Isa Melsheimer – Examination of the origins

Torino - 28/02/2015 : 28/04/2015

Prima personale in Italia dell’artista tedesca Isa Melsheimer (Neuss, Germania, 1968) che per l’occasione ha concepito un’installazione site specific in cui elementi scultorei pensati a partire dalle caratteristiche ‘ambientali’ di Quartz sono accostati alle forme architettoniche di alcuni edifici della città.

Informazioni

  • Luogo: QUARTZ STUDIO
  • Indirizzo: via Giulia di Barolo 18/D 10124 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 28/02/2015 - al 28/04/2015
  • Vernissage: 28/02/2015 ore 19
  • Autori: Isa Melsheimer
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: su appuntamento

Comunicato stampa

Sabato 28 febbraio 2015 alle ore 19.00 QUARTZ STUDIO ha il piacere di presentare la mostra EXAMINATION OF THE ORIGINS, prima personale in Italia dell’artista tedesca Isa Melsheimer (Neuss, Germania, 1968) che per l’occasione ha concepito un’installazione site specific in cui elementi scultorei pensati a partire dalle caratteristiche ‘ambientali’ di Quartz sono accostati alle forme architettoniche di alcuni edifici della città. L' idea del titolo – spiega la Melsheimer - viene dal mio interesse per alcune abitazioni di Torino come quelle del quartiere della Falchera o gli edifici di Enzo Venturelli, Carlo Mollino, Luigi Nervi, Gabetti e Isola

Trovo che l’aspetto di molte di queste costruzioni sia speciale, molto 'moderno'. Sono edifici molto diversi tra di loro, per via delle loro diverse origini e fonti d’ispirazione che vanno dal Futurismo, al Novecento, dal Razionalismo alla Scuola Romana e, dal 1945 in poi, l’Architettura Organica, il Neorealismo e il Brutalismo. Il focus del mio interesse è l'architettura italiana del Ventesimo secolo, la coesistenza del Razionalismo, del Novecento e della Scuola Romana durante il Fascismo, ma anche il loro perdurare fino agli anni Sessanta e l’innesto di nuove influenze come l’Architettura Organica di Frank Lloyd Wright dagli Stati Uniti e la figura di Walter Gropius, secondo il quale il nord Italia è stato negli anni Cinquanta tra i luoghi più moderni dell'architettura europea. L'altro spunto di riflessione per lo sviluppo dello progetto è stato lo spazio di Quartz, il pavimento, le piastrelle esagonali, in particolare. Questa è la parte del ‘dare forma’ alla mostra. L’architettura italiana del Novecento è dunque il punto di partenza della personale riflessione che Isa Melsheimer ha sviluppato a partire da diversi edifici che, tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, sono stati protagonisti della progettazione architettonica tra Torino e Milano. In particolare alcuni noti edifici come la torre Velasca (1950-58) dello studio BBPR a Milano che esteticamente conserva memoria della città medievale, il quartiere residenziale INA-Casa a Falchera, progettato da Giovanni Astengo con Sandro Molli Boffa, Mario Passasanti, Nello Renacco e Aldo Rizzotti (1951-60), la Bottega d’Erasmo di Gabetti e Isola (1953-56), che recupera la tradizione degli inizi del secolo a Torino per la quale venne coniato il termine neo-liberty, il Palazzo del Lavoro di Pier Luigi Nervi (1960), spettacolare esempio dello ‘strutturalismo’ del suo autore, l’innovativo Palazzo delle Mostre (PalaVela) progettato dall’ingegner Franco Levi e dagli architetti Annibale e Giorgio Rigotti (1959-61), ma anche due edifici di Enzo Venturelli meno noti, ma estremamente interessanti per il loro carattere di originalità come la casa-studio dello scultore Umberto Mastroianni (1953-54) e l’acquario-rettilario del giardino zoologico (1957-60), per i quali lo stesso Venturelli aveva formulato la definizione di Architettura dell'era nucleare o Architettura atomica. In effetti i differenti esiti architettonici che vengono raggiunti a Torino a metà del secolo scorso sono la naturale conseguenza della vivacità culturale della città piemontese, favorita dallo sviluppo industriale e della presenza in città, fin dagli anni tra le due guerre, di personalità come Lionello Venturi, Edoardo Persico e Riccardo Gualino. Nel dopoguerra Torino rappresentava dunque l’apertura all’Europa molto più di Roma, franata dalla sua vocazione classicista e di Milano, città divenuta espressione del ‘richiamo all’ordine’ degli architetti del Novecento. Il Neorealismo italiano che si era affermato soprattutto in letteratura e nel cinema, non mancò di influenzare anche l’architettura in cui favorì il recupero delle ‘radici’, basato sulla ripresa delle tradizioni locali e delle tecniche costruttive artigiane, abbandonando così il riferimento al Razionalismo. Come ha osservato la Melsheimer, in Italia, più che altrove, il tentativo di superare i dettami del Movimento Moderno generò linee di ricerca molteplici riconducibili a fonti d’ispirazione differenti, spesso con esiti contrastanti e non sempre accolti favorevolmente dalla critica contemporanea. La narrazione per immagini di questa stagione particolare dell’architettura torinese viene cucita dall’artista sulla stoffa di una tenda che dal soffitto scende fino a terra coprendo in parte il pavimento in cementine. Poggiate a terra sulla tenda diverse sculture in cemento e ceramica, fioriscono qua e là, come in un giardino d’inverno, costruzioni semplici, minimali, elaborate a partire dalla forma esagonale delle cementine, molto utilizzate in Italia per la pavimentazione degli edifici tra fine Ottocento ed inizi del Novecento. Da sempre interessata all’architettura ed al paesaggio nel suo complesso, anche in questa occasione Isa Melsheimer trasforma la concretezza e l’imponenza delle forme costruite in una installazione delicata ed instabile, fatta di disegni minimi ricamati e piccole forme scultoree strettamente collegate tra loro. La tenda, che dall’alto scende fino a terra, attutisce l’opposizione ortogonale tra parete verticale e pavimento orizzontale, creando una installazione unica che trasforma impercettibilmente lo spazio. L’artista partendo dalla forma geometrica delle cementine del pavimento, idealmente apre le pareti di Quartz estendendo il proprio sguardo alla storia architettonico-urbanistica della città con i suoi tanti edifici straordinari, molti dei quali ormai in disuso o inspiegabilmente dimenticati.

Isa Melsheimer (Neuss, Germania, 1968) dopo aver studiato presso la Hochschule der Künste di Berlino, grazie a borse di studio e residenze d'artista, ha vissuto e lavorato a Marfa in Texas, a Los Angeles, Istanbul, Lisbona e Roma. Nelle sue sculture ed installazioni la Melsheimer fa costantemente riferimento all'architettura, all'urbanistica ed al paesaggio. Isa Melsheimer è rappresentata dalle gallerie Esther Schipper (Berlino), Jocelyn Wolff (Parigi) and Nächst St. Stephan (Vienna). Sue importanti mostre sono state ospitate nelle seguenti istituzioni: Bonnefanten Museum, Maastricht, Paesi Bassi (2004); Carré d’art – musée d’art contemporain, Nîmes, Francia (2010); Museum of Art, Santa Monica, Los Angeles, USA (2012); IKOB – Museum of Contemporary Art di Eupen, Belgio (2014), Barlach Haus, Amburgo, Germania (2015). Il suo lavoro è stato esposto nelle seguenti collezioni pubbliche: S.M.A.K. Stedelijk Museum voor Actuele Kunst, Gent; Europäisches Patentamt, Monaco; Bonnefanten Museum, Maastricht; Museum Ludwig, Colonia; Sammlung der Deutschen Bank, Francoforte; Künstlerhaus Schloss Balmoral, Stiftung Rheinland-Pfalz, Bad Ems; Arp Museum Bahnhof Rolandseck; Carré d’art – Musée d’art contemporain de Nîmes; MUDAM, Lussembourgo; CNAP Centre national des arts plastiques, Francia.