Le declinazioni della pittura

Palermo - 25/06/2015 : 15/09/2015

Un incontro/confronto tra artisti di diverse generazioni pronti a presentare attraverso il loro lavoro diverse modalità di declinare la pittura oggi. Una pittura che, mantendo un’armonia sottesa misteriosamente nascosta, si fa installazione, gesto, azioni e processi.

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Comunicato stampa

Un incontro/confronto tra artisti di diverse generazioni pronti a presentare attraverso il loro lavoro diverse modalità di declinare la pittura oggi. Una pittura che, mantendo un’armonia sottesa misteriosamente nascosta, si fa installazione, gesto, azioni e processi.

Con questa mostra la galleria Francesco Pantaleone affronta un tema caldo come non mai in questo momento, per cercare di definire il senso della pittura nel 2015.

Parlare di pittura oggi significa sempre di più fare i conti con una materia proteiforme, densa, in continua ebollizione, non più facilmente categorizzabile ed etichettabile in rigide tassonomie

E tantomeno la parola “tecnica” risulta adatta a registrare l’apertura a media altri e la loro conseguente metabolizzazione da parte della pittura stessa che inesorabilmente travalica i propri limiti per verificarsi e, come scrive Michele Tocca, “indagare le proprie possibilità e approfondire i propri sviluppi”. Al contempo è importante registrare come la (auto)consapevolezza della pittura debba inevitabilmente passare da un processo di tesaurizzazione di storia e storie, memoria e tradizione, non per mezzo di un semplicistico recupero del genius loci ma attingendo alle radici di un passato più o meno remoto, guardando a Maestri maggiori e minori, come dimostrano gli studi di Angelo Mosca e Michele Tocca confluite nella recente mostra al Casino dei Principi di Villa Torlonia a Roma e nell’omonimo libro Pittura italiana..e altre storie minori.

Le declinazioni della pittura cerca quindi di dare conto di tutte queste problematiche, inserendosi in un percorso di ricerca idealmente avviato con la mostra Appunti di Pittura, curata con Enzo Cucchi, nel 2011 al MARCA di Catanzaro per arrivare alla collettiva Gruppo di Pittori in un interno alla Galleria O. di Roma, curata con Damiano Gullì (2014), entrambe basate su un ripensamento dei canoni del fare pittorico e sulla volontà di far incontrare (o scontrare) pittori radicalmente diversi gli uni dagli altri per formazione, esperienze ed età, con lo scopo di far emergere sottili affinità nei differenti modus operandi ed evidenziare la profonda consapevolezza del fare pittura (che sia pura pittura o pittura espansa) e delle sue potenzialità intrinseche. Che si esplicitino attraverso velature, sfumati, segni, geometrie, campiture, gesti più o meno veloci, i mondi delineati dai diversi artisti sottendono sempre una concezione del mezzo pittorico come “cosa mentale”. Un’attitudine a considerare quella pittura che non si esaurisce nei materiali e nella tecnica ma che eleva la pratica, la astrae e la concettualizza. Una metodologia di affrontare la pittura analizzandola, talvolta anche in maniera tautologica, mettendola in discussione e vivisezionandola, per ricavarne essenza, senso e significato.