La Città in tasca

Torino - 14/12/2011 : 11/03/2012

Una piccola e preziosa mostra dedicata ai Palmaverde, datati dal 1741 al 1886, per ripercorre la storia di Torino attraverso gli almanacchi della collezione di Giuseppe Pichetto.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO CIVICO D'ARTE ANTICA - PALAZZO MADAMA
  • Indirizzo: Piazza Castello - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 14/12/2011 - al 11/03/2012
  • Vernissage: 14/12/2011 ore 17.30
  • Generi: documentaria
  • Orari: martedì-sabato 10-18, domenica 10-20, chiuso lunedì.

Comunicato stampa

A partire dal 15 dicembre 2011 Palazzo Madama propone un’esposizione dedicata ai Palmaverde, almanacchi pubblicati ogni anno tra il Settecento e l’Ottocento, con il calendario, le fasi lunari, l’elenco delle fiere, le previsioni sul clima e sulle malattie, notizie storico-geografiche, mediche e agronomiche. In particolare, vengono presentati ottanta dei centotrentaquattro esemplari provenienti dalla collezione di Giuseppe Pichetto che, essendo datati dal 1741 al 1886, permettono di ripercorrere più di un secolo di storia di Torino





I libretti sono divisi in sezioni tematiche poiché vengono esaminati dal punto di vista delle antiporte (le immagini che accompagnano il frontespizio), dei contenuti e dei temi trattati, delle illustrazioni (ritratti e vedute), dell’uso che se ne faceva come agenda per prendere appunti, delle accurate legature in pelle e in carta decorata. Accanto ai Palmaverde degli anni a cavallo dell’Unità d’Italia viene esposto anche un ritratto di Cavour miniato da Francesco Gonin (Torino, 1808 – Giaveno, 1889), artista versatile che seppe muoversi in ambiti molto diversi, dal disegno, alla litografia alla grande pittura di storia, a fianco dei protagonisti della politica e della cultura torinese fin dagli anni Trenta dell’Ottocento.



Diversi furono gli almanacchi editi tra il Settecento e l’Ottocento, ma quello che trovò la massima diffusione fu Il Corso delle stelle osservato dal pronostico moderno. Palmaverde. Almanacco piemontese, edito dal 1722 e pubblicato alla fine di ogni anno fino al 1888. Gli diede il nome la palma impressa sul frontespizio come emblema di pace e di gloria. Con l’andare del tempo da La palma verde volse al maschile in Il palmaverde.



Il Palmaverde si rivolgeva ad un pubblico molto vasto, interpretandone ogni tipo di esigenza: rappresentava uno strumento di lavoro per il contadino che voleva conoscere le lunazioni e l’andamento del clima, ma anche per il commerciante che vi trovava i dati sulle fiere e sui mercati; informava i cittadini sulla vita dei sovrani e sulla corte, sulla gerarchia ecclesiastica e sull’amministrazione comunale, forniva gli orari delle poste e dei mezzi di trasporto, le tariffe delle monete e dell’oro, e rendeva partecipi della vita culturale con brevi saggi di storia, di scienze e di letteratura.

La fortuna degli almanacchi, e del Palmaverde in particolare, testimonia l’apprezzamento che questo tipo di pubblicazione ricevette dalle più disparate categorie di lettori, che spesso non conoscevano altra carta stampata. La diffusione degli almanacchi era legata all’utilità delle informazioni pratiche e al piccolo formato, che ne faceva oggetti da tenere sempre con sé e da personalizzare con appunti e legature anche di pregio.