Iain Andrews – Whispers from the Red Room
Prima personale in Italia di Iain Andrews (Manchester, 1974), Whispers from the Red Room presso la sede milanese della Galleria. L’esposizione, curata da Cesare Biasini Selvaggi, vedrà ripercorrersi gli ultimi 15 anni della poetica dell’artista inglese e sarà accompagnata da una rispettiva pubblicazione, di carattere monografico, in cui sono state selezionate circa 60 opere identificative dell’artista in oltre due anni di studio e ricerca.
Comunicato stampa
La Galleria Gaburro presenta la prima mostra personale in Italia di Iain Andrews (Birmingham, UK, 1974) di oltre 30 dipinti inediti realizzati per l’occasione negli ultimi due anni, allestita nella sede di Milano, dove resterà aperta con accesso gratuito dal 26 febbraio al 30 maggio 2026. Pittore britannico contemporaneo venuto alla ribalta dagli anni Dieci del Duemila, il suo lavoro esplora i confini tra bene e male, realtà e immaginazione, e la capacità dell’arte di trasformare il dolore in bellezza e riscatto.
La pittura di Andrews nasce dall’esperienza diretta della fragilità e della sofferenza umana. Come arteterapeuta egli lavora con bambini che hanno subito abusi, che mettono in atto condotte autolesive, trasformando le loro storie di trauma in immagini che raccontano dolore, perdita e resilienza. Questo lavoro con i più vulnerabili si riflette nel suo personale percorso di ricerca, e le conferisce una fisicità concreta e una profondità emotiva unica. I dipinti diventano così spazi di espressione e liberazione, in cui la violenza del mondo reale viene reinterpretata e trasfigurata attraverso la pittura, offrendo allo spettatore la possibilità di confrontarsi tanto con l’oscurità quanto con la speranza in modo meditativo e sensoriale.
Il male sulle superfici dei complessi palinsesti pittorici dell’artista inglese non è mai eroico o seducente: è un vuoto, una corruzione del bene. Andrews prende immagini preesistenti – dalla storia dell’arte o dalla vita quotidiana – e le trasmuta, conferendo loro nuova vita, energia e significato. L’artista, invece di corrompere l’originale, crea una nuova vita per quell’immagine, un soffio vitale che racconta storie di perdita, dolore e redenzione. Questo approccio riflette il suo lavoro quotidiano di arteterapeuta, dove il trauma non viene nascosto, ma tradotto in esperienza di cura.
«Come arteterapeuta, ho esplorato a lungo la parte più oscura dell’inconscio di tanti bambini: disperazione, autolesionismo, odio per il proprio corpo, rabbia umiliata, depressione, sono temi ricorrenti, e inevitabilmente influenzano i miei dipinti. Molte fiabe che mi interessano e che costituiscono una cornice nel mio lavoro trattano temi altrettanto cupi e terribili, per esempio in Hänsel e Gretel. Sono spesso diviso tra il bisogno di restare fedele a questi contenuti e quello di plasmare opere che, per me, possiedano una sorta di bellezza. Da qui l’uso di una superficie apparentemente “graziosa”, simile all’adattamento Disney di una fiaba dal retroterra di tenebra, che accolgo come parte della tensione che il dipinto genera», dichiara Andrews.
Oltre a Chaïm Soutine, artisti come Fragonard, Boucher e Watteau hanno avuto un ruolo importante nella sua formazione. L’avvicinamento di Andrews a un linguaggio e atmosfere di impronta Rococò è avvenuto guardando i film Disney con le sue figlie, come La bella addormentata nel bosco, che attingono ampiamente a questo periodo dell’arte francese. C’è una bellezza apparente, una superficie idilliaca floreale e tenera che cela tuttavia un sottofondo ambiguo, proibito, in linea con le dolorose esperienze dei giovani pazienti in terapia dell’artista britannico. Le fiabe presentano temi oscuri e fantastici con uno stile colloquiale, che permette di leggerle senza esserne sopraffatti. Allo stesso modo, nei suoi dipinti Andrews insegue una tensione tra la bellezza apparente e un entroterra simbolico stratificato e inquietante, offrendo la possibilità a chi vuole di esplorarlo e scoprirne gli anfratti più reconditi.
In occasione della mostra sarà pubblicata da Maretti Manfredi Edizioni la prima monografia sull’opera pittorica di Iain Andrews a cura di Cesare Biasini Selvaggi.