Guido Ricci – Valentina Digital Transfiguration

Latina - 03/03/2013 : 31/03/2013

Ancora un fotografo, professionista romano, Guido (ops) Ricci documenta con “l’aiutino” del digital imaging una Valentina rivisitata, sempre profondamente sexy, sempre provocante... e più che mai viva, reale quasi che si possa toccare la sua pelle, attraverso la carta. (Fabio D’Achille – Curatore MAD).

Informazioni

  • Luogo: LIBRERIA LA FELTRINELLI
  • Indirizzo: Via A. Diaz 10 - Latina - Lazio
  • Quando: dal 03/03/2013 - al 31/03/2013
  • Vernissage: 03/03/2013 ore 18
  • Autori: Guido Ricci
  • Curatori: Fabio D’Achille
  • Generi: fotografia, arte contemporanea, personale
  • Orari: Lunedì 13,00 – 20,30 Martedì – Sabato 09.30 – 20.30 Domenica 10,00/13,30 – 16,30/20,30
  • Biglietti: ingresso libero
  • Email: eventi@madarte.it

Comunicato stampa

Ricordate Valentina? Uno dei fumetti più famosi dell’immaginario di Guido Crepax che ha come protagonista una giovane donna attraente, disincantata e libertina, fotografa seducente... Mad on Paper su La Scala Rossa della Libreria Feltrinelli domenica 3 marzo alle 18,00 ripercorrerà “foto-graficamente” il personaggio femminile. Ancora un fotografo, professionista romano, Guido (ops) Ricci documenta con “l’aiutino” del digital imaging una Valentina rivisitata, sempre profondamente sexy, sempre provocante... e più che mai viva, reale quasi che si possa toccare la sua pelle, attraverso la carta. (Fabio D’Achille – Curatore MAD)


“Immagini a metà tra la fotografia e il fumetto creano una trasfigurazione, una metamorfosi dal reale catturato dall’obiettivo fotografico all’immaginario del fumetto Valentina. Il concetto di trasfigurazione è il fulcro della mostra: a livello tecnico Guido Ricci parte dalla ripresa fotografica, rende bidimensionale la tridimensionalità della realtà e contemporaneamente compie un’operazione al rovescio riportando la dimensione puramente immaginaria tipica del fumetto alla realtà della fotografia. Un fumetto poi, come quello di Valentina, in cui reale e immaginario si fondono creando una perfetta sincronia tra il mondo concreto e una dimensione surreale e onirica: Valentina, ed è qui il carattere rivoluzionario della creazione di Crepax, è un personaggio ben definito, di lei sappiamo tutto, data di nascita, luogo in cui vive – scenario metropolitano di Milano -, professione, vita privata connotata da amori e discrepanze psicologiche, e allo stesso tempo nel fumetto di Crepax appare come una donna introspettiva, i suoi monologhi interiori sono volti all’esplorazione del sé, dell’inconscio, di una se stessa che non è mai completamente definita ma in cui albergano infinite sfaccettature e contraddizioni (come in tutti noi del resto), che la rendono più che mai un personaggio vivo, in cui molte donne possono identificarsi. Ed è per questo che Valentina non delude mai il suo lettore, che, sebbene conosca già il personaggio, è però ogni volta stupito dalle differenti connotazioni del suo carattere, dalle sue dicotomie e dal suo dualismo di donna libera, emancipata, indipendente professionalmente (eppure con delle fragilità che la rendono umana) e libera da tabù di ogni sorta e convenzioni sociali, dalla forte, elegante e raffinata carica erotica, intendendo l’erotismo come forza creativa ed evocativa – più volte a proposito del personaggio si è parlato di erotismo intellettuale -, che ha motivo di esistere in virtù dell’emozione, della passione, dell’amore, tenendo conto dell’origine etimologica del termine eros.
La modella, oserei dire performer, annulla completamente il suo ego, rinunciando anche ad esibire i suoi connotati personali affinchè possa esistere solo lei: Valentina, (l’opera) e suo padre, il creatore – trasfiguratore, in questo caso Guido… Ricci.
L’intento che anima le foto – fumetto è che i fruitori riescano a loro volta a trasfigurare la propria realtà in un immaginario fortemente evocativo, che possa diventare un’energia creativa volta a guardare con occhi intrisi di sensibilità il reale, il quotidiano anche più banale e turlupinante, al fine di accendere il desiderio di sublimazione attraverso l’arte e, al pari del personaggio di Crepax, di essere liberi dai condizionamenti , dalle convenzioni sociali, disinibiti nella propria autenticità”.
(Laura Cianfarani)