Latifa Echakhch / Eva Rothschild

Milano - 28/04/2015 : 31/07/2015

kaufmann repetto è lieta di annunciare la terza mostra personale di Latifa Echakhch in galleria, ed un progetto site specific di Eva Rothschild nel giardino della galleria.

Informazioni

Comunicato stampa

kaufmann repetto è lieta di annunciare la terza mostra personale di Latifa Echakhch in galleria, ed un progetto site specific di Eva Rothschild nel giardino della galleria.

Nata in Marocco ma cresciuta in Francia, Latifa Echakhch introduce spesso nel suo lavoro “memorie culturali” che rivelano rapporti complicati in cui valore simbolico è volutamente sottratto e la cui assenza suggerisce nuovi rimandi e significati. Latifa Echakhch rivaluta e ri-immagina oggetti comuni, decontestualizzando il vernacolare, esplorando il loro significato intrinseco e, più in generale, la nostra relazione e i nostri preconcetti nei confronti di tali oggetti

Solo quando oggetti apparentemente noti vengono svuotati del loro significato originale possono essere letti in nuovi modi.

Citando e appropriandosi di archetipi e ideologie del modernismo, l’artista riflette sulla percezione di ideologie nazionali e religiose, spesso cariche di pregiudizi, in opere allo stesso tempo poetiche e concettuali, indagando la semantica dei paradigmi culturali e fornendo ciò che l’artista definisce una “trasfigurazione poetica”.

Eva Rothschild crea sculture e oggetti bidimensionali caratterizzati da un’estetica in bilico tra austerità minimalista e offerta votiva. Utilizzando un’ampia gamma di materiali quali papier maché, cuoio, legno e perline, Rothschild crea sculture dall’aspetto austero e elegante. L’artista indaga il desiderio innato di feticizzare gli oggetti, caricati di un significato e di una potenza che eccede la loro effettiva realtà materiale.

L’ibrido linguaggio visivo di Eva Rothschild, influenzato da elementi tratti dal minimalismo e dall’artigianato, dalla cultura e dalla religione contemporanea, offre una molteplicità di interpretazioni e significati potenziali. Triangoli, totem, maschere di cuoio e amuleti portafortuna evocano misteriosi manufatti o detriti culturali. Il significato nel lavoro di Eva Rothschild è innescato dalle relazioni dinamiche che si creano tra l’oggetto e la ricerca perseguita dallo sguardo dello spettatore.