Incanto partenopeo

Bari - 25/05/2019 : 01/12/2019

La mostra – oltre centocinquanta opere tra dipinti e sculture – metterà a confronto le opere del Di Renzo con quelle del maestro e in seguito fraterno amico Casciaro, assieme a una scelta antologia dei rappresentanti della comunità artistica del Vomero.

Informazioni

  • Luogo: PINACOTECA METROPOLITANA DI BARI CORRADO GIAQUINTO
  • Indirizzo: Via Spalato 19 - Bari - Puglia
  • Quando: dal 25/05/2019 - al 01/12/2019
  • Vernissage: 25/05/2019 ore 18
  • Curatori: Giacomo Lanzilotta
  • Generi: arte moderna
  • Orari: dal martedì al sabato 09,00 – 19.00 (ultimo ingresso consentito ore 18:30) domenica 09.00 – 13.00 (ultimo ingresso consentito ore 12:30) lunedì e festività infrasettimanali chiuso
  • Biglietti: Intero € 3,00 Ridotto € 0,50 Ingresso libero per tutti: la prima domenica di ogni mese (D. M. MIBACT 27-6-2014 n. 94) e in occasione di eventi, quando espressamente indicati in sede e su locandine e inviti. La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura La visita alle mostre in corso è inclusa nel biglietto d’ingresso

Comunicato stampa

L’iniziativa fa seguito alla importante donazione acquisita dalla Pinacoteca di Bari lo scorso 2016, consistente in 172 opere del pittore Guido Di Renzo (Chieti 1886 - Napoli 1956), abruzzese di origine e napoletano per adozione e formazione artistica. Amico e allievo nel capoluogo partenopeo del salentino Giuseppe Casciaro, Di Renzo prese parte attiva alle principali rassegne artistiche del panorama nazionale nella prima metà del Novecento, riscuotendo in parecchie occasioni importanti riconoscimenti (tra questi, l’acquisto di suoi lavori da parte del re Vittorio Emanuele III e del Comune di Napoli)


La mostra – oltre centocinquanta opere tra dipinti e sculture – metterà a confronto le opere del Di Renzo con quelle del maestro e in seguito fraterno amico Casciaro, assieme a una scelta antologia dei rappresentanti della comunità artistica del Vomero, dai pittori Vincenzo Ciardo, Attilio Pratella, Luca Postiglione, Giuseppe Aprea, Francesco Galante e molti altri, agli scultori Tello Torelli, Filippo Cifariello e Francesco De Matteis, attraverso la ricostruzione evocativa di quei contesti espositivi affermatisi nella vita culturale napoletana della prima metà del Novecento.