I miei occhi non hanno mai visto la luna…

Saronno - 21/12/2019 : 07/02/2020

I miei occhi non hanno mai visto la luna, è il titolo, ripreso da un canto armeno, che il Chiostro ha scelto per la mostra dedicata alla luna in occasione del cinquantenario dallo sbarco.

Informazioni

  • Luogo: IL CHIOSTRO ARTECONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Viale Santuario 11 - Saronno - Lombardia
  • Quando: dal 21/12/2019 - al 07/02/2020
  • Vernissage: 21/12/2019
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: Da martedì a venerdì 10/12.30-16/18.30. Sabato e domenica 10/12.30 e pomeriggio su appuntamento

Comunicato stampa

I miei occhi non hanno mai visto la luna… (da un canto armeno)
Il Chiostro Arte Contemporanea, viale Santuario 11, 21047 Saronno
Periodo mostra 21 novembre / 7 febbraio 2020
Da martedì a venerdì 10/12.30-16/18.30

Sabato e domenica 10/12.30 e pomeriggio su appuntamento
Arcangelo, Adriano Altamira, Giannetto Bravi, Marco Di Giovanni, Jorge Eielson, Andrea Facco, Iaia Filiberti, Lucio Fontana, Ferdinando Greco, Ale Guzzetti, Ugo La Pietra, Lucio La Pietra, Franco Marrocco, NASA, Paola Mattioli, Franco Rognoni, Alessandro Savelli, Giulio Turcato, Paul Van Hoeydonck

Comunicato stampa
I miei occhi non hanno mai visto la luna, è il titolo, ripreso da un canto armeno, che il Chiostro ha scelto per la mostra dedicata alla luna in occasione del cinquantenario dallo sbarco.
Sicuramente il tema è andato di gran moda in questo anno di celebrazioni, ma per la titolare della galleria la ricorrenza va insieme a una passione che data dall’anno e mese di nascita, così come fu un “dialogo con la luna” di Alessandro Savelli la prima opera acquisita per la sua collezione, dipinto che è in mostra insieme ad altri lavori dell’artista, oltre a quelli scelti tra gli autori più seguiti negli anni dall’attività del Chiostro.
Sembra un caso ma anche il Disco Lunare di Jorge Eielson è una testimonianza visuale della sua richiesta fatta alla NASA nel 1969 di depositare una sua scultura sulla superficie lunare. Cosa che non ottenne nel 1969 perché il direttore del programma Apollo 11, Phillips, scrisse che non vi erano le condizioni, mentre tale sogno fu poi realizzato con la concessione data al belga Paul Van Hoeydonck nel 1971, anch’egli in mostra con un lavoro della sua ricerca tutta dedicata allo spazio: “space victory” ovvero un assemblage di oggetti che sembrano deposti sulla superficie lunare.
Due opere di Iaia Filiberti della serie Pepita Reloaded “Marina Militare” e “NOCS” raffigurano il suo personaggio femminile alle prese con le eroiche gesta dello spazio e dei corpi d’armata, anch’essi coinvolti nella missione dell’agenzia spaziale americana dalla quale provengono le foto vintage della NASA che ritraggono i cosmonauti nei momenti delle varie spedizioni
Non possono mancare in mostra i due maestri del Novecento che testimoniano il grande coinvolgimento anche dell’arte nel desiderio di capire ciò che va oltre i limiti fino ad allora conosciuti dall’uomo.
Lucio Fontana, fondatore del movimento spazialista, è presente con uno studio per ambiente spaziale, Giulio Turcato, che restò folgorato dal discorso di Kennedy che nel 1962 promise che si sarebbe arrivati sulla luna, cominciò a lavorare su un ciclo denominato appunto “superficie lunare” eseguito con le prime sperimentazioni di gommapiuma industriale. Ugo La Pietra e Adriano Altamira sono autori di opere sul versante concettuale, mentre il cotè sentimentale è affidato a un pittore come Franco Rognoni, che tanto ha ripreso la luna nei suoi racconti pittorici. Una dimensione poetica trova esempi in Franco Marrocco, Arcangelo e Ferdinando Greco.
L’eclissi, nelle sue declinazioni è citata nella sequenza di Paola Mattioli e nei disegni su moleskine di Di Giovanni, mentre le tele di Andrea Facco e il video di Lucio La Pietra ripropongono l’enigma che da sempre contraddistingue l’evento, infine ironicamente rivisitato da Ale Guzzetti e dal suo alieno parlante.