La ceremonia del milagro

Roma - 12/06/2014 : 07/07/2014

Arriva per la prima volta in Italia la cerimonia del miracolo, ritratti e paesaggi di Celso Varela. L’artista galiziano classe 1952, molto attivo in Spagna e Francia, presenta a Roma alla Galleria dell’Istituto Cervantes (piazza Navona, 91) la mostra “La cerimonia del milagro” realizzata in oltre dieci anni di lavoro.

Informazioni

  • Luogo: INSTITUTO CERVANTES
  • Indirizzo: Piazza Navona 91 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 12/06/2014 - al 07/07/2014
  • Vernissage: 12/06/2014 ore 19
  • Autori: Celso Varela
  • Curatori: Tomás Paredes
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal giovedì alla domenica dalle 16 alle 20
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Arriva per la prima volta in Italia la cerimonia del miracolo, ritratti e paesaggi di Celso Varela. L’artista galiziano classe 1952, molto attivo in Spagna e Francia, presenta a Roma alla Galleria dell’Istituto Cervantes (piazza Navona, 91) la mostra “La cerimonia del milagro” realizzata in oltre dieci anni di lavoro.
L’esposizione, a cura di Tomás Paredes, prende il titolo da un verso del poema che Manuel Álvarez Torneiro - premio nazionale di poesia del 2013 - ha scritto per i lavori che Varela esporrà nella Città Eterna



Da giovedì 12 giugno a lunedì 7 luglio è possibile ammirare anche in Italia le 45 opere realizzate tra il 2003 e il 2014. Una selezione di tele di diversa dimensione realizzate con varie tecniche – olio, pastello, tecnica mista - che ritraggono paesaggi e ritratti, con alcuni elementi di astrazione. Un’esposizione che svela la cerimonia del miracolo come prodigio, come processo ben delineato con cui l’arte si trasforma in poesia e viceversa.

Pittore originario di Pontevedra, ispirato tanto dagli espressionisti e impressionisti, quanto da un certo astrattismo, senza però mai legarsi a nessun movimento, Varela vive l’arte come una religione. Come un bisogno fisico, talvolta doloroso. Un artista che ama dipingere all’aperto, con un senso anarchico dell’ispirazione. Nelle sue opere si notano intrecci di colore che tendono a rappresentare sia la terra che l’anima. La sua produzione artistica è ispirata dal pensiero critico di poeti, pittori e scrittori come Manuel Torres, Antón Castro, Suso Varela, Alfredo Conde, José Tomás Pérez-Guerra. Disegni, pioggia di tratti e sgocciolature rendono vive le sue creazioni. Immagini che incantano e che conducono verso un’irreprimibile comunione emozionale.

“Roma, epicentro di viandanti, onfalo del mondo, accoglie quest’ impronta della produzione pittorica di un artista che traduce la sempiterna pioggia della sua terra in un groviglio di luce e di colore”, scrive il curatore della mostra Tomás Paredes, presidente dell’ associazione spagnola dei Critici d’Arte AICA. “Quello che vediamo ci fa sentire, quello che sentiamo ci fa vedere il canto libero di uno spirito infiammato, eterodosso e sensibile”.