I ragazzi formidabili – Leone Contini

Firenze - 12/04/2012 : 12/04/2012

Dopo il primo episodio con Pietro Mele, Leone Contini (Firenze, 1976), propone un’installazione dedicata al progetto realizzato nell’area del Ghetto, nel centro storico di Genova, in collaborazione con CHAN - Contemporary Art Association. Inte brasse è “uno spaccio in cui vengono esposti prodotti vegetali tradizionali utilizzati nelle varie culture per implementare l’energia fisica, attenuare la fame e la stanchezza, potenziare la sessualità, purificare o guarire il corpo”.

Informazioni

Comunicato stampa

I ragazzi formidabili è un ciclo di tre appuntamenti per una riflessione su alcuni comportamenti maturati in seno e in opposizione alla società dei consumi. Tre artisti propongono i propri personali punti di vista, attraverso video, immagini e installazioni, sulle forme che può assumere la violenza nelle relazioni interpersonali, e sulle contraddizioni implicite nell’idea di contrasto al sistema, presente sia nella calma apparente della quotidianità, sia in situazioni di aggregazione e manifestazione





Dopo il primo episodio con Pietro Mele, giovedì 12 aprile Leone Contini (Firenze, 1976), propone un’installazione dedicata al progetto realizzato nell’area del Ghetto, nel centro storico di Genova, in collaborazione con CHAN - Contemporary Art Association. Inte brasse è “uno spaccio in cui vengono esposti prodotti vegetali tradizionali utilizzati nelle varie culture per implementare l’energia fisica, attenuare la fame e la stanchezza, potenziare la sessualità, purificare o guarire il corpo”.



I ragazzi formidabili del titolo (ispirato al celebre romanzo di Jean Cocteau) sono donne e uomini, giovani e non solo, attori di condizioni sociali che con pari superficialità vengono assolte o condannate senza appello. Come i ragazzi di Cocteau, sentimentalmente e intellettualmente incapaci di creare relazioni con il mondo esterno alla loro camera, i protagonisti di queste tre indagini sembrano agire all’interno di sistemi di riferimento chiusi. O almeno è quanto la vigile società civile intende dichiarare a se stessa per eludere il confronto e rigettare qualsiasi responsabilità.



Il ciclo si concluderà il 3 maggio con Sergio Racanati che propone un’installazione legata al video STREET PARADE.