Ivan Moudov – Stones

Udine - 11/05/2013 : 16/06/2013

È il progetto Stones di Ivan Moudov ad inaugurare la nuova project room di Casa Cavazzini, che si apre con decisione alla sperimentazione contemporanea ospitando uno dei più noti esponenti della scena bulgara.

Informazioni

Comunicato stampa

È il progetto Stones di Ivan Moudov ad inaugurare la nuova project room di Casa Cavazzini, che si apre con decisione alla sperimentazione contemporanea ospitando uno dei più noti esponenti della scena bulgara.
La mostra, realizzata in collaborazione con RAVE East Village Artist Residency, raccoglie una dozzina di opere degli ultimi anni dell’artista nonché delle installazioni site specific realizzate appositamente per il museo.
Nell’estate 2012 Ivan Moudov ha trascorso alcune settimane in Friuli, a Trivignano Udinese, ospite di RAVE Residency presso una fattoria in cui vivono in libertà animali sottratti all’industria alimentare

In quell’occasione l’artista ha progettato l’opera Stones che, collocata nel giardino di Casa Cavazzini fino a dicembre, sarà una destabilizzante sorpresa per il visitatore.
Ma sarà tutto il museo ad essere protagonista degli interventi dell’artista bulgaro, il quale ha immaginato una ricollocazione dei propri lavori in modo di innescare con particolare forza il cortocircuito tra contesto espositivo e le proprie opere. La cucina o il bagno anni Trenta – nucleo centrale della dimora dei Cavazzini – saranno così animati da un’inattesa contaminazione tra ambienti storici ed elementi contemporanei.
Il lavoro di Ivan Moudov è caratterizzato da un’intensa e tagliente analisi delle relazioni di forza tra persone e delle convenzioni generalmente accettate. L’artista si serve frequentemente di una norma astratta che regola un particolare aspetto della vita (come ad esempio il diritto di precedenza riservato a chi sa percorrendo una rotonda o la possibilità di entrare/uscire liberamente da una stanza di un edificio) portandola ad interpretazioni estreme in cui dimostra come sia possibile trarre degli inattesi vantaggi personali. Ugualmente in molte sue opere lo spettatore è tratto in inganno poiché viene colto di sorpresa in situazioni ai limiti della verosimiglianza: la realtà e l’opera (per antonomasia la finzione) si sovrappongono a tal punto che il visitatore non può altro che constatare a posteriori di essere stato preso per il naso.
Ma Moudov non rifiuta di mettersi in gioco anche in prima persona, rivendicando sia il ruolo di testimone del fluire del tempo (come in Performing Time, video in cui sta in piedi per una giornata intera misurando lo scorrere dei minuti senza alcun aiuto di strumenti che misurano il tempo) che quello di attivatore di relazioni con/tra gli spettatori offrendo al vernissage il vino appositamente imbottigliato per l’evento (Wine for Opening).
A corredo della mostra un catalogo bilingue (ita/eng) che verrà presentato in occasione del finissage. Il volume raccoglie le testimonianze delle attività di RAVE Residency e le immagini delle opere installate presso il museo, i testi e le interviste sul lavoro dell’artista, nonché il progetto speciale Full Page per il quale tre pagine della pubblicazione sono state messe in vendita a disposizione dei collezionisti.
La mostra è prodotta da Vulcano.

Ivan Moudov (Sofia, BG, 1975) è uno dei più importanti artisti della scena bulgara. Lavora prevalentemente utilizzando strumenti espressivi quali il video, la fotografia, l’installazione e la performance. La sua opera, caratterizzata da una forza concettuale stringente, indaga con particolare attenzioni i rapporti di potere e i vincoli di forza tra le persone e le istituzioni, mettendo in luce le trappole nascoste dietro alle convenzioni e alle regole sociali.
Sue mostre personali sono state ospitate presso il Moderna Museet di Stoccolma (S), il Kunstverein di Braunschweig (D), Stacion Center for Contemporary Art di Prishtina (RKS), Il W139 di Amsterdam (NL), il Centre for Contemporary Art di Plovdiv (BG), il Cabaret Voltaire di Zurigo (CH), l’ATA Center for Contemporary Art ed il Goethe Institut di Sofia (A), lo Studio Tommaseo di Trieste (I).
Tra le collettive ha esposto al Ludwig Museum of Contemporary Art, Budapest (H), alla Kunsthalle di Mannheim (D), all’ICA di Sofia (BG), al FRAC Ile de France Le Plateau, Paris (F), alla 2a Biennale di Antiochia (TR), al Schirn Kunsthalle, Frankfurt/Main (D), al Mart a Rovereto (I), allo SMAK, Gent (B), al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid (E), all’Ujazdowski Castle Centre for Contemporary Art di Varsavia (PL), Kunstverein Harburger Bahnhof, Hamburg (D), al Salzburger Kunstverein di Salisburgo (A), al rotor Association for Contemporary Art, Graz (A), alla 52ma Biennale di Venezia (I), alla 2a Biennale di Bucarest (RO), alla Secession a Vienna (A), alla Kunsthaus di Dresda (D), al Wurttembergischer Kunstverein di Stoccarda (D), alla Kunsthalle di Vienna (A), alla 1a Biennale di Mosca (RUS), al KW di Berlin (D), al Musee d'Art Moderne et Contemporain di Strasburgo (F), alla Essl Collection, Vienna (A), al Fridericianum Museum di Kassel (D), a Manifesta 4 a Frankfurt/Main (D).

RAVE è un programma internazionale di residenza per artisti che ha luogo in un cascinale della campagna friulana. Promuove la ricerca, la produzione, il dialogo e la diffusione dell'arte contemporanea, valorizzando in questo contesto il pensiero antispecista e biocentrico in un progetto artistico innovativo e sperimentale.
RAVE è ideato dalle artiste Isabella e Tiziana Pers in collaborazione con Giovanni Marta, ed è realizzato da East Village in collaborazione con L’Officina, Trieste, Comitato Trieste Contemporanea-Dialoghi con l'Arte dell'Europa Centro Orientale e Hope. Main partners: Vulcano, Venezia e Altevie Technologies, Milano.