Laura Bazzero – Senza confini

Sordevolo - 02/05/2021 : 04/06/2021

Mostra personale.

Informazioni

Comunicato stampa

La pittura aborigena moderna ha inizio nel 1971 a Papunya, un insediamento aborigeno nel deserto occidentale, un luogo senza identità tribale “creato” dalle politiche razziste e assimilazioniste del governo australiano. Geoffrey Bardon, un giovane artista bianco insegnante della sperduta scuola di Papunja, ideò un modo per ricongiungere le genti Pintupi, Walpiri, Luritja, Aranda e Anmatyerre – trasferite con la forza e costrette a vivere miseramente in un ambiente a loro estraneo – ai saperi antichi della propria cultura

Le opere d'arte venivano usate per segnare il territorio dei vari clan, ricordare eventi storici, raccontare le storie del dreamtime, insegnare le leggi e la morale.

Con la pittura del deserto nasce l’Aboriginal Art Movement, con l’intento di rivitalizzare e salvaguardare un universo di sapere minato dalla deculturazione, e fu così che l’insignificante Papunya si affermò come primo centro di produzione dell’arte aborigena fino al 1982 ignorata dal pubblico, dalle istituzioni e dal mercato artistico. Importante tappa del movimento artistico aborigeno è quella di Utopia che prende il nome dal territorio dove si è sviluppato lo stile che attinge ai cerimoniali tradizionali conosciuti come alweye. Nel 1977 le donne di Utopia, nel Deserto Orientale, appartenenti alle comunità Alyawarre e Anmatyerre, furono invitate a partecipare ad un progetto per teli di seta batik, che offrì loro la possibilità di esprimere i propri valori culturali.
Il progetto ebbe un tale successo che molte di esse iniziarono a dipingere con colori acrilici e tele, lavorando con uno stile bellissimo e colorato, fortemente ricercato, di grande potenza
iconografica. L'"arte a punti" (dot art), originariamente utilizzata nei disegni sulla sabbia e poi trasposta su tela complessi pattern geometrici sono realizzati con punti equidistanti di diversi colori. All'occhio occidentale, le opere della Dot art appaiono spesso astratte, ma in effetti si avvalgono di un complesso simbolismo in cui a diverse forme geometriche sono assegnati significati ben precisi. I concetti che possono essere espressi in questo linguaggio sono quelli fondamentali della cultura e della mitologia aborigena (uomo, pozza, canguro, ciotola, bastone per scavare), rappresentazioni estremamente stilizzate della forma dell'oggetto vista dall'alto.

In questo contesto si colloca la pittura di Laura Bazzero, appresa durante la sua permanenza in Australia: gli affascinanti dreamings caratterizzati dagli intricati disegni multicolori, con le famose puntinature cromatiche, le strutture minimaliste, le forme geometriche di semplice articolazione, si trasformano in straordinarie astrazioni colorate ed effetti ottici che ricordano molto l’arte contemporanea occidentale.