L’Arte Povera: attualità di un bilancio

Torino - 15/12/2011 : 15/12/2011

Gli storici dell’arte Maria Grazia Messina (Università degli Studi di Firenze) e Robert Lumley (London University College) insieme allo storico dell’età contemporanea Gianfranco Petrillo si confrontano sull’Arte Povera, una ricerca artistica che, sullo sfondo della contestazione del ’68, si gioca fra identità italiana e risonanza internazionale.

Informazioni

Comunicato stampa

Giunge al termine il ciclo di conferenze di Palazzo Madama che ha messo a confronto studiosi di diverse discipline, italiani e stranieri, chiamati ad indagare i momenti cruciali della storia dell’arte in Italia, dal Medioevo all’Arte Povera.



Durante l’ultimo appuntamento di giovedì 15 dicembre alle ore 18 gli storici dell’arte Maria Grazia Messina (Università degli Studi di Firenze) e Robert Lumley (London University College) insieme allo storico dell’età contemporanea Gianfranco Petrillo si confrontano sull’Arte Povera, una ricerca artistica che, sullo sfondo della contestazione del ’68, si gioca fra identità italiana e risonanza internazionale





Nella sua collocazione storica, 1967-1971, il fenomeno dell’Arte Povera rientra a pieno titolo nella “contestazione” sociale e politica del periodo e ciò è testimoniato dal coinvolgimento degli artisti in strategie di de-culturalizzazione, in risposta ad un sistema che attenta alla libera espressione degli individui. In linea con il “movimento”, gli artisti intendono azzerare tutti i valori costituiti di generi, materiali, luoghi deputati dell’arte, lavorando a un’effettiva “trasformazione culturale”, basata sul recupero di ciò che è emarginato o degradato. I nuovi eventi artistici annullano la memoria, e privilegiano la dimensione del presente: i materiali primari assunti sono presentati per quello che sono, o naturali o di ordine tecnologico elementare. Insieme, le azioni che li mettono in atto invitano a un recupero del reale primario, secondo un ritorno a comportamenti e narrazioni spontanei, in un’ attivarsi di tutte le esperienze sensoriali, altrimenti compromesse dalla dimensione artificiale della società industrializzata e della cultura massmediatica. L’attuale musealizzazione delle opere di Arte Povera appare compromettere la primaria ragion d’essere di questi lavori, intesi a registrare l’“irripetibilità dell’istante”, in un libero agire e associare, svincolato da condizionamenti storici e destinato, nella loro imprevedibilità, a spiazzare creativamente le attese.