HiFi MAD – Alessandro Reale

Informazioni Evento

Luogo
ANDREOLI PASQUALE & FIGLI
Corso della Repubblica 267, Latina, Italia
Date
Dal al

tutti i giorni dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00

Vernissage
22/03/2012

ore 18

Contatti
Email: eventi@madarte.it
Biglietti

ingresso libero

Artisti
Alessandro Reale
Curatori
Fabio D’Achille
Generi
arte contemporanea, personale
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Alessandro Reale, pittore, illustratore e grafico, esporrà all’interno dell’esercizio commerciale tre tele realizzate nel 2012; verrà inoltre proiettato un video che illustra i suoi lavori, intervallati da soggetti del mondo naturale.

Comunicato stampa

Da giovedì 22 marzo gli spazi del negozio di elettronica “Andreoli Pasquale&figli s.r.l.” ospiteranno la mostra di Alessandro Reale, nata nell’ambito del nuovo progetto “HiFi MAD”, ideato da Fabio D’Achille per MAD Rassegna d’Arte Contemporanea. La volontà di allestire un’esposizione artistica in un esercizio commerciale è tipica della vocazione di MAD di promuovere l’arte contemporanea in luoghi non convenzionali e di trasformare così il territorio pontino in una sorta di museo itinerante. Nello specifico la scelta della location vuole ribadire lo stretto legame che intercorre tra arte e nuove tecnologie: gli artisti, che necessariamente sono chiamati a interloquire con la società, nell’epoca multimediale molto spesso si cimentano a sperimentare nuove forme espressive attraverso il confronto con le innovazioni tecnologiche. Alessandro Reale, pittore, illustratore e grafico, esporrà all’interno dell’esercizio commerciale tre tele realizzate nel 2012; verrà inoltre proiettato un video che illustra i suoi lavori, intervallati da soggetti del mondo naturale. Arte e multimedialità vengono dunque a interagire, d’altra parte il lavoro di Alessandro Reale presenta una riflessione sulle nuove tecnologie, come ben chiarisce l’interpretazione critica di Antonio Fontana:
“Il fulcro su cui si sviluppa il lavoro di Alessandro Reale è quello dell'utilizzo dei media e delle espressioni visive della società contemporanea come contenitori di stimoli sensoriali e soprattutto visivi: icone o fotogrammi di simboli e luoghi consacrati ad un tempo infinito, dove attraverso una più profonda analisi dei dipinti si scorge il “tempo interiore e finito” dell’animo dell’autore. Un’attesa quasi surreale, consapevole di una ricerca ossessiva della trasformazione del passato a presente, del presente a futuro, e del futuro a eterno. Un pensiero capace di rinnovarsi infinitamente trasformando così il tempo interiore e finito in un sogno che continuamente si rigenera e si evolve di una immagine visiva che percorre velocissimamente passato presente e futuro, quasi a voler immobilizzare e fissare sulla tela la miriade di immagini che la nostra contemporaneità ci impone con ritmo serrato e incessante. Richiamando alla mente il Futurismo Rivisitato dove Schifano fotografa, ingigantisce con la tecnica del proiettore e rielabora e replica la famosa foto del gruppo futurista scattata a Parigi nel 1912, va intuito come per Schifano sia stata proprio la foto ad attrarre e ad interessare: " non è stato il Futurismo ad affascinarmi, ma la fotografia!". Anche per Reale la fotografia ha un aspetto determinante ma non prioritario come per Schifano, difatti l’apporto fotografico di Reale si colloca in un contesto illustrativo attuale quasi a rendere la tela un monitor nel quale l’immagine “Icona“ si intravede nel colore e nel gesto pittorico che restano parte principale e fondamentale dell’opera. Reale contrappone storia e contemporaneo, sogno e realtà, passato e futuro con un linguaggio proprio ed unico. Nei suoi lavori è capace di immobilizzare il fruitore ad una riflessione volta a fermare il tempo fisico odierno che non concede quasi mai una tregua, una pausa, in una società dove “l’uomo” non ha più tempo per pensare”.
Fabio D’Achille, curatore della mostra, così definisce la poetica artistica di Reale:
“Alessandro Reale impasta stimoli e colori / mescola idee e tecniche di composizione / anima un linguaggio onirico e visionario / muove sapientemente l'analogico / prepara il campo ad un'arte contemporanea che lo pervade”.