Kika Pavesi, sarta, creativa e magliaia geniale, presenta la sua collezione, ispirata dall’arte e dagli anni ’50, in una sfilata davvero inusuale: sculture viventi sfilano nella via, nella corte della “Vecchia Milano”, di una delle zone centrali e storiche di Milano.

Informazioni

Comunicato stampa

KIKA PAVESI: QUANDO LA MODA SI
INTRECCIA CON L’ARTE
SFILATA NELLA “CORTE” DELLA VIA DEI
MIRACOLI
Kika Pavesi, sarta, creativa e magliaia geniale,
presenta la sua collezione, ispirata dall’arte e dagli
anni ’50, in una sfilata davvero inusuale: sculture
viventi sfilano nella via, nella corte della “Vecchia
Milano”, di una delle zone centrali e storiche di
Milano e proprio come in un’opera d’arte, lo stile di
quegli anni torna nuovo e attuale conservandone il
vissuto reale e l’energia di colui o colei che l’ha
indossato un tempo


Arte & Moda si fondono, si compenetrano e si
completano vicendevolmente, sino a divenire opere
d’arte vestibili: perché alla fine tutto nel mondo è
colore, miscellanea e travestimento.
La kermesse si svolgerà il 18 ottobre alle ore 19.30,
in via Panfilo Castaldi, 32.
Il 18 Ottobre Arte & Moda si intrecciano, si
plasmano e si completano valorizzando una via
centrale e storica di Milano attraverso un evento
dedicato alle creazioni artigianali, ai tessuti
ecologici e naturali, ai tubini anni ’50 e all’arte
contemporanea.
In un cortile molto suggestivo, che riassume la
città con le sue meraviglie e le sue contraddizioni,
Via Panfilo Castaldi offrirà ai visitatori una
particolare e suggestiva sfilata di moda con
modelle e modelli impegnati a presentare le
creazioni dell’atelier di Kika Pavesi e le opere
d’arte del compagno Luigi Magistrali; l’Atelier
di Kika, è uno dei negozi storici della Milano che
ha visto i migliori anni della moda e del benessere
economico. In passerella un look perbene che
torna ad ispirare la moda attuale, che rivisita i
Fifties con gonne a corolla e abiti da cocktail,
onde sensuali da pin-up, accessori stile Capri.
In questo quartiere la cultura ha un peso molto
particolare, infatti qui sorge lo SPAZIO
OBERDAN dove si programmano mostre,
proiezioni cinematografiche, eventi culturali, la
COOPERATIVA LIBRERIA POPOLARE
fondata proprio alla fine di quegli anni ’50, gli
anni del boom economico di Milano, da padre
David Maria Turoldo, Camillo De Piaz e Lucia
Pigni Maccia, anche oggi perno delle tematiche
sociali e di divulgazione delle letterature dei Paesi
del terzo mondo. Senza tralasciare le diverse
botteghe, fondazioni, librerie e gallerie, come
quella di Giò Marconi, nata in una casa di
ringhiera di via Tadino, che ha fatto e segnato la
storia dell' arte milanese sino a quella
internazionale: Marconi padre, conobbe, apprezzò
e aiutò artisti del calibro di Baj, Del Pezzo, Hsiao,
Romagnoni, Schifano, Adami, Tadini, Arnaldo
Pomodoro. E ancora, ristoranti italiani e stranieri,
un celebre parrucchiere modaiolo, ma ciò che
forse maggiormente influenza la storia e il vissuto
di questo quartiere, è Kika Pavesi, una signora
vagamente dolente, molto acuta, dalle intuizioni
chic, e con una forza davvero sovrumana che la
sorregge. Kika è un autentico personaggio di
via Panfilo Castaldi, l’anima pulsante della via,
sarta, creativa e magliaia come non se ne
trovano più nelle vie più vecchie di Milano. Kika
ama e conosce bene il suo lavoro e conta davvero
tanti clienti famosi e importanti, come Enzo
Jannacci, Gherardo Colombo, Teo Teocoli e
Cristiano Malgioglio. I vestiti di Kika, hanno
cambiato e tutt’ora cambiano il modo in cui, chi li
indossa viene guardato e il modo con cui, chi li
indossa, guarda se stesso.
Il capo Kika offre un sentimento di lusso
nascosto, le creazioni si sviluppano dalla necessità
e dalla sfida: Kika crea secondo le regole dei
pittori, dei compositori, degli scrittori: perché la
moda per Kika Pavesi non è solo un abito, ma è
qualcosa che nasce dall’anima, che lei stessa
intuisce. Arte e Moda come due mondi paralleli
che si scambiano continue promesse. La stilista ha
deciso di abbandonare il mondo ufficiale della
moda, con le sue imposizioni, per non limitare la sua
vena creativa: crea quando vuole e quello che vuole.
La moda può incontrare l'arte non solo grazie alla
genialità del creatore, ma anche per mezzo di
collaborazioni con artisti e pittori: è il caso, per
esempio, di immagini delle tele applicate direttamente
sull' abito, e ispirate alle opere di Luigi Magistrali,
creando così innumerevoli richiami al mondo dell'arte
contemporanea.
Secondo questa concezione, Arte e moda divengono
due mondi paralleli, che comunicano e si completano,
divengono intrecci di genio estetico che percorre il
tempo: abiti da indossare e opere d’arte che
soddisfano il senso estetico, nel loro splendore che il
tempo non consuma, perché, parafrasando Wilde,
“UNA COSA BELLA E’ UNA GIOIA PER
SEMPRE”. E come un’opera figurativa acquista con
gli anni quel senso di meraviglia eterna, anche i
prodotti di quella che potrebbe sembrare un’arte
minore, la moda, restano scolpiti nella memoria
collettiva, rivisitandosi o rinnovandosi a distanza di
anni, ma continuando ad affermare quello che in
assoluto rappresenta l’eccellenza e la qualità del
Made in Italy: le creazioni artigianali e su misura di
stilisti e creativi, che sin dalle origini sono e restano
condizionate dal rapido passare degli anni,
intraprendendo così, una lotta temporale contro la
stessa natura effimera delle loro creazioni, con
l’intento di affermarne, di storicizzarne anche il
valore che più sta a cuore al creativo, quello artistico.
Un obiettivo senza dubbio difficile da realizzare, ma
che oggi sembra essere stato raggiunto.
Sonia Bonvini e Giacomo Momo Gallina