: Via Valdonica 1/5 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 28/01/2017 - al 26/02/2017
  • Vernissage: 28/01/2017 ore 21
  • Curatori: Francesco Maria Acquabona
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: Orari di apertura ART CITY Bologna venerdì 27 gennaio h 10.00 - 16.00 sabato 28 gennaio h 18.00 - 24.00 domenica 29 gennaio h 10.00 - 18.00 L’ingresso alla mostra Le lacrime di Dio è libero. Ingresso Museo biglietto museo (€ 4,00 intero / € 2,00 ridotto) ridotto con biglietto Arte Fiera (valido solo nei giorni di ART CITY Bologna) gratuito per gli abbonati alla Card Musei Metropolitani Bologna

Comunicato stampa

Ariela Böhm di fede ebraica, Elvis Spadoni cristiano e il Sukun Ensemble di credo islamico, con l’opera Le lacrime di Dio ci consegnano una installazione che compie un ulteriore passo sulla via del dialogo interreligioso e allo stesso tempo vuole testimoniare l’autentico volto di Dio lavato dall’infamia di ogni violenza e restituito agli occhi dell'umanità quale origine di ogni misericordia. Il progetto prende ispirazione dal video di Ariela Böhm dal titolo Rachamin – Le lacrime delle madri creano la compassione del mondo

Quelle lacrime hanno saputo parlare agli altri artisti di uno strazio più universale che porta con sé l'eco della compassione del mondo e della misericordia di Dio. Non è stato difficile ad Elvis Spadoni immaginare il video proiettato in sovrapposizione alla propria pittura. Le sue immagini, sospese in ampissimi spazi luminosi e incolori, infatti avevano tutto il potenziale per colloquiare senza forzature con quelle della Böhm. Spadoni ispirandosi all'episodio evangelico in cui Gesù piange la morte dell’amico Lazzaro, ha raffigurato un corpo avvolto nel sudario offrendolo allo sguardo del pubblico nella sua nuda e drammatica esemplarità. Uno spazio pertanto che richiama elementi comuni del rituale funebre delle tre religioni e che la composizione originale, per soli strumenti, del Sukun Ensemble è venuta a completare e definire come luogo di meditazione in cui ognuno anche al di là del credo religioso può ritrovarsi nel sentimento universale della pietas.

Progetto promosso Museo Ebraico di Bologna, in collaborazione con Repubblica di San Marino - Istituti Culturali, Ordine Frati Minori Conventuali Provincia delle Marche, Comunità Ebraica di Bologna, Istituto Superiore di Scienze Religiose Alberto Marvelli delle Diocesi di Rimini e San Marino - Montefeltro, COREIS - Comunità Religiosa Islamica Italiana.