Karam Sebastiano Cannarella – Veglia morbida
Espone una ventina di opere inedite dedicate alla figura della drag queen.
Comunicato stampa
Lo Spazio Kriptos in Porta Venezia a Milano è lieto di presentare la personale di Karam Sebastiano Cannarella, Veglia morbida, a cura di Vera Agosti, dal 4 al 20 marzo 2026.
Espone una ventina di opere inedite dedicate alla figura della drag queen. Per Cannarella queste presenze sceniche appaiono fragili e drammatiche, attraversate da una tensione costante tra identità e rappresentazione, tra ciò che si indossa nello spettacolo e ciò che resta, vulnerabile, nell'ombra. Vanitas contemporanee, fluide e ambigue, le sue drag queen non celebrano la maschera, ma ne mostrano la ferita: corpi sospesi, sofferenti, in cerca di emancipazione.
Veglia Morbida - titolo della personale e anche opera in mostra - raffigura il momento del lento risveglio, quando una drag queen regge una maschera come reliquia notturna, immagine guida dell'esposizione e simbolo di una condizione umana posta sulla soglia, tra apparizione e verità, rito e fragilità.
Gli artisti ritratti costituiscono per Cannarella, un pretesto pittorico attraverso cui indagare i temi del corpo, dello spazio e dell’azione, ciò che l'artista definisce “rito”. Non è però l'atto in sé a interessarlo, quanto ciò che lo precede e ciò che lo segue: la sospensione, l'attesa, la vibrazione che anticipa l'accadimento e la traccia che resta dopo. Si crea così un'atmosfera di trepidazione e di attesa, come nel dipinto Prima del volo del 2024 in cui la farfalla è ancora in gabbia e non è pronta a volare. Cannarella chiama questa condizione "soglia", uno stadio intermedio, un tempo trattenuto.
Nell’opera La linea di soglia (2025), una figura indossa due paia di scarpe - ai piedi e alle mani - come se il corpo stesso fosse in partenza, in attesa dello scatto, prima che il gesto abbia inizio.
Nel rito, invece, la drag queen è pienamente immersa nella situazione: talvolta rinchiusa in un cubo, in una condizione di contenimento e di tensione (Contenimento, 2024), talvolta colta nel momento della discesa scortata, quasi trattenuta, come in Discesa assistita del 2025.
Infine, vi è il tempo in cui lo spettacolo è terminato. La parrucca viene rimossa e diventa reliquia, la collana di perle resta abbandonata sul pavimento, lustrini e paillette si spengono, dimenticati (Icona deposta, Spoglia reale). È un momento di stanchezza e malinconia, di drammatica rassegnazione: quando il rito si chiude e ciò che resta non è più rappresentazione ma traccia. Gli ambienti teatrali di Cannarella diventano così un teatro mentale ed emotivo, capace di rivelare stati dell'anima in cui la scena non mostra, ma trattiene ciò che resta.
Biografia:
Nasce nel 1942 a Portopalo di Capo Passero, piccolo paese della provincia di Siracusa. Nel 1964, si trasferisce a Milano, dove frequenta gli studi artistici presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera. La sua prima mostra risale al 1973. Soggiorna a Zurigo, Parigi, Monaco di Baviera e Londra, nonché in Egitto e nel Maghreb, luoghi diversi tra loro per storia e per cultura, dove lavora ed espone in gallerie e musei. Negli anni Settanta si trasferisce a Parigi, dove è promotore e sostenitore dello sviluppo di nuove tematiche espressionistiche riprese dai predecessori del gruppo Co.Br.A. Per numerosi anni vive e lavora tra l’Italia e il Marocco, fino al ritorno definitivo a Milano. I soggetti della sua pittura cambiano nel tempo, dall’influenza della cultura siciliana e araba, a cui dedica serie importanti, alla rivisitazione dei capolavori dell’arte del passato, alla riflessione sulle tematiche sociali, anche attraverso la performance. Dagli anni 2000 si volge anche alla scultura. Tra le esposizioni principali ricordiamo le personali al Grand Palais des Champs-Elyseés nel 1974 a Parigi, al Tuwaiq Palace Diplomatic Quarter di Riyadh in Arabia nel 1995, alla Galleria del Teatro Nazionale Mohamed V di Rabat in Marocco nel 1997, al Jardin de la Villa des Arts a Casablanca in Marocco nel 2008, all’Istituto Italiano di Cultura e alla Ambasciata d’Italia a Rabat nel 2008, 2009 e nel 2015, all’Acquario Civico di Milano nel 2011, alla Torre del Filarete del Castello Sforzesco nel 2013. Nel 2011 ha esposto alla Biennale di Venezia nel Padiglione Italiano del Mondo Marocco. Numerosi i riconoscimenti ricevuti per la sua arte e il suo impegno nel sociale.