Gosia Turzeniecka – Con il titolo

Torino - 15/01/2013 : 02/03/2013

La Galleria Glance è lieta di presentare la mostra personale di Gosia Turzeniecka ( 1974, vive e lavora a Torino). Già conosciuta bene a Torino, l’Artista ripercorre, con una trentina di lavori su carta e qualche olio su tela, stili, tecniche e tematiche che hanno caratterizzato la sua pratica artistica negli ultimi anni.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA GLANCE
  • Indirizzo: Via San Massimo 45 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 15/01/2013 - al 02/03/2013
  • Vernissage: 15/01/2013 ore 18.30
  • Autori: Gosia Turzeniecka
  • Curatori: Ivan Fassio
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

La Galleria Glance è lieta di presentare la mostra personale di Gosia Turzeniecka ( 1974, vive e lavora a Torino). Già conosciuta bene a Torino, l’Artista ripercorre, con una trentina di lavori su carta e qualche olio su tela, stili, tecniche e tematiche che hanno caratterizzato la sua pratica artistica negli ultimi anni.
Alla ricerca dello scarto, dell’estremo valore della differenza, sensazioni e memorie reclamano la loro originaria condizione di testimonianze autentiche, di sorgenti della creazione. Nelle opere di Gosia Turzeniecka, le immagini non sembrano rimandare a un contenuto, tantomeno a un’essenza

Attraverso il tratto, invocano, piuttosto, la funzione dinamica che opera all’interno della percezione. Agiscono nel luogo in cui ogni piega è il momento privilegiato dell’esperienza, focalizzando l’attenzione sulle divergenze.
Più il risultato si allontana dalla precisione dell’osservazione oggettiva, facendo leva sull’emotività, più l’opera conserva un titolo aderente: nome di cosa, di animale, di persona, nome collettivo, nome di città. Singolare e plurale: oca, due oche, tre oche... Maschile e femminile: calcolo e geografia. Qualche numero, l’articolo determinativo per circoscrivere, indeterminativo per generalizzare. L’incontro si svolge intorno ad un dato grammaticale stabile e condiviso, mentre sotto al linguaggio il segno ricomincia a sognare. Quest’altra espressione respira e pulsa. Vive di vita propria, in una sostanziale indipendenza biologica, slegata dalla letteratura. Riportare queste frequentazioni alla condizione di semplici figure, riconoscibili e archiviabili, generatrici di una narrazione compiuta, sarebbe il compito di un improbabile titolista. L’esperimento arduo di saldare parole e cose da parte di un coraggioso alchimista terminerebbe con la presa di coscienza dell’assoluta irriducibilità dell’opera d’arte.
Ivan Fassio