Guido Cozzi – Beirut polvere e sale

Firenze - 14/11/2017 : 13/12/2017

In un mondo in continuo scambio espansione sgretolamento, l'unica certezza è il Cambiamento. La Fotografia è, tra molte altre cose, un tentativo di fissare un istante e proiettarlo all'infinito.

Informazioni

Comunicato stampa

In un mondo in continuo scambio espansione sgretolamento, l'unica certezza è il Cambiamento. La Fotografia è, tra molte altre cose, un tentativo di fissare un istante e proiettarlo all'infinito. Ma sappiamo che anche questa promessa è vana: tutto è destinato a trasformarsi in altri stati nei quali non rimane traccia dello stato precedente. Spesso - erroneamente - chiamiamo questo processo "distruzione".

Tramite una manipolazione artigianale, quasi alchemica del supporto fotografico, si può accelerare il processo di deterioramento per "andare a vedere" cosa sarà di quelle persone oggetti e luoghi fotografati tempo prima



Per materializzare questo pensiero sono andato a Beirut, città nella quale ho realizzato molti reportage e ho avuto una significativa esperienza professionale. Ho portato quaranta rullini di pellicola invertibile e ho scattato 40 fotografie in 36 esemplari identici: un rullino per fotografia. Tornato a casa ho iniziato a trattare queste 1440 diapositive con 36 diversi trattamenti, usando elementi che avevo raccolto in loco. Elementi con un loro carico poetico, ma anche con una loro consistenza chimica: acqua del mare di Beirut, polvere dei palazzi ancora sbriciolati dalle pallottole, terra della "Linea Verde", foglie, erba, sabbia e sassi......Mettendo a bagno la pellicola in queste diverse soluzioni avviando così le fotografie - 1440 frammenti - Beirut - verso una trasformazione spinta, un degrado della materia tramite l'azione chimica di elementi diversi.

Il risultato non è altro che la rivelazione delle nostre previsioni più ovvie. Ma con una sorpresa: la metamorfosi verso la distruzione passa talvolta attraverso stati di inatteso equilibrio estetico.
-Giuido Cozzi

Giudo Cozzi è nato a Firenze nel 1962. Per l’editoria specializzata ha realizzato centinaia di servizi fotografici di carattere geografico, etnografico e turistico. Con Stefano Amantini e Massimo Borchi ha fondato nel 1991 Atlantide Phototravel, agenzia fotografica specializzata nel reportage di viaggio. Oggi alterna campagne fotografiche per i grandi archivi internazionali a ricerche personali sul territorio nelle quali sperimenta diversi stili narrativi secondo il tema da affrontare.

Orari di apertura:

Lunedì - Venerdì 9 - 19
Sabato e Domenica 13 - 19
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Guido Cozzi: Beirut, polvere e sale (Beirut, Dust and Salt)

Opening reception on November 14 at 6pm
On view November 14 - December 8, 2017

Jules Maidoff Gallery
Via Sant'Egidio 14
Florence, Italy
Please join us for the opening reception of Beirut, polvere e sale, a selection of photographs by Guido Cozzi. The exhibition will be on view through December 8, 2017 at SACI's Maidoff Gallery in Florence, Italy.

In a world in continuous flux, expansion and disintegration, the only certainty is change. Photography is, among many other things, an attempt to preserve a passing moment for an infinite amount time. We know that this gesture is in vain, however: everything is destined to transform into other states in which the traces of its previous condition are lost. Often, we erroneously call this process destruction.

Through a hands-on and almost alchemical manipulation of the photographic surface, it is possible to accelerate this process of deterioration to predict what will become of those people, objects and places photographed in time gone by.

To explore this concept, I traveled to Beirut, where I had done many previous projects and had gained significant professional experience. I brought forty rolls of reversal film and took forty identical photographs in thirty-six identical specimens: one roll per image. Upon returning home, I began to work with the 1,440 negatives, using 36 different treatments which included elements that I had collected on site. Each element has both poetic significance and particular chemical traits: seawater from Beirut, dust from buildings still marked by bullet holes, dirt from the Green Line, leaves, grass, sand and stones. Bathing the film in various solutions pushed the images, all 1,440 fragments of Beirut, towards an accelerated transformation and a degradation of the surface through these various chemical processes.

The result is nothing more than the revelation of our most obvious predictions, but not without surprises: the metamorphosis towards destruction often passes through states of unexpected aesthetic balance.

Guido Cozzi was born in Florence in 1962. He has worked on hundreds of photographic assignments for specialized publications in the geographic, ethnographic and touristic sectors. In 1991 he founded Atlantide Phototravel with Stefano Amantini and Massimo Borchi, a photographic agency specialized in travel coverage. Today he alternates between photographic assignments for major international archives and his own personal research related to his environment, experimenting with various narrative styles and their respective themes.

Opening hours:

Monday - Friday, 9am - 7pm
Saturday & Sunday 1pm-7pm