Japanese Dream

Torino - 07/06/2014 : 04/07/2014

Japanese Dream è la seconda esposizione che Noire Gallery presenta da Khrepri. Una raccolta di stampe all’albumina ,colorate a mano, ci trasporta diretti nel cuore dell'epoca Meiji (1868-1912) , sulle orme dei primi viaggiatori che si trovarono di fronte la magnificenza di una civiltà antichissima, rimasta a lungo pressoché inaccessibile.

Informazioni

Comunicato stampa

Japanese Dream è la seconda esposizione che Noire Gallery presenta da Khrepri. Una raccolta di stampe all’albumina ,colorate a mano, ci trasporta diretti nel cuore dell'epoca Meiji (1868-1912) , sulle orme dei primi viaggiatori che si trovarono di fronte la magnificenza di una civiltà antichissima, rimasta a lungo pressoché inaccessibile. E’ il periodo della Scuola di Yokohama, la cui caratteristica risiedeva nell’unire la fotografia, la forma artistica più d’avanguardia di quel tempo, con la tradizione delle grafiche giapponesi

La mostra ruota intorno all’idea della donna, così come si é formata nell’immaginario europeo dell'Ottocento: bellezze sublimi, senza età, vere e proprie icone di un modello idealizzato di bellezza femminile asiatica, in cui l’occhio del fotografo sembra andare alla ricerca del segreto che anima il fluttuante ‘’regno della gheisa’’. Tra le opere esposte spiccano quelle di Kusakabe Kimbei che lavorò, all’inizio della sua carriera, come colorista fotografico e assistente ai grandi fotografi Felice Beato e Baron Raimund von Stillfried, prima di aprire il suo studio a Yokohama.

Japanese Dream is the second exhibition which Noire gallery presents in the Khrepri space. A collection of albumen prints coloured by hand, which transport us directly into the heart of the Meiji era (1862-1912), on the trails of the first travellers who found themselves in front of the wonders of an ancient civilisation, which remained for a long time almost inaccessible. It is the period of the Yokohama School which aims to unite photography, the most avant-garde artistic form of that time, with the tradition of Japanese graphics. The exhibition moves around the idea of the woman, as it was formed in the European image of the nineteenth century : sublime beauty without age, true and real icons of an idealized model of female Asian beauty, in which the eye of the photographer seems to be searching for the secret which animates the fluctuating ‘’kingdom of the gheisa’’.
Amongst the works shown those of Kusakabe Kimbei stand out, an artist who began her career as a colourist photographer and as an assistant to the great photographers Felice Beato and Baron Raimund von Stillfried, before opening her studio in Yokohama.