Jonathan Rogerson – (Nobody Knows Where My) Johnny Has Gone

Palermo - 26/06/2015 : 26/06/2015

(Nobody Knows Where My) Johnny Has Gone è l’ingrandimento di un momento di disperazione da canzonetta pop. E’ un tentativo di scavare dentro ad un certo sentimentalismo. E’ una performance intima, basata sul suono, che prende la forma di un coro di un singolo.

Informazioni

  • Luogo: VON HOLDEN STUDIO
  • Indirizzo: Via Fastuca 2, 90124 - Palermo - Sicilia
  • Quando: dal 26/06/2015 - al 26/06/2015
  • Vernissage: 26/06/2015 ore 21
  • Autori: Jonathan Rogerson
  • Generi: performance – happening

Comunicato stampa

(Nobody Knows Where My) Johnny Has Gone è l’ingrandimento di un momento di disperazione da canzonetta pop. E’ un tentativo di scavare dentro ad un certo sentimentalismo. E’ una performance intima, basata sul suono, che prende la forma di un coro di un singolo

Parte di un progetto più vasto in cui Rogerson investiga la continua ricorrenza del nome ‘Johnny’ nella musica pop, la performance si chiede: chi è, questo Johnny, e cosa incarna delle nostre angosce e dei nostri desideri?

Alcune brevi riflessioni sulla mitologia di Johnny: è un nome adottato o un nomignolo dato da amici, piuttosto che un nome legale o di battesimo. Fa pensare alla giovinezza. Nella tradizione del Rock’n’Roll, Johnny è la mascolinità, Johnny è la forza, Johnny è il ragazzo della porta accanto, Johnny è il ragazzo che tutti vogliono essere o con cui tutti vogliono essere, Johnny è l’altro, l’oggetto del nostro desiderio. Ma più di qualsiasi altra cosa, Johnny è un mistero, un’ombra, un mito, è colui che non c’è mai veramente.

BIO

Jonathan Rogerson vive e lavora a Londra. Il suo lavoro si pone al confine tra il teatro e la performance art. I suoi progetti più recenti hanno investigato il concetto di identità queer, gli aspetti sensoriali del testo e del linguaggio, e l’idea del tragico nella musica pop. Ha presentato i suoi assoli in vari teatri e festival nel Regno Unito, e lavora contemporaneamente in collaborazione con altri artisti e compagnie.

Si ringraziano:
Direct Cut, Flora Pitrolo, Robert Jack