Hermann Nitsch – Malaktion

Torrita Tiberina - 21/04/2012 : 21/04/2012

È in questa moltitudine di espressioni artistiche che Mario e Maria Pia Serpone hanno avanzato ad Hermann Nitsch la proposta di lasciare il segno della sua arte. L’artista ha quindi richiesto che fosse edificata una cappella in cui avrebbe potuto eseguire una sua azione pittorica.

Informazioni

Comunicato stampa

Fra i borghi più antichi e più suggestivi di storia del comprensorio tiberino è senz'altro da annoverare Torrita Tiberina, situata in direzione nord-est a 48 Km di distanza da Roma. L'agglomerato urbano si inerpica su un'alta scarpata, dalla quale si gode una splendida visuale sulla Valle del Tevere che si rivela il protagonista del paesaggio.
In questo splendido scenario, dove la natura ha creato le sue prime tracce d’arte, si colloca la “Fondazione Mario e Maria Pia Serpone - Segni d’Arte”, un parco en plain air, terreno fertile per gli artisti


La famiglia Serpone da tempo è attivamente impegnata in campo artistico. II nonno Vincenzo (1860-1953) artista e allievo di Gioacchino Toma e Attilio Simonetti, iniziò a collezionare un notevole numero di opere d’arte - in parte donate al Museo di Capodimonte ed al Museo San Martino di Napoli - che dal seicento all’ottocento colpirono maggiormente la sua sensibilità. Mario Serpone, nipote di Vincenzo, ha continuato l’opera del nonno, da cui ha ereditato l’amore e l’interesse per l’arte, ha ottimizzato e valorizzato questa originaria passione dando vita, insieme alla sua famiglia, alla Fondazione Mario e Maria Pia Serpone - Segni d’Arte.
Una fondazione dove opere d’arte contemporanea contornano il prato, ne seguono le curve, lo impreziosiscono con significati estetici e lo ridisegnano, nobilitando lo spazio con installazioni ambientali a cielo aperto, con performance e con tutto quanto possa prendere forma d’arte attraverso il linguaggio del contemporaneo, in perfetta relazione con l’ambiente.
Le opere, grazie al progetto “Taurus” curato da Maurizio Elettrico e Peppe Morra, in questo cielo ribaltato divengono stelle della terra, configurando una sorta di specchio simbolico dell'universo. Nel disegno di questo luogo vengono così a incontrarsi ed a confrontarsi in una immobile giostra dei sensi e dei pensieri la natura l'arte e gli spazi cosmici. Il tutto si profila dall'alto come una mappa stellare che orienta le opera d'arte della collezione, distribuendole in una passeggiata magica, onirica, segnata da presenze naturali e al tempo stesso artificiali, dove simbolo e vita trovano una simbiosi armoniosa e poetica.
È in questa moltitudine di espressioni artistiche che Mario e Maria Pia Serpone hanno avanzato ad Hermann Nitsch la proposta di lasciare il segno della sua arte.
L’artista ha quindi richiesto che fosse edificata una cappella in cui avrebbe potuto eseguire una sua azione pittorica.
Così è stato, e il 21 aprile verrà realizzata una Malaktion proprio all’interno di questa cappella, dove il processo pittorico non mira direttamente e in primo luogo al risultato, bensì è azione pittorica e meditazione. Non è solo l’artista ad essere attivo, ma il quadro stesso si trasforma nel corso della realizzazione, si autodipinge, diventando vera icona.
Tuttavia Nitsch interviene in tale processo di autorealizzazione del quadro, continuando a versare colore, distribuendolo con mani e spazzole, applicandolo in strati sottili o pastosamente. Anche i suoi gesti sono elementari, parti dell’azione pittorica in cui il quadro viene battuto e carezzato, testato e cancellato, seguendo il naturale impulso motorio delle braccia e delle mani.

Nel parco vi sono attualmente sculture di :
Eric Andersen - The Headrest
Jannis Kounellis - Senza titolo
Bruno Munari - Scultura Viaggiante C2
Bruno Munari - Scultura Viaggiante C7
Hermann Nitsch - Cappella Nitsch
Mimmo Paladino - Dormiente
Luca Maria Patella - Alice’s Bedroom: i Letti Monumentali & Impossibili
Vettor Pisani - Angelo della Finestra d’Occidente
Shozo Shimamoto - Monumento alla felicità