La metà nascosta

Follonica - 18/02/2017 : 23/04/2017

La metà nascosta” mette in relazione – per la prima volta – tre lavori ampiamente riconosciuti sul piano nazionale ed internazionale: “Hidden Islam” di Nicolò Degiorgis; “The other half” di Masiar Pasquali, “La Ville Noire” di Giovanni Troilo.

Informazioni

Comunicato stampa

“La metà nascosta” si interroga su una questione chiave per la nostra esistenza individuale e sociale, nell’Italia come nell’Europa di oggi: il nostro quotidiano rapporto – a livello percettivo e di coscienza – con realtà a noi tanto prossime da costituire quasi delle nostre “metà”, ma impenetrabili e forse inconoscibili al di là dello sguardo



La mostra pone a confronto il pubblico con un segmento significativo della nuova fotografia italiana per sollevare domande intorno alla percezione dell’ “altro” con cui coabitiamo, sul nostro modo di rapportarci alle immagini, alla loro “verità” presunta, e alle realtà che il nostro vissuto attuale - così complesso – ci propone e/o ci nasconde.

“La metà nascosta” mette in relazione – per la prima volta – tre lavori ampiamente riconosciuti sul piano nazionale ed internazionale: “Hidden Islam” di Nicolò Degiorgis; “The other half” di Masiar Pasquali, “La Ville Noire” di Giovanni Troilo.

Attraverso il foto-libro “Hidden Islam”, Nicolò Degiorgis mappa e ritrae, con occhio distaccato e approccio tassonomico, l’esterno e l’interno delle moschee improvvisate del nord-est italiano: un’inedita topografia dall’ordinamento seriale che più avvicina rende visibile un mondo, del nostro mondo parte, più ne oggettivizza l’impenetrabilità, la quasi invisibilità al nostro cospetto. Fotografando anche gli interni dei luoghi di preghiera, la sua fotografia accede sommessamente all’umano. Ma mentre essa varca soglie e guarda “da dentro”, la fiducia in un progressivo conoscere si ribalta in domanda: su cosa vediamo, su cosa (non) ne sappiamo. E quale posizione è la nostra.

In “The other half” Masiar Pasquali (padre italiano e madre iraniana) racconta con un linguaggio intimista il proprio viaggio in Iran sulle tracce della madre che non ha visto per numerosi anni dopo la separazione dal padre. La raggiunge nell’odierna Teheran, negli ambienti a lei intimi, la riporta brevemente a sé. Riapre porte del noto e dell’ignoto a se stesso, varca il confine fra civiltà, che è anche un confine a lui interno. Ma il fotografo-figlio, e lo spettatore con lui, non si assicurano alcuna conquista, alcun possesso certo: la “metà” materna, mentre riaffiora allo sguardo di chi la cerca, sembra sfuggire, nascondersi una volta di più.

“La Ville Noire” di Giovanni Troilo sposta l’attenzione su Charleroi, “città nera” e cuore oscuro d’Europa non solo per la storia mineraria e di emigrazione che l’ha annodata al sud europeo, ma anche per il volto ambiguo dei suoi luoghi fisici, dei volti umani e degli squarci di vita privata che il fotografo svela, generando straniamento e domande irrisolte. In questione è il nostro pensare e conoscere a stento un paese simbolo per l’Europa di oggi, il Belgio: sfondo di interrogativi angosciosi legati all’emigrazione (italiana prima, magrebina oggi), alla fine del lavoro, alla fragile, smarrita identità europea.

“La metà nascosta” è un progetto di Michele Fucich e Sandro Petri, per Associazione Culturale Textus, realizzato con il sostegno del Comune di Follonica.



Didascalia:
An Islamic place of worship inside what used to be a garage for cleaning public buses, Province of Udine
© Nicolò Degiorgis