Ivano Parolini – Beauties

Sotto il Monte Giovanni XXIII - 16/11/2013 : 30/11/2013

Diplomatosi all’Accademia “Carrara” di Bergamo sotto la guida di Marco Cingolani, Parolini ha sviluppato un peculiare stile di lavoro in base al quale ogni dipinto è provocato, stimolato da un’immagine fotografica preesistente, prelevata cioè dal circuito dei mass-media (giornali, riviste, rotocalchi femminili).

Informazioni

Comunicato stampa

Diplomatosi all’Accademia “Carrara” di Bergamo sotto la guida di Marco Cingolani, Parolini ha sviluppato un peculiare stile di lavoro in base al quale ogni dipinto è provocato, stimolato da un’immagine fotografica preesistente, prelevata cioè dal circuito dei mass-media (giornali, riviste, rotocalchi femminili). Su di essa il pittore interviene cancellando e stratificando i colori sino a creare un’immagine del tutto nuova e personale. Il repertorio iconografico privilegiato è quello della fashion photography e delle riviste di moda popolate di giovani modelle, icone dello star-system, attrici, cantanti

Il glamour delle immagini, il sex-appeal delle modelle è tuttavia negato da una strategia espressiva che “nasconde” nel momento stesso in cui “mostra”. Le fotografie “piratate” sono infatti metodicamente ricoperte, sommerse da strati di materia pittorica che ne sfruttano il tracciato iconico alla stregua di antiche sinopie. Trasfigurate dal colore, steso con gesti rapidi e pennellate sintetiche, le immagini vivono una “seconda vita” generando spazi claustrofobici che moltiplicano la sensazione di isolamento e solitudine. In questa dimensione senza tempo si muove, gesticola, ammicca e si mostra un vasto campionario di tipi femminili, la cui originaria condizione è occultata dalle colate di pittura che trasformano i corpi in manichini, i volti in maschere, gli sguardi in espressioni enigmatiche e mute. Un’estetica quella della cancellatura che ha ben noti e illustri precedenti nella storia dell’arte recente, da Marlene Dumas a Stefano Arienti, valorizzando il gesto iconoclasta, la “tabula rasa”, una strategia di riappropriazione delle icone contemporanee. Una rilettura critica dell’immagine e sull’immagine insomma, secondo un approccio che rigetta ogni idea di autenticità, di una figurazione intesa come trascrizione naturale e diretta della realtà.
Per l’occasione, Parolini propone un’opera legata alla figura di Papa Giovanni XXIII, nella quale umanità e spiritualità appaiono legate indissolubilmente.

Tratto da “Beauties” a cura di Enrico De Pascale