Grand Hotel

Roma - 11/10/2016 : 03/11/2016

Grand Hotel è un palcoscenico di formato ridotto, una piattaforma reale dedicata all’ospitalità. È un Hotel per artisti, e più precisamente ospita, raccoglie, accoglie e colleziona forme di passaggio provenienti dalle menti e dagli studi degli artisti invitati.

Informazioni

Comunicato stampa

Grand Hotel è un palcoscenico di formato ridotto, una piattaforma reale dedicata all’ospitalità. È un Hotel per artisti, e più precisamente ospita, raccoglie, accoglie e colleziona forme di passaggio provenienti dalle menti e dagli studi degli artisti invitati. Grand Hotel è un basamento consultabile, dove la raccolta degli indizi potrà essere toccata, esaminata, spostata. Negli studi le idee prendono forma, ma prima ancora di appartenere ad un loro destino le cose si muovono, si assemblano e quegli appunti sintetici e potenti vengono appoggiati, appesi, lanciati sui tavoli, chiusi nei quaderni oppure rimangono nelle memorie delle macchine fotografiche


Grand Hotel parla della forma primaria che assume un’idea prima che sia educata ad opera d’arte, in questa fase sostanza e forma sembrano coincidere in un istante esattissimo.
Chiediamo agli artisti invitati di concederci di porre sul basamento ospitale una di queste forme proveniente dal loro studio, per costruire un luogo d’incontro che si popoli di questi elementi primari. Ad ogni viaggio di Grand Hotel si aggiugnono nuove forme, nuovi elementi, nuovi artisti per creare un paesaggio di relazioni in divenire. Un luogo d’incontro intimo, alimentato da un dialogo silenzioso che muta e si trasforma di continuo.
“Non c’è un termine dal quale si parta, né uno a cui si arrivi o si debba arrivare” diceva Deleuze - in dialogo con Parnet -, ma forse delle direzioni, degli orientamenti, delle entrate e delle uscite come in un Hotel.

Grand Hotel è un attimo dopo l’intuizione e un attimo prima dell’atto creativo.

Grand Hotel è un luogo in movimento e nasce nel 2015 da un’idea di Elena El Asmar, Serena Fineschi, Marco Andrea Magni e Luca Pancrazzi. È stato ospitato a Milano, in Via Privata Pantelleria, in occasione di FestivalStudi#1 a cura di Vincenzo Chiarandà, Anna Stuart Tovini, Rebecca Moccia, Claudio Corfone, in collaborazione con freeUnDo, a Siena presso il Complesso Museale SMS Santa Maria della Scala, in occasione di InContemporanea, a cura di Michelina Eremita ed al Riot Studio con sede a Palazzo Marigliano a Napoli. Dall’11 ottobre sarà ospitato nel programma Fuori Quadriennale alla Gallery of Art - Temple University di Roma.

ARTISTI OSPITI
Stefano Arienti, Alessia Armeni, Susanna Baumgartner, Emanuele Becheri, Matteo Bertini, Bianco-Valente, Vincenzo Cabiati, Mirko Canesi, David Casini, Antonio Cavadini, T-Yong Chung, Claudio Corfone, Jaya Cozzani, Ermanno Cristini, Alessio de Girolamo, Vincenzo Chiarandà, Fabio Cresci, Mario Dellavedova, Marta Dell’Angelo, Elisabetta Di Maggio, Raffaele Di Vaia, Elena El Asmar, Serena Fineschi, Orietta Fineo, Joao Freitas, Federico Fusi, Michele Guido, Giovanni Kronenberg, Francesco Lauretta, Loredana Longo, Claudio Maccari, Elisa Macellari, Andrea Magaraggia, Marco Andrea Magni, Andrea Marescalchi, Amedeo Martegani, Corinne Mazzoli, Franco Menicagli, Jacopo Miliani, Concetta Modica, Adriano Nasuti-Wood, Agostino Osio, Pierpaolo Pagano, Cristiana Palandri, Luca Pancrazzi, Pantani-Surace, Luana Perilli, Perino e Vele, Luca Pozzi, Luigi Presicce, Anna Raimondo, Museo Riz à Porta, Filippo Romeo, Remo Salvadori, Luca Scarabelli, Alessandro Scarabello, Giuseppe Teofilo, Eugenio Tibaldi, Anna Stuart Tovini, Sophie Usunier, Enrico Vezzi, Virginia Zanetti, Wurmkos.

“Cedere un pezzo del proprio studio significa acconsentire che la consolazione diventi partecipata, le fragilità condivise, si è come messi a nudo e quell’oggetto che nel suo essere nascosto assomiglia alla forza che cova e alimenta l’anima del guerriero, improvvisamente si solleva da una missione intima trasformandosi nell’essenza”. Elena El Asmar

“Grand Hotel è il tentativo di un dialogo che anticipa l’inizio, un confronto coraggioso tra dinamiche che hanno origine da un inciampo illuminato del pensiero e attraversano il corpo, senza alibi. Lo sguardo dell’artista si posa apparentemente per caso, accoglie le onde del pensiero dinamico e, come un’antenna, coglie i segnali, decifrandoli, semplicemente. Una raccolta di indizi, frammenti originari, tracce dissolte, raccolte e accolte nel tentativo disperato di fermare un attimo. Grand Hotel è un paesaggio di contaminazione popolato di intuizioni, in cui tutto è costantemente in movimento”. Serena Fineschi

“Negli studi le idee prendono forma, ma prima ancora di appartenere ad un loro destino le cose si muovono, si assemblano e quegli appunti sintetici e potenti vengono appoggiati, appesi, lanciati sui tavoli, chiusi nei quaderni oppure rimangono nelle memorie delle macchine fotografiche. Grand Hotel parla della forma primaria che assume un’idea prima che sia educata ad opera d’arte, in questa fase, sostanza e forma sembrano coincidere in un istante esattissimo”. Luca Pancrazzi

“È una ‘Doppia Cattura’ che parla del primo tocco dello sguardo come forma di sapere non spiegabile a parole, ma che si rivela in un lampo improvviso. Mi piace pensare che queste intuizioni d’arte siano pure delle piccole confidenze. E ancora un tesoro immenso fatto di un quasi nulla”.
Marco Andrea Magni