Jacopo Casadei – Nessuno saprà mai dei sogni del cane

Informazioni Evento

Luogo
RICHTER FINE ART
vicolo del Curato, 3 , Roma, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

dal lunedì al sabato dalle 15 alle 19, o su appuntamento

Vernissage
27/01/2026

ore 18,30

Artisti
Jacopo Casadei
Generi
arte contemporanea, personale

In un periodo di ripensamento della pittura contemporanea, spesso caratterizzata da un marcato figurativismo, il progetto propone una riflessione su una forma di pittura nuova, evocativa e basata su peculiari effetti timbrici.

Comunicato stampa

La Galleria Richter Fine Art apre il 2026 presentando la prima personale di Jacopo Casadei (Cesena, 1982). La mostra, intitolata Nessuno saprà mai dei sogni del cane, accompagnata da un testo critico di Maria Vittoria Pinotti, inaugura martedì 27 gennaio alle 18:30, sarà visitabile fino al 13 marzo 2026.
In un periodo di ripensamento della pittura contemporanea, spesso caratterizzata da un marcato figurativismo, il progetto propone una riflessione su una forma di pittura nuova, evocativa e basata su peculiari effetti timbrici, in cui la presenza o la suggestione di un’immagine rivendica il principio di una pratica autonoma. Sono questi gli elementi che definiscono la ricerca di Jacopo Casadei, per cui l’opera non deve necessariamente rappresentare qualcosa, non è subordinata a una narrazione e non necessita di un grado di finitezza tecnica, rimanendo così aperta a ogni possibile forma di interpretazione.

Per via dell’inesauribile inventiva dell’artista, le opere in mostra risalenti al 2025 combinano con equilibrio, una sottile vena ironica e un atteggiamento profondamente indagatore delle proprie impressioni e visioni, conferendo agli olii un valore evocativo delle sensazioni personali, sospese tra la nebulosità tipica di un sogno e la concretezza del segno.

In questo modo, per Casadei la pittura non si limita a rappresentare il visibile, ma rende percepibile un’esperienza. Così, quando emergono figure riconoscibili, queste scaturiscono da un’espressività non completamente dichiarata. Di rilievo per Casadei sono i titoli, assegnati sempre dopo il completamento del quadro, essi offrono ulteriori chiavi interpretative, permettendo di leggere le figurazioni e di coglierne l’armonia oltre la sola esperienza visiva. Di particolare evidenza è anche il titolo della mostra, in quanto Casadei afferma come: «Il titolo rimanda in maniera molto semplice e ironica a una condizione analoga al vivere la pittura, in particolare a quel processo, doveroso/inutile, dello spiegare il gesto, l’intenzione, il percorso, la visione. In molti casi tutto questo rappresenta la fatica inevitabile, preesistente all’opera, che vede il pittore autore e, nello stesso tempo, testimone muto del delitto».

Questa riflessione evidenzia, con semplicità e sarcasmo, una condizione tipica della pittura contemporanea: la costante necessità di giustificare o spiegare ciò che si realizza, quanto invece in realtà l’opera possiede di per sé un carattere iconico e di suggestione, indipendente da qualsiasi pretenziosa digressione.

Un elemento che accomuna le opere in mostra è il formato, l’artista lavora principalmente su tele di piccole e medie dimensioni. Questa scelta suggerisce una ricerca svolta in uno spazio concentrato, denso e ricco di intimità. L’opera è realizzata attraverso gesti rapidi, proprio tale velocità e immediatezza, non richiedendo la perfezione tecnica, genera una grammatica svincolata, fatta di forme morbide, tratti filiformi, imprecisi aloni che pullulano nel contenuto spazio della tela. Così, quando emerge un’immagine, essa si stacca dallo sfondo come un’apparizione: la struttura è composta dalla ricchezza di toni cromatici, a cui si aggiunge una libertà compositiva e di organizzazione delle forme, in cui il vuoto emerge come elemento costruttivo e basilare. I soggetti figurativi, sebbene labili ed evanescenti, sembrano vivere una propria vicenda metafisica all’interno della piccola fisicità del quadro. In questo senso, come un procedimento tecnico che instilla il dubbio, ciò che può apparire incompleto allo spettatore è in realtà già concluso, mentre ciò che appare più definito può rappresentare il risultato di una semplicità volutamente estrema.

Jacopo Casadei (Cesena, 1982) vive e lavora a Cesena (FC), ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Ravenna dove ha conseguito il diploma in pittura nel 2008, assieme all’attività pittorica affianca quella musicale.
Tra le mostre personali: A dispetto di noi, a cura di Enrico Camprini, Fuocherello, Volvera, (TO), 2024; Veduta a margine, TOMAV, Moresco, (Fermo), 2016; This is nowhere, Yellow, Varese, 2015; Defrag, a cura di Gabriele Tosi, Localedue, Bologna, 2015. Tra le collettive: Densità Rarefatta, Jacopo Casadei, Mattia Vernocchi, a cura di Matteo Zauli, Galleria Comunale di Faenza, 2025; Endless summer, a cura di MAGMA e Viola Emaldi, Magazzini del sale di Cervia, (RA), 2025; Azzurro fragile, a cura di Matteo Zauli, Collezioni comunali d’Arte, Palazzo d’Accursio, Bologna, 2025: Nocturnal ballads, a cura di Lorenza Boisi, Chassis, Torino, 2024; Drawings From Lightning, a cura di Laura Santamaria, Forum900 space, Museo del 900, Milano, 2023; Come un’onda, come in volo, a cura di Massimiliano Fabbri, Palazzo Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo, Lugo (RA), 2023; Sparta, a cura di Paolo Emilio Antognoli, Villa Gori, Stiava (LU), 2023; EX5, a cura di Carmen Lorenzetti, Pinacoteca Nazionale di Bologna, 2023; Azzurro fragile, museo Carlo Zauli, Faenza (RA), 2021; Tetraedro, a cura di Alberto Zanchetta, Otto gallery, Bologna, 2021; Masterless eye, a cura di Gino Bosa, Yudikone, Brescia, 2021; Premio Lissone 20/21 – Breve storia di una nuova prospettiva di pittura, a cura di Alberto Zanchetta, MAC Lissone (MB), 2021; 141 Un secolo di disegno in Italia, a cura di Claudio Musso e Maura Pozzati, Fondazione del Monte, Bologna, 2020; Flash, Metodo Milano, Milano, 2020; Stand by me, Pelagica, Milano, 2019; Reazione a catena. Differenti vie della pittura #1, a cura di Gino Pisapia, 1/9 Unosunove arte contemporanea, Roma, 2018; TU35expanded, Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato, 2017; Le stanze d'Aragona, a cura di Andrea Bruciati ed Helga Marsala, Rizzuto Gallery, Palermo, 2015; Contemporary Italian Painters Today, Federico Bianchi Gallery, Milano, 2015; Let there be light, Yellow, Varese, 2014; Frenhofer, a cura di Andrea Lacarpia, Villa Contemporanea, Monza, 2014; Visioni per un inventario: mappa del navegar pittoresco, a cura di Andrea Bruciati, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, 2014; Landina, a cura di Lorenza Boisi, Palazzotto d'Orta, Verbania, 2013; Mars mission, Geh8, Dresda, 2012; Bianca feat. Mars, Galleria Bianca, Palermo, 2012; On Cloud Seven, Cars, Omegna (residenza artistica), 2012; I can't take my eyes off you, Mars Milano, 2011; Difetto come indizio di desiderio, a cura di Andrea Bruciati, Neon Gallery, Bologna, 2011. Tra i workshop e progetti speciali: Pivot foot: dinamiche di studio, triennio di pittura, Accademia di Belle Arti di Bologna, 2023; La stanza dei forni, progetto video - performance di Matteo Zauli diretto da Riccardo Calamandrei, arrangiamento ed esecuzione musicale, museo Carlo Zauli, Faenza, 2020.