JJ Levine – Switch. Il gioco delle identità

Verona - 28/02/2014 : 03/04/2014

Dopo Montreal, Toronto, Parigi e Bilbao, l'artista canadese JJ Levine (premio al Pride Photo Award di Amsterdam nel 2012) espone per la prima volta in Italia, presentando Switch, il suo progetto fotografico più noto: una serie di dieci dittici in cui i modelli interpretano a turno il ruolo dell'uomo e della donna.

Informazioni

Comunicato stampa

Il 28 febbraio alle 18.00 presso Libre! a Verona si inaugura Switch. Il gioco delle identità, mostra fotografica di JJ Levine, a cura di Gabriella Bologna e Maria Livia Alga.

Dopo Montreal, Toronto, Parigi e Bilbao, l'artista canadese JJ Levine (premio al Pride Photo Award di Amsterdam nel 2012) espone per la prima volta in Italia, presentando Switch, il suo progetto fotografico più noto: una serie di dieci dittici in cui i modelli interpretano a turno il ruolo dell'uomo e della donna. "Una forma convenzionale per esprimere idee non convenzionali" afferma l'artista

"Fotografo i miei amici, la maggior parte dei quali si considerano queer e molti trans o genderqueer. Ciò che facciamo con i nostri corpi e il modo in cui presentiamo le nostre vite può non rientrare negli schemi dei ruoli dei generi o nelle prescrizioni normative della sessualità".

Switch è una riflessione sulla malleabilità e sulla fluidità dell'identità di genere che trae spunto dalla comunità queer di Montreal da cui vengono i soggetti fotografati. Con grande umorismo l'artista gioca con una nuova nozione di genere attraverso pose, trucco e abiti old-fashion che aumentano l'efficacia delle immagini.

Durante l'inaugurazione, nella sede della mostra si terrà un incontro dal titolo "JJ Levine: queer portraits e gender fictions".

JJ Levine vive e lavora a Montreal, producendo soprattutto ritratti fotografici legati a tematiche di genere. Ha una laurea in fotografia e studi interdisciplinari sulla sessualità alla Concordia University. La sua fotografia esplora soprattutto il genere, la sessualità, l'auto-identità e lo spazio queer. Il suo lavoro è stato esposto in centri d'arte, gallerie commerciali, festival artistici e convegni accademici in Canada, Stati Uniti ed Europa. Ha ricevuto inviti come “guest lecturer” per corsi universitari e il suo lavoro è stato oggetto di articoli su riviste accademiche e d'arte internazionali.