Le immagini della criminalità a Bologna

Bologna - 22/10/2020 : 10/01/2021

Dalla Banda Casaroli ai delitti della Uno Bianca, 50 anni di storia del crimine.

Informazioni

Comunicato stampa

La storia della città di Bologna passa attraverso vicende che qui hanno avuto luogo, in città, nei dintorni e nelle aule dei tribunali. Processi che hanno riguardato anche crimini commessi in altri luoghi, ed approdati in Cassazione, come i processi ad Ettore Grande e Rina Fort. Grazie al lavoro di due formidabili fotoreporter - Walter Breveglieri e Paolo Ferrari - che hanno documentato questi momenti tragici, ma che appartengono alla storia italiana, oggi possiamo vedere una bellissima mostra di 100 fotografie in bianco e nero.

Una storia narrata nella mostra “Criminis Imago

Immagini della criminalità a Bologna” all’Oratorio di Santa Maria della Vita (via Clavature 8/10) dal 23 ottobre al 10 gennaio prossimi, organizzata da Genus Bononiae. Musei nella città, in collaborazione con la Procura della Repubblica di Bologna, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri. Partner della mostra è la casa editrice Minerva di Bologna, proprietaria dell’Archivio Fotowall di Walter Breveglieri.

L’iniziativa è curata dal Procuratore Capo di Bologna Giuseppe Amato e da Marco Baldassari, responsabile dell’Archivio Ferrari di Genus Bononiae. Il comitato scientifico si avvale dell’esperienza di Carlo Lucarelli, autore assieme a Susi Pelotti e Luigi Stortoni dei testi che accompagnano il catalogo, realizzato con tutte le immagini della mostra.

100 fotografie in bianco e nero, assieme ad altre immagini tratte dagli archivi della Polizia Scientifica, che immortalano mezzo secolo di crimine a Bologna e in Emilia-Romagna attraverso lo sguardo dei fotografi bolognesi Walter Breveglieri (dal 1949 al 1972) e Paolo Ferrari (per il periodo 1972-2000). Un lavoro di documentazione puntuale, da reporter, che si sposta dai luoghi del delitto alle aule dei tribunali. La Banda Casaroli, che nell’autunno del 1950 seminò terrore e morte: una storia che sedusse il regista Florestano Vancini, che dedicò un film alla vicenda. Le macerie della stazione di Bologna e i resti dell’Italicus. Il luogo dell’omicidio di Francesca Alinovi e il ritrovamento della salma di Angelo Fabbri, ricompresi nella troppo disinvolta definizione di ‘delitti del Dams’. E ancora il drammatico sequestro dell’imprenditore bolognese Eugenio Gazzotti, il terrorismo con i processi ad Ordine Nero e a Prima Linea, Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, i numerosi delitti della Uno Bianca, il caso della “mantide” Katharina Miroslawa, il cui processo da Bologna approdò in Cassazione.

Le immagini dei due fotografi sono articolate in sezioni. Si inizia con gli scatti di Breveglieri, che ci riportano le storie della Banda Casaroli, di Ettore Grande e Rina Fort, fino al Delitto Nigrisoli. Si prosegue con le fotografie di Ferrari: le immagini drammatiche dalle Strage dell’Italicus, del Rapido 904 e della Stazione di Bologna scattate il 2 agosto 1980, fino ad arrivare ai numerosi omicidi dei fratelli Savi, tristemente famosi come la Banda della Uno Bianca. Breveglieri e Ferrari si trovarono ad essere testimoni di alcuni dei fatti più importanti della storia italiana, che immortalarono col piglio dell’inviato sul campo. “Pensavo di lavorare per la cronaca – dirà poi Ferrari – e invece lavoravo per la storia”.

“Per la prima volta una Mostra unisce fatti delittuosi compiuti e giudicati nella nostra città negli ultimi 50 anni ad altri crimini commessi altrove e pervenuti a seguito dell’iter giudiziario alla Corte di Appello di Bologna - commenta Fabio Roversi-Monaco, Presidente di Genus Bononiae. Musei nella città. - L’Archivio Ferrari, acquisito da Genus nel 2015, incontra in occasione di questa mostra gli scatti di Breveglieri delle Edizioni Minerva, per restituire al visitatore la storia per immagini della seconda metà del 900’ nella città di Bologna, che diventa parte della storia della Nazione”.

“Sono orgoglioso che le immagini dell’archivio Walter Breveglieri siano uno dei due cardini su cui si fonda questa importante e pregevole mostra – afferma Roberto Mugavero, editore di Minerva. – Le fotografie che potrete vedere in questa galleria fotografica non sono solo la testimonianza di fatti di cronaca nera che sconvolsero Bologna e l’Italia intera, ma sono anche la testimonianza dell’attenzione e della grande professionalità di due importanti fotoreporter della nostra città, capaci con mezzi ora ormai in disuso, di immortalare scene del crimine che altrimenti oggi non avremmo potuto visivamente ricordare”.

Il percorso di mostra accoglie – oltre alle immagini dei sopralluoghi della Scientifica - anche alcuni oggetti d’epoca: macchine fotografiche, corpi del reato, divise storiche delle forze dell’ordine, fino alle moto e auto della Polizia e dell’Arma dei Carabinieri in uso negli anni ’50, che verranno esposte nel cortile di Palazzo Pepoli. Museo della Storia di Bologna, parte del Circuito Genus Bononiae.

Il catalogo della mostra, con tutte le fotografie esposte, è edito da Edizioni Minerva.