La Scultura dopo il Duemila

Baronissi - 30/05/2015 : 05/07/2015

Nella sale delle conferenze del Museo-Frac di Baronissi, è ospitata la mostra La Scultura dopo il Duemila. Idolatria e iconoclastia.

Informazioni

  • Luogo: FRAC - CONVENTO FRANCESCANO DELLA SANTISSIMA TRINITÀ
  • Indirizzo: Via Convento - Baronissi - Campania
  • Quando: dal 30/05/2015 - al 05/07/2015
  • Vernissage: 30/05/2015 ore 18,30
  • Curatori: Ada Patrizia Fiorillo
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: lunedì - giovedì ore 9.00/12.30 lunedì e giovedì anche ore 16.00/18.30 venerdì e sabato: ore 10 /13; 17/22 domenica e festivi: ore 10-13; 17/20

Comunicato stampa

Sabato 30 maggio alle ore 18:30 il sindaco Gianfranco Valiante e l’assessore alla cultura Emanuela Migliore presenteranno, nella sale delle conferenze del Museo-Frac di Baronissi, la mostra La Scultura dopo il Duemila. Idolatria e iconoclastia.
La mostra curata da Ada Patrizia Fiorillo, comprende le opere di nove artisti: Caterina Arcuri, Emmanuele De Ruvo, Emanuela Fiorelli, Vincenzo Frattini, Maria Cristina Galli, Michelangelo Galliani, Anna Utopia Giordano, Federico Lanaro, Rinedda (Gennaro Sorrentino)


Si tratta di una selezionata scelta di nomi attraverso la quale la curatrice si interroga sul linguaggio della scultura, sulle ragioni che, almeno dagli ultimi trent’anni del Novecento ne hanno minato lo statuto. «È in tal senso – precisa Fiorillo – una campionatura senza dubbio angolata, con la quale si intende offrire un contributo al dibattito sulla scultura, ambito di ricerca che, nella sua evidente modificazione così come nella sua estensione, appare oggi tra le espressioni privilegiate delle vicende artistiche contemporanee. Dare del resto alla sua sintassi una definizione appare alquanto difficile. Più agevole, anche più utile, è leggere, seppur in sintesi per tale sede, i suoi cambiamenti, in particolare nei processi che l’hanno attraversata. Ciò che infatti del suo linguaggio si offre quotidianamente alla nostra esperienza è il frutto di pratiche ereditate dal passato, prossimo o, talora, remoto. Quale dunque il senso di questa eredità? Ed anche, fin dove bisogna spingersi nel tempo e che cosa è intervenuto a determinare una svolta, di gran lunga significativa, per tale linguaggio?». Sulle tracce di un breve excursus storiografico che richiama l’attenzione sul confine tra la cultura della modernità e della postmodernità, l’evidenza per la scultura è – come ancora sostiene – che ci si trovi davanti a un “campo allargato”, ad una molteplicità di espressioni poste al confine tra il culturale ed il naturale. Da qui anche la scelta di focalizzarsi sulla centralità dell’immagine, posta in quella dialettica che ne riscrive valori in termini di esaltazione o di denigrazione».
«È una mostra che, coraggiosamente, – scrive Gianfranco Valiante sindaco di Baronissi nell’introduzione al catalogo edito da Gutenberg – ha voluto aprire il dibattito alla scena nazionale, dando piena risposta alla progettualità ed alla dialettica che il nostro Museo-Frac porta avanti sin dalla sua fondazione nel 2002. Un’esposizione dedicata ad aspetti attuali della ricerca scultorea in Italia, cioè a quanto accade in questo secondo decennio del nuovo millennio. Dunque uno sguardo acuto su un’ultimissima generazione di artisti, avviando una riflessione sui contenuti e sulle tecniche, spaziando da quelle a noi ben note fino a spingersi alla sfera del digitale».
Quello che affiora dalle opere dei nove artisti proposti – afferma Massimo Bignardi direttore del Museo-Frac - è una delle possibili tante sintesi della scultura attuale: una pratica che si fa interprete di una affermata dismissione del suo tradizionale concetto, inteso quale esercizio che, nella materia, trova la sua piena e concreta affermazione. Essa appare altresì sempre più sospinta, dalle maniacali mode, a cedere alla seduzione di riflessioni che interessano maggiormente la separazione tra l’ordine estetico e quello artistico».
Per l’occasione un elegante volume è pubblicato per i tipi della Gutenberg, completo di un ricco corredo iconografico ed apparati bio-bibliografici.
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Caterina Arcuri (Catanzaro). Ha compiuto studi artistici e musicali (Accademia di Belle Arti e Conservatorio di musica). È professore ordinario di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, città dove vive. Nel campo della ricerca e della sperimentazione visiva utilizza linguaggi diversi: dalla fotografia al video, dall’installazione ambientale alla performance.
Emmanuele De Ruvo, (Napoli, 1983). Si avvicina alla pittura attraverso le espressioni del Writing e della Street Art. Dopo studi tecnici, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Napoli. La sua formazione tecnica quanto l’interesse per la fisica e per la progettazione costituiscono una parte fondamentale del suo percorso artistico la cui componente surreale si sposa alla passione per l’analisi, con una particolare attenzione all’uomo e alle dinamiche socio-antropologiche.
Emanuela Fiorelli (Roma, 1970). Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1993. Tra il 1998 e il 2001 le vengono assegnate borse di studio che le consentono residenze in Turchia, Polonia e Stati Uniti. Dal 2012 dà vita ad esperienze nell’ambito performativo con “Fogli in ARIA” (Teatro Valle Occupato) e “In-tensioni reciproche”. Nel 2013 inizia la collaborazione con la galleria Denise René, Parigi.
Vincenzo Frattini (Salerno, 1978). Si diploma in Pittura nel 2006 all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove frequenta il corso sperimentale “Quartapittura” coordinato dal maestro Ninì Sgambati. Coltivando l’interesse per la pittura, negli anni di studio si avvicina anche alle sperimentazioni video. Dal 2002 partecipa a diverse mostre collettive e premi.
Maria Cristina Galli (Milano, 1966). Diplomata in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dal 1992 è titolare di Prima fascia della Cattedra di Anatomia Artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha pubblicato articoli e saggi per riviste d’arte e per la rivista “Athanor” edita dalla Facoltà di Filosofia del Linguaggio presso l’Università di Bari. Ha pubblicato il saggio “Anatomie Clastique – Lo spazio del corpo tra natura e techne” sul volume “La città di Brera-Due secoli di Anatomia Artistica” Scheiwiller, Milano 2000.
Michelangelo Galliani (Montecchio Emilia, Reggio Emilia, 1975). Inizia a lavorare come scultore molto giovane. Frequenta prima l'Istituto d'Arte Paolo Toschi di Parma con indirizzo Scenotecnica, si specializza poi all'Istituto per l'Arte e il Restauro di Palazzo Spinelli a Firenze e si diploma infine all’Accademia di Belle Arti di Carrara con indirizzo Scultura. Attualmente è docente di "Tecniche del Marmo e delle Pietre dure" presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino.
Anna Utopia Giordano (Avellino). Poetessa, attrice, performer e modella italiana. Dopo la maturità scientifica, attualmente frequenta il Corso di Epistemologia e Filosofia della Logica presso l’Università Statale di Milano. Partecipa al progetto “Thanateros”, in collaborazione con il fotografo Luca Catellani e Andrea Ropes, per il quale ha scritto e recitato le performance teatrali e composto alcune rapsodie (poesie ermetiche caratterizzate da un linguaggio tecnico scientifico e filosofico).
Federico Lanaro, (Rovereto, 1979). Diplomatosi all’Istituto d’Arte “F. Depero” di Rovereto, frequenta, successivamente, l'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove consegue la laurea in Pittura nel 2004. Le sue opere, dalla pittura alla scultura all’installazione, sono caratterizzate da temi trasversali e da un nomadismo linguistico, frutto delle sue riflessioni sul mondo che lo circonda.
Rinedda (Gennaro Sorrentino) (Pozzuoli, 1974). Diplomatosi in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dal 1992 è impegnato sia come artista, sia come visual designer, ambito questo per il quale ha realizzato diverse campagne di comunicazione per enti pubblici e privati. Per tre anni, a partire dal 2007, viene selezionato per il premio Good50x70 International Social Communication Poster Exhibition esponendo alla Triennale di Milano e all’ Istanbul Design Week.